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mercoledì 21 dicembre 2011

Google investe nelle rinnovabili pensando al futuro

Google e l'energia rinnovabile
Google continua a investire nella ricerca e nello sviluppo di fonti alternative di energia: l'ultimo investimento vale 94 milioni di dollari ed è nuovamente diretto all'energia solare.

Mountain View ha profuso un certo impegno rispetto alle energie rinnovabili: in passato ha già siglato un accordo in base al quale sta investendo 168 milioni di dollari in una centrale di energia solare nel deserto del Mojave, stanziato 100 milioni di dollari per la realizzazione di una centrale eolica e altri 208 milioni per finanziare un'azienda statunitense leader nel settore dell'energia solare.

Con quest'ultimo investimento Google continua a guardare all'energia solare e decide di partecipare con il fondo di investimenti KKR e Recurrent Energy a quattro progetti fotovoltaici che puntano a produrre energia in collegamento con le reti elettriche statunitensi.

sabato 3 dicembre 2011

La torre Eiffel trasformata in un gigantesco albero ?

La Torre Eiffel vuole rifarsi il look ed in una città trafficata come Parigi sono le piante a far da iniezioni di botox. La Torre Eiffel trasformata in un gigantesco albero? Il progetto è nel cassetto del team di ingegneri Ginger che lo ha svelato in anteprima al quotidiano francese Le Figaro, ma non si sa se effettivamente verrà realizzato.

Le autorità parigine si sono infatti mostrate prudenti sul piano di rinverdimento della Torre e non hanno confermato le indiscrezioni apparse su Le Figaro. Tutt’altro, hanno smentito su Twitter. Sui blog francesi si parla di un falso scoop di Le Figaro.

Gli ingegneri del Ginger Group non si lasciano scoraggiare e hanno realizzato un prototipo in scala ridotta per testare la fattibilità del progetto. Se dovesse realizzarsi, sulla Torre a partire da giugno del 2012 troverebbero posto ben 600 mila piante, con l’obiettivo di ridurre le emissioni ma soprattutto di fare di Parigi il simbolo di una rivoluzione sostenibile.

fonte ecoblog

giovedì 1 dicembre 2011

Sappilo !!


Un giorno i barbari saranno sconfitti e il bene vincerà.

Jedi

Unisciti a noi, non rimanere con il male. Il Male distruggerà il pianeta

giovedì 8 settembre 2011

Pianta un albero anche tu, dillo anche a Pino :-)

Tutti noi, nel nostro piccolo, bruciamo petrolio e liberiamo CO2 ogni volta che accendiamo la macchina per andare a lavoro, ci riscaldiamo con i termosifoni, guadiamo la televisione, viaggiamo, compriamo un libro. Gli alberi hanno la preziosa proprietà di assorbire l'anidride carbonica. Un faggio di 100 anni assorbe nel corso di un'ora 2,5 Kg di CO2 e libera 1,7 Kg di ossigeno nell'aria. Un solo albero assorbe quasi 10 Kg di anidride carbonica all'anno nei suoi primi dieci anni di vita. Un faggio alto 25 metri mangia ogni ora 2.350 grammi di anidride carbonica e produce 1.700 grammi di ossigeno. L’Italia produce 670 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Servirebbero quindi 1.340.000 km2 di boschi di noce, oltre quattro volte il territorio nazionale per compensare il nostro impatto. Ma se tutti piantassimo gli alberi necessari almeno a coprire la nostra produzione personale, sarebbe già un grandissimo passo avanti.

giovedì 7 luglio 2011

No alle Centrali a Carbone. Chi ci governa non vuole darci l'energia ecosostenibile perchè deve fare affari con gli sporchi affaristi mafiosi. Cacciamo la Casta

PORTO TOLLE: una sporca legge “ad aziendam”

Nella nuova manovra finanziaria il Governo ha introdotto una norma che favorisce lo smantellamento di centrali alimentate ad olio per trasformarle a carbone.
Azione a Porto Tolle
E' un perfetto esempio di legge "ad aziendam", con la quale non solo si vanifica la sentenza del Consiglio di Stato sulla valutazione di impatto ambientale,  ma si decide deliberatamente di ignorare – per fare l’interesse dell’ENEL – l’impatto ambientale e sanitario di una centrale a carbone nel cuore di una delle aree, il Delta del Po, più fragili e a rischio del Paese.
Oggi, insieme a Legambiente, WWF e Italia Nostra, abbiamo scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché impedisca che il Governo aggiri una sentenza “scomoda” sostituendosi ai giudici che hanno già sentenziato sulla incompatibilità ambientale del carbone.
La conversione a carbone della centrale di Porto Tolle comporterebbe l'emissione di oltre 10 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica (CO2), il principale responsabile del riscaldamento globale; nonché la movimentazione, in un parco naturale già fragilissimo, di 5 milioni di tonnellate di carbone all'anno e di un altro milione di tonnellate tra calcare, gessi e ceneri. Tutto questo per salvare meno di 200 posti di lavoro che potrebbero essere assorbiti da un equivalente impianto a gas naturale, ipotesi più razionale visto che accanto al sito della centrale è stato costruito il più importante terminale gasifero off-shore.
I rischi posti dalla conversione a carbone sono quindi evidenti, senza contare che il carbone è tra i fattori che ritardano il lancio, in Italia, di una seria politica di investimenti sulle rinnovabili e l’efficienza che secondo numerose stime (nazionali, internazionali e sindacali) porterebbe nel nostro Paese migliaia di posti di lavoro.

fonte Greenpeace Italia

sabato 2 luglio 2011

La funivia urbana costa poco e non inquina

 Non inquinano, costano poco e permettono di evitare il traffico: le funivie urbane alla conquista del mondo. Da Roma a New York, i progetti realizzati e quelli da realizzare

La funiva, la nuova ricetta di architetti e ingegneri per liberare le città dal traffico e dallo smog.
Collegare poli di flusso come stazioni, porti, centri sportivi: ecco la funzione delle funivie e delle tereferiche cittadine, destinate a moltiplicarsi nel giro di pochi anni.
La teleferica di Madrid: a 40 metri di altezza, ha un percorso di tre chilometriStefano Panunzi, docente di Progettazione urbana all’Università degli studi del Molise: «La funivia è un mezzo di trasporto trascurato. Oggi potrebbe risolvere problemi chiave per la vita urbana. Ha costi ben più bassi di una metropolitana, perché non c’è bisogno di espropriare terreni. Inquina pochissimo e ha un minore impatto sull’ambiente, visto che bastano pochi piloni ogni svariate centinaia di metri. Può essere addirittura montata e smontata. Si può quindi provarla per alcuni mesi in aree speciali. Per non dire di quanto sia bello poter volare sulla città».
La funivia è più veloce dei mezzi pubblici che si muovono nel traffico cittadino. In media raggiunge i 25/27 km orari, con un moto circolare continuo, senza attese per i passeggeri.
I romani passano in media 74 minuti al giorno nel traffico per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i bimbi a scuola o altro. I napoletani 63 minuti, i torinese 62 (dati del rapporto 2011 “Cittalia” di Legambiente).
Una metropolitana di medie dimensioni trasporta 40mila persone ogni ora, il tram 7.000, la funivia urbana 6.000.
Costo per costruire 10 km:
• metropolitana: 147 milioni di euro
• tram: 90 milioni di euro
• funivia: 17 milioni di euro.
La prima funivia cittadina fu realizzata nel 1908 a Bolzano. Chiamata Kohlerer Bahan (“Funivia del Colle”), è ancora oggi attiva.
La funivia più lunga del mondo è stata inaugurata alla fine d’ottobre dello scorso anno a Tatev, in Armenia. È lunga 5.750 metri e porta al villaggio di Halidzor, dove si trova un monastero del IX secolo.
Le funuvie urbane più famose:
• New York. Collega Roosevelt Island a Manhattan. È stata realizzata nel 1976 per ovviare alla chiusura del ponte di Brooklyn. Oggi è il secondo mezzo più utilizzato per superare l’East River. Viaggia a poche decine di metri dal suolo.
• Madrid. La teleferica collega il centro al parco della Casa de Campo. Il tragitto, a 40 metri d’altezza, è lungo tre chilometri.
• Città del Capo. Inaugurata negli anni Venti, collega il centro alle cime della Table Mountain (1.085 metri). Ogni cabina ospita 65 persone e ruota su 360°, permettendo una vista integrale della città e dell’Oceano.
Un’immagine del progetto di funivia sul Tamigi che sarà pronta per le Olimpiadi del 2012 La funivia utilizza motori elettrici. A corrente alternata per impianti medio-piccoli, continua per i grandi. Ogni impianto ha due motori. Il consumo varia, a seconda della portata, tra i 500 e i 1.000 chilowatt (energia sufficiente per 330 alloggi).
Gli impianti possono essere a campata unica (con funi tese direttamente fra le due stazioni) o possono richiedere uno o più sostegni intermedi (detti piloni).
Fino a qualche anno fa una cabina saliva mentre l’altra scendeva, perché collegate alla stessa fune traente. Oggi ogni cabina può salire o scendere in modo indipendente.
Il sistema più innovativo è il “3S”, il trifune: due funi portanti e una che traina. Realizzato grazie a un progetto italiano, garantisce la stabilità anche con venti superiori a 100 chilometri orari.
Mantenere una funivia costa circa 300mila euro l’anno, tenendo conto delle revisioni obbligatorie ogni cinque anni. Tutti gli impianti devono avere, secondo le normative, tre addetti più un caposervizio e un direttore di servizio.
Il mercato mondiale è dominato da due grandi gruppi: l’italiano Leitner, con sede a Vitipeno (Bolzano) e l’austriaco Doppelmayr di Bregenz, che ha uno stabilimento anche in Alto Adige, a Lana. Fatturano ogni anno circa 600 milioni di euro ciascuno.
Per le Olimpiadi del 2012 Londra costruirà una teleferica per collegare due centri sportivi sui lati opposti del Tamigi. La struttura trasporterà 2.500 persone l’ora, pari a 40 bus.
A Berlino la zona Ovest e i nuovi quartieri saranno uniti con una funivia orizzontale di quattro chilometri, alta 35 metri. Porterà fino a 2.000 passeggeri all’ora per direzione. Costo: 15 milioni di euro.
La funivia di Bolzano, inaugurata nel 1908In Italia, oltre a Bolzano, ci sono funicolari a Perugia, Venezia, Napoli, e Capri. E molti sono i progetti in fase di realizzazione. A Roma nel 2007 è stato approvato un disegno per unire il quartiere della Magliana con l’Eur, direttamente alla stazione della metropolitana, sorvolando il Tevere. Il tragitto sarà di 650 metri a 35 metri d’altezza, con 32 cabine da 8 posti. Costo dell’operazione: 22 milioni di euro (10 milioni già finanziati dall’Ue). I lavori non sono ancora partiti. Per accelerare le operazioni e informare i cittadini è nato il sito www.funivia-roma.it
A Verona un gruppo di privati ha proposto al Comune di cofinanziare, insiema a Leitner, una funivia che colleghi l’aeroporto Catullo allo stadio Bentegodi. Il progetto, in discussione, verrebbe a costare tra i 30 e i 40 milioni di euro.
Maurizio Spina, architetto e ricercatore dell’Università di Catania, ha elaborato un progetto di funivia per il capoluogo etneo: dal comune di Trecastagni si arriverebbe fino all’aeroporto Fontanarossa, attraversando la città e sorvolando il porto.
Il sogno di Maurizio Spina è collegare dal cielo la Calabria e la Sicilia: «Basterebbero un pilone per lato a terra. Quarantaquattro cabine capaci di trasportare in sei minuti seimila persone all’ora. Il costo? Solo quattro milioni di euro».

giovedì 30 giugno 2011

Manifesto dell'Alleanza Ribelle




Manifesto dell’Alleanza Ribelle

La nostra casa – la Terra – è in pericolo. VolksWagen si oppone a due leggi europee fondamentali per la salvaguardia del clima: innalzamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e maggiore efficienza delle automobili. Due leggi vitali se non vogliamo fare la fine del pianeta Alderaan (distrutto dalla Morte Nera…). Ma non tutto è perduto. Percepiamo del Bene in VW.
Tutti noi, membri dell’Alleanza Ribelle, chiediamo a VW di abbandonare il Lato Oscuro della Forza e di dare al nostro pianeta una possibilità di salvezza.

1

Sostenere un forte abbattimento delle emissioni di CO2.

Nonostante la sua immagine “green”, Volkswagen spende ogni anno milioni di Euro per finanziare le lobby che impediscono all’Europa di innalzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, dal 20% al 30%, entro il 2020. Aziende virtuose come Google, Ikea, Sony, Unilever, Philips e Barilla sostengono già l’innalzamento degli obiettivi sul clima. Volkswagen non può permettersi di rimanere indietro.
2

Promuovere la produzione di auto più efficienti.

Le auto con consumi di carburante bassi fanno risparmiare ed emettono meno CO2. Da sempre Volkswagen si oppone al miglioramento degli standard di efficienza, ma interrompere la nostra dipendenza dal petrolio è una necessità. Come prima azienda automobilistica in Europa, VW incide moltissimo sulle emissioni e ha una grande responsabilità ambientale. Per questo deve cambiare e sostenere standard ambiziosi, d’ora in avanti.
3

Più fatti, meno parole.

Volkswagen sostiene di voler essere “il produttore d’auto più ‘eco-friendly’ al mondo”, ma i suoi modelli più efficienti, nel 2010, hanno rappresentato soltanto il 6% delle sue vendite. Volkswagen ha la tecnologia per fare molto meglio di così: deve impegnarsi per produrre solo veicoli “oil free” entro il 2040. (Per maggiori informazioni leggi l’intero rapporto)

giovedì 16 giugno 2011

Cessate il fuoco. Stop alla Guerra

Nel 2011 supereremo la soglia dei 2,2 miliardi di euro per contribuire con le nostre missioni di guerra alla distruzione del pianeta, all'incremento della violenza, all'odio tra i popoli, alla distruzione di vite umane.
Sembra che per questo i soldi ci siano, tutti i giorni gettiamo soldi dalla finestra, i nostri soldi, per combattere in nome di una falsa democrazia che invece è una prevaricazione verso altri popoli non allineati alle politiche del business e degli affari internazionali.
Se ci togliamo dalla guerra e investiamo i soldi spesi ogni giorno per far riprendere la nostra economia, per investire su fonti rinnovabili, supereremo in fretta le nazioni europeee che per passare alle rinnovabili devono spendere soldi per dismettere le loro energie sporche (nucleare).
In questo modo oltre ad avere la nostra nazione indipendente dal business dell'energia creeremo anche innumerevoli posti di lavoro puliti.

sabato 11 giugno 2011

MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI

andiamo a votare il 12 Giugno 2011 prima delle 11 cosi alle prime proiezioni delle 12 gli indecisi vedranno che il quorum è possibile e andranno a votare
 
MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI
PASSAPAROLA

domenica 29 maggio 2011

Acqua 12 Giugno si vota SI per il sangue della Vita




REFERENDUM, uno strumento democratico che ci vogliono SCIPPARE, 
fermiamo con il voto del popolo sovrano questo folle Caimano
12 GIUGNO 2011  4 SI



L’acqua, è il sangue della terra
l’acqua è vita, l’acqua scorre libera
e non c’è niente che sia, più importante sul pianeta
di questo liquido magico che mescola e rimescola
l’acqua gira nella giostra della vita
ciclicamente evapora e precipita
bagna ogni cosa, la nutre, poi scorre via
sulla sua scia ogni anima resuscita
due atomi di idrogeno e uno solo d’ossigeno
è questa la mia pozione magica
h20 è quello che mi serve
l’acqua mi penetra, mi lava e mi purifica

sono politici, mafiosi e multinazionali
a succhiare il sangue nostro e della terra
all’assalto del pubblico predoni e criminali
nuotano nell’oro mentre seminano guerra
e se l’acqua è l’anima del mondo
della vita la più preziosa essenza
non lasciamo che la fame senza fondo
del dio denaro la divori e ci lasci senza

din don, sveglia!
la guerra dell’acqua è iniziata,
con le leggi dei servi della proprietà privata
perciò su la testa, e schiena dritta
per questa lotta non è prevista la sconfitta!
questa è l’ora del riscatto,
e che parta dal basso,
la democrazia dell’acqua contro il loro ignobile ricatto!
nella storia dell’umanità ,
chi governa l’acqua comanda
è una questione di civiltà
rispondiamo tutti insieme come un’onda,
è una questione di diritti,
non si può subire e stare zitti!
è una questione di sistema
che chiede troppo a tanti e tratta pochi con i guanti
perciò ,
sveglia! alza la testa!
lotta dove vuoi, come puoi, in ogni situazione,
difendi l’acqua pubblica e quello che ci resta
dei nostri diritti e di ogni bene comune!

Referendum 2011: vai a votare e vinci concerti e spettacoli gratis

Referendum su Acqua, Nucleare, Legittimo Impedimento, vota SI perché avvenga il cambiamento e fare in modo che il Berluska non sia contento.
Concerti gratis, cene scontate, spettacoli di teatro senza il problema del biglietto. E’ tutto possibile. Basta andare a votare per i prossimi Referendum del 12 e 13 giugno. Stiamo parlando di San Tommaso is back (dal nome del Santo che non credeva se non metteva il dito!), iniziativa della cantautrice romana Pilar e dalla producer Giovanna Mirabella. All’ingresso delle manifestazioni, invece del ticket basterà infatti mostrare la tessera elettorale col timbro che dimostri che si è andati effettivamente a votare.

L’obiettivo è quello di “boicottare il boicottaggio”, dando una risposta concreta agli ‘atteggiamenti delle reti televisive a proposito dei misteriosi spot sui referendum e fare in modo che si raggiunga il quorum del 50% più uno dei votanti,così che le consultazioni del 12 e 13 giugno su acqua, nucleare e legittimo impedimento siano valide.

“Volevo fare qualcosa di concreto – dice Pilar (il cui vero nome è Ilaria Patassini), vincitrice di Musicultura, finalista al Premio Tenco e Migliore interprete 2010 al Festival Europeo della canzone Mediterranea – per sostenere un referendum troppo importante per essere ignorato. La sera del concerto sarò alla porta per verificare con i miei occhi che gli ospiti abbiano compiuto il loro diritto-dovere, di votare il referendum su acqua, energia nucleare, legittimo impedimento“.

Il progetto è stato immediatamente accolto da diverse parti del mondo. Da Enna, Napoli, Milano, Treviso, Palermo ci saranno artisti, ristoratori, musicisti e altri che aderiranno all’iniziativa. Addirittura anche da New York, ci sarà l’attore Jacopo Cullin ad esibirsi.

Pilar dirà sì ai quattro quesiti, così come hanno fatto vari artisti nei concerti per il referendum nei giorni scorsi: Giuliano Palma & Bluebeaters, Simone Cristicchi, Almamegretta, Paola Turci e tanti altri, hanno deciso di dire sì per frenare la costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese, sì per opporsi alla privatizzazione dell’acqua pubblica e sì contro il legittimo impedimento: la legge deve essere uguale per tutti.

Fonte: http://music.fanpage.it/referendum-2011-vai-a-votare-e-vinci-concerti-e-spettacoli-gratis/#ixzz1NjZlUCVR

domenica 22 maggio 2011

Nucleare si deve votare ancora e si vota il 12 giugno

In questo momento di confusione politica, le principali testate giornalistiche hanno titolato “Il Governo cancella il nucleare. Cambia la legge, stop alle centrali” e molti ora si chiedono se sia vero e se si debba ancora andare a votare il referendum sul nucleare

Nucleare si deve votare ancora

Si dovrà andare a votare il referendum sul nucleare? Per ora la risposta è SI. Lo scorso 20 aprile il Governo ha iniziato al Senato, l’iter legislativo per sospendere il nucleare allo scopo di evitare il referendum. Ad oggi sono ancora in vigore tutte le norme sul ritorno al nucleare poichè il decreto dovrà prima essere votato alla Camera e successivamente essere convertito in legge per produrre i suoi effetti.
Una volta attivo, la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi in merito e decidere se il nuovo emendamento è in linea con lo spirito delle richieste dei promotori del referendum e se quindi cancellare il quesito sul nucleare. La decisione dovrebbe arrivare tra il 20 e 30 maggio 2011 ed il risultato non è per niente scontato.
Quindi si, dovremo andare a votare il referendum.
Referendum sull'acqua ( 2 quesiti), sul nucleare, sul legittimo impedimento


Il bluff

Il Governo il 20 aprile 2011 con l’emendamento n. 5800 all’art. 5 del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34 (decreto legge “omnibus“), ha iniziato l’iter legislativo per la sospensione del programma nucleare.

L’emendamento recita: “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare“.

Se l’emendamento può essere considerato di fatto uno stop,il referendum avrebbe abrogato tutte le norme a riguardo. Se la Corte di Cassazione dovesse decidere di non effettuare il referendum, il Governo teoricamente potrebbe ripristinare quando vuole il decreto sul nucleare. In sostanza se ne riparlerebbe dopo il referendum sugli altri due temi: acqua e legittimo impedimento.

Il ministro Paolo Romani commenta così le ultime vicende: “Abbiamo rivisto l’impostazione sul nucleare data nel 2009 e rinviamo una decisione così importante ad un chiarimento complessivo in sede Europea“. “Il rientro nel programma nucleare” deciso dal governo nel 2009 “era coerente con un quadro ché è drammaticamente cambiato” dopo l’incidente in Giappone. “Coerenza vuole che la riflessione si trasformi nella revisione di quel programma”. Ed aggiunge “I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’ onda d’emozione assolutamente legittima ma senza motivi chiarezza”.

Il presidente Berlusconi invece dichiara: “L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare. Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo. L’energia nucleare è sempre la più sicura.”.
Con questa dichiarazione, si svelano forse i veri intenti del Governo: il recente emendamento mascherato come “ripensamento” sul ritorno al nucleare ha l’unico scopo di boicottare il referendum, riprendendo la scelta del nucleare dopo giugno.

Il Governo afferma che le recenti vicende Giapponesi hanno scosso profondamente l’animo del popolo italiano, non consentendogli di effettuare una scelta consapevole e lungimirante su di un tema così importante. E’ anche vero però che le firme contro il Nucleare sono state raccolte circa un anno prima delle vicende giapponesi per cui questa decisione vanificherebbe le decisioni dei cittadini firmatari e potrebbe essere inteso come un vero e proprio colpo di mano istituzionale alla decisione popolare.

Secondo l’opposizione il decreto camuffa anche una seconda verità: tolto il nucleare, il referendum perderebbe attrattiva. Senza ombra di dubbio questo quesito è più di tutti quello che tocca il cuore e l’anime degli italiani e muoverebbe moltissime persone alle urne, allontanando il pericolo del mancato raggiungimento del quorum (il 50%+1 dei votanti per considerare valido il referendum). Grazie alla cancellazione del quesito, potrebbero non esserci abbastanza italiani a votare il referendum, facendo così decadere i risultati sul Legittimo Impedimento e sulla Gestione dell’acqua.

Secondo noi di votoil12giugno.it, a prescindere dalla decisione della Corte di Cassazione, dovrebbero scegliere e quindi recarsi alle urne a votare tutti i temi referendari.

mercoledì 4 maggio 2011

Creare nel Web una città interamente ecosostenibile

"Vi porto in evidenza questo articolo, perché credo che attraverso il gioco si possa creare una nuova cultura che sovrasti le attuali regole di una città consumistica. Giocando riusceremo a sbarazzarci della cultura di consumo imposta dai "potenti"  e un giorno una città interamente ecosostenibile non sarà solo qualcosa di virtuale creato nel web, ma l'inizio di un mondo migliore, l'inizio di un modo dove finalmente avremo per produrre energia la più grande centrale nucleare del pianeta: IL SOLE i più bei tralicci nei prati e sulle montagne: I MULINI A VENTO, e tante altre forme di energia naturali .... Buona Cultura quindi, giochiamo per tradurre nella realtà il sogno di un mondo pulito"
Panasonic ha lanciato Evolta city, un nuovo gioco online con il quale potrai divertirti a costruire una città interamente ecologica e rispettosa dell’ambiente.
Entrando nel gioco potrete aiutare Mr. Evolta nel pensare, disegnare e costruire la più grande città ecologica del web: potrai costruire edifici eco-friendly, spostarti con automobili elettriche e alimentare tutto con l’energia prodotta da mulini a vento!
Il sistema di gioco è simile a quello dei più noti giochi di “citybuilding” con l’unica differenza che qui si costruisce qualcosa di veramente innovativo!
Ma le novità non finiscono qui! Infatti, oltre a tanto divertimento, Panasonic mette in palio anche fantastici premi: i primi 500 partecipanti al gioco potranno aggiudicarsi una fornitura per ben 5 anni delle batterie Panasonic Evolta; invece i migliori “costruttori ecologici” potranno vincere fantastici premi ecologici tra cui le favolose biciclette elettriche!
Devi sapere che Mr. Evolta non è un semplice personaggio da videogioco, ma è un reale robot creato dagli ingegneri di Panasonic; ebbene questo modernissimo robottino è riuscito a scalare (nella realtà si intende) il Grand Canion, arrampicandosi su una corda lunga oltre 500 metri ! Tutto questo in meno di 7 ore… come ha fatto? Semplice! Utilizzando le pile Evolta… Il simpatico robottino deve ringraziare le pile che lo alimentavano e dividere con loro il prestigioso premio vinto: la certificazione ufficiale del Guinness World Record!
Le batterie alcaline Panasonic Evolta sono le pile più durature che esistano!
Di questa linea esiste anche la versione ricaricabile che riesce, udite udite, ad effettuare fino a 1600 ricariche… se ci fosse anche in questo ambito una gara del Guinness World Record, non abbiamo dubbi sul vincitore!
Cosa aspetti? Aiuta Mr. Evolta a creare la più grande città ecologica!
Per partecipare visita subito il sito www.panasonic-batteries.com e iscriviti gratuitamente.
Se vuoi, puoi seguire le avventure del simpatico robottino anche sulla sua personale pagina Facebook http://www.facebook.com/MrEvolta

mercoledì 27 aprile 2011

Nucleare: dichiarazioni Berlusconi una "vergognosa pagliacciata"

Comunicato stampa - 26 aprile, 2011
A proposito delle affermazioni di Silvio Berlusconi sui motivi che hanno spinto il Governo a decidere la moratoria sul nucleare, il Direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, commenta:
"Le dichiarazioni di Berlusconi svelano, se ce ne fosse ancora bisogno, il segreto di pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il Referendum del 12 giugno. Il nucleare è una tecnologia in declino e può sembrare "il futuro per tutto il mondo" soltanto a una persona la cui testa in questa materia è rivolta al passato. Il peso del nucleare sulla produzione di elettricità globale è sceso dal 17,5 per cento del 1999 al 13 per cento del 2009, e questa tendenza continuerà. Dopo Fukushima, infatti, sarà più difficile estendere la vita utile degli impianti più vecchi, cosa che accelererà il declino del settore, che è già in atto".

mercoledì 16 marzo 2011

Ops ... sono un pò angonsciato :-(

Fusti di Scorie Radioattive abbandonati nel terreno della Villa di Arcore
Dai come fai ad essere angosciato. Ma che Paura hai ! La radioattività è ovunque. Roma è più radioattiva di Tokyo, dice il giornale del presidente del consiglio (P2)
Sparano i cannoni d'acqua e tranquillo, tutto ritorna come prima.
Non possiamo pensare che il danno creatosi in una centrale ultra tecnologica giapponese sia paragonabile a quello provocato da una centrale ucraina dell'est (ex comunisti).
Qui si fa del terrorismo, si approfitta delle disgrazie altrui per seminare panico.
Dai su, il rischio che una centrale esploda è remoto, quasi improbabile. Mica tutte le centrali del Giappone si sono distrutte !!
Il problema forse è la radioattività generata dalle scorie di una centrale, ma basta seppellirle bene nel terreno, nasconderle per bene e il problema si risolve.
D'accordo ti ammalerai di cancro, di malattie genetiche, ma questo aumenta il PIL, l'economia prende piede, si crea occupazione, nuovi posti letto.
Non essere così angosciato. Prima o poi bisogna morire e allora, facciamoci del bene, acceleriamo questo processo e togliamici dalle palle, noi animali selvaggi, umani senza scrupoli pronti a distruggere tutto.

venerdì 18 febbraio 2011

17 Marzo L'italia è in festa, Calderoli NO

A Calderoli non va proprio giù che questo giorno sia un giorno di festa per celebrare i 150 anni di Unità D'Italia. A lui piace l'Italia disunita. E allora si inventa un sacco di ".....ate".
Dice:
Fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo – ha detto il ministro Calderoli - un decreto legge privo di copertura in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale è pura follia. Ed è anche incostituzionale''

“Come ho già detto - prosegue l'esponente della Lega - sono e resto contrario alla decisione di non far lavorare il Paese il 17 di marzo, sia per il costo diretto che è insito in una festività con effetti civili che per quello indiretto, che proverrà dallo stimolo di allungare la festività in un ponte da giovedì fino a domenica. Se vogliamo rilanciare davvero il Pil di questo Paese con il decreto legge di oggi abbiamo fatto l'esatto contrario'', conclude.

E allora invito tutti a fare il ponte, per allungare le feste fino alla Domenica. Ne risentirà il PIL, ma la terra sarà felice. Sarà felice perchè meno persone useranno l'auto, le fabbriche inquinanti che creano inquinamento saranno chiuse e la natura provvederà da sola a ridurre lo smog, visto che questi nostri politici che ci governano pensano a rimettere le centrali nucleari. Ma se guardassero a quello chje succede negli altri paesi d'europa, se guardassero meno agli interessi di mafia e promuovessro con incentivi seri l'uso delle energie alternative( sole acqua vento) si creerebbero molti più posti di lavoro. L'occupazione riprenderebbe e il PIL sorriderebbe alle cazzate di Calderoli.

venerdì 14 gennaio 2011

Una Spagna rinnovabile e l'Italia come potrà andare avanti con questi politici corrotti

In Italia, quando si parla di rinnovabili e sistema energetico la tendenza è dare per scontato un ruolo fortemente marginale di queste ultime rispetto al totale dell’energia elettrica consumata.
Si tratta di un atteggiamento diffuso, specie da parte di chi ha interesse a limitare l’apporto delle fonti rinnovabili, ma che contrasta con i dati reali provenienti da alcuni Paesi come ad esempio la Spagna.
Il dato iberico è in questo senso molto significativo: nel 2010 ben il 35% dell’energia elettrica consumata è stata prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Non è certo il dato più elevato che si possa riscontrare (alcuni Paesi del Centro-Sud America, come Costarica e Paraguai, hanno percentuali più alte) ma il fatto che un Paese importante come la Spagna raggiunga questi livelli rappresenta un dato impressionante.
Tra le varie fonti colpisce il dato dell’eolico che copre oramai il 16% del totale dei consumi elettrici del Paese con punte giornaliere record, come il 43% del 9 novembre 2010, e ben il 21% ottenuto nel corso del mese di febbraio.
Sono dati che confermano la maturità di questa tecnologia e le sue potenzialità complessive e rendono ancora più incomprensibile il tentativo del Governo italiano di assestare un colpo mortale proprio all’eolico e al fotovoltaico attraverso il Decreto di attuazione della Direttiva europea in corso di valutazione alle Camere.
Oggi Greenpeace, e le più importanti associazioni ambientaliste e di settore, hanno proposto delle modifiche alla bozza di decreto, con l’obiettivo di eliminare queste “storture” dettate per lo più da intenti economici estranei agli obiettivi di riduzione delle emissioni della Direttiva.
Speriamo che l’esempio spagnolo possa essere di riferimento per i nostri decisori, anche alla luce degli oltre 59.000 posti di lavoro diretti creati proprio in Spagna nel settore delle rinnovabili.
Domenico Belli

fonte: greenpeace italia

domenica 5 dicembre 2010

La Terra c'è: Poi arrivò l'uomo


Viviamo un periodo determinante. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare i nostri modi di vita, di evitare d' esaurire le risorse naturali ed impedire un'evoluzione catastrofica del clima della terra. Occorre che ciascuno partecipa allo sforzo collettivo cioè per sensibilizzare il più grande mondo che o concepito la pellicola HOME. Per diffondere questa pellicola il quanto più possibile, occorreva si è gratuito. Un mécène, il gruppo PPR, ha permesso che lo sia. EuropaCorp che ne garantisce la distribuzione, s' è impegnato non a fare alcun vantaggio perche HOME n' a nessun'ambizione commerciale. O gradisco che questa pellicola diventi anche la vostra pellicola. Dividete la, ed agite.
Yann Arthus-Bertrand, Presidente della fondazione GoodPlanet
HOME è una pellicola compensata carbonio
Per i sottotitoli: http://www.goodplanet.org