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domenica 19 febbraio 2012

Energia Solare e 700 mila abitazioni europee avranno energia elettrica con una potenza di due GigaWatts, circa il doppio della media di un impianto nucleare


Gli eliostati del progetto Desertec

Al via il progetto Desertec: il sole della Tunisia illuminerà le case dei cittadini europei
Una costellazione di 825mila eliostati seguirà il sole del Sahara, riflettendo la luce e concentrandola su una cisterna, fino a portarne all'ebollizione il liquido e azionare una turbina elettrica. Parte dell'energia verrà utilizzata negli stessi Paesi d'origine, il resto illuminerà più di 700mila abitazioni europee con due Gigawatts di energia elettrica, circa il doppio della media di un impianto nucleare
Il deserto non affascina solo poeti e narratori. Anche gli scienziati. Che stanno provando a imbrigliare il sole per illuminare un intero continente. Vogliono dimostrare che è la luce la vera ricchezza del Maghreb, più del petrolio. E per farlo, s’ispirano a una tecnologia vecchia di duemila anni. La stessa ideata da Archimede per concentrare la radiazione solare, attraverso gli specchi. A differenza dello scienziato siracusano, però, lo scopo stavolta non è incendiare le navi nemiche. Bensì creare un ponte tra le due sponde del Mediterraneo. Tra un continente alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo e una regione in lotta per avere più democrazia. Il progetto, denominato Desertec, è visionario: l’idea è realizzare una rete di minicentrali, distribuite lungo tutto il Nordafrica, che utilizzano la tecnologia del solare termodinamico, il cui padre è un altro scienziato italiano, Carlo Rubbia. Energia pulita, che consentirà di abbattere le emissioni di gas serra, in prospettiva di un nuovo accordo sul clima, dopo la scadenza, a fine anno, del protocollo di Kyoto, i cui risultati finora sono apparsi piuttosto modesti.

Si partirà nel 2014, grazie a un’intesa tra la Tunisia del dopo Ben Ali e la fondazione Desertec. Il nostro Paese sarà la porta d’accesso al Vecchio continente, attraverso un cavo sottomarino che collegherà il deserto tunisino al centro Italia, poco a nord di Roma, per poi diramarsi nel Meridione e nel resto del territorio europeo. Una costellazione di 825mila eliostati – la moderna versione degli specchi ustori di Archimede – seguirà la parabola del sole del Sahara, dove la potenza d’irradiazione è quasi tripla rispetto all’Europa centrale, riflettendo la luce e concentrandola su una cisterna, fino a portarne all’ebollizione il liquido e azionare una turbina elettrica. Parte dell’energia rubata al sole verrà utilizzata negli stessi paesi d’origine, per esempio nei dissalatori. Il resto illuminerà notte e giorno, a partire dal 2016, più di 700mila abitazioni europee, grazie a un sistema di trasmissione in corrente continua (per ridurre al minimo le dispersioni), che fornirà due Gigawatts di energia elettrica, circa il doppio della media di un impianto nucleare. “Con il nostro progetto vogliamo dimostrare che trasportare energia pulita e potenzialmente inesauribile dal cuore del deserto alle abitazioni in Europa non è fantascienza, ma una concreta opportunità – commenta Thiemo Gropp, direttore della fondazione Desertec -. Per questo auspichiamo che si percorra la stessa strada anche nelle altre zone desertiche del mondo”.

Un’idea che potrebbe trovare terreno fertile, se si considera che, in appena sei ore, i deserti del pianeta ricevono dal sole più energia di quella consumata dall’umanità nell’arco di un intero anno. E che vede come capofila la Germania, che si appresta, dopo l’incidente di Fukushima, a chiudere le proprie centrali nucleari. Secondo l’Institute for energy della Commissione europea, basterebbe appena lo 0,3 per cento della radiazione solare assorbita dai deserti del Sahara e del Medioriente per soddisfare l’intero fabbisogno di energia dell’Europa. Il progetto Desertec, nato da un’idea del Club di Roma, si propone d’imbrigliare parte di questa risorsa finora inutilizzata.

Lo scopo è ambizioso: assicurare, entro il 2050, una copertura del 15 per cento del fabbisogno energetico del Vecchio continente. E affrancare nel tempo l’Europa dalla cortina di ferro energetica, rappresentata dal gas russo. Per farlo, però, sarà necessario sommare il contributo del caldo sole del deserto a quello dei venti che sferzano le coste atlantiche dal Marocco al Nordeuropa. Desertec, infatti, è solo una parte di un disegno molto più ampio, quasi faraonico, che mira a creare un’unica super-rete energetica per unire due continenti, dagli specchi del Maghreb agli impianti eolici offshore dei mari del Nord. Il problema principale è rappresentato dai costi. Si parte da una stima iniziale di circa 400 miliardi di euro. Un conto salato, ma essenziale stando alle previsioni dell’Agenzia internazionale dell’energia in base alle quali, entro il 2030, il mondo dovrà comunque spendere più di 13mila miliardi di euro nella costruzione di nuove centrali elettriche.

domenica 12 febbraio 2012

Salviamo il passero, salviamo gli animali !! Change The World !!

Se parli con gli animali
essi parleranno con te 
e vi conoscerete l'uno con gli altri. 
 Se non parli con loro 
non potrai conoscerli, 
e ciò che non si conosce fa paura. 
 Quando qualcosa fa paura, 
l'uomo la distrugge.


Secondo la Lipu i comunissimi passeri sarebbero a rischio di estinzione. Quali le cause? Troppo inquinamento urbano? Scomparsa delle aree agricole? I contadini potrebbero forse rallegrarsi? 
E cosa direbbe il Leopardi?
"D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno"

G. Leopardi

Alla notizia il poeta Leopardi si farebbe forse ancor più malinconico e pessimista. La Lipu denuncia una minaccia d'estinzione del decantato passero, fino a ieri il volatile più comune e conosciuto nelle nostre campagne.
Da sempre i passeri convivono con l'uomo, negli insediamenti urbani come nelle zone a coltivazioni agricole, dove si sono adattati fino a divenire una specie 'pest' (nociva) per l'agricoltura. Oggi però lo scenario e' cambiato: preoccupazione e' stata espressa in questi ultimi anni dai ricercatori e dalla gente comune sulla riduzione dei passeri sia nelle aree rurali che nelle città, tanto che specie come la Passera europea e la Passera mattugia sono attualmente classificate da BirdLife International come 'Spec 3', ossia specie in declino a livello europeo. 

sabato 31 dicembre 2011

Le vostre armi non vinceranno

=p===========================a==================c====================e

Non iniziate una nuova guerra
con ogni vostra sporca guerra
pezzi del vostro pianeta si avvelenano
pezzi di cultura e di storia svaniscono
opere d'arte si sgretolano
Alimentate l'odio e l'intolleranza 
per difendere i vostri sporchi affari
Eppure siamo arrivati qui, al 2012, 
l'anno che segna la vostra fine
la fine del mondo storto.
Potete continuare a fregarvene, 
alimentare guerre, distruggere e distruggere
Le vostre armi non vinceranno, 
il vostro cemento non prevarrà sul mondo
la nostra pacatezza, la nostra forza di volontà, 
la nostra energia finalmente vi spazzerà via.

domenica 25 dicembre 2011

Impianto Solare Galleggiante

Se uno dei principi dell’ecologia è sfruttare tutto ciò che è inutilizzato, un gruppo di tecnici trentini e toscani ha fatto molto di più: ha sfruttato bacini inutilizzati per produrre energia pulita. Ci sono riusciti la Koiné Multimedia e la Enertec, due compagnie italiane, che hanno realizzato un impianto fotovoltaico galleggiante nel bacino di Colignola, vicino Pisa. Questa tecnologia permette di produrre energia pulita in quantità maggiori rispetto ai pannelli tradizionali a costi inferiori, e soprattutto senza occupare il suolo.

Attualmente l’impianto, che occupa circa 300 metri quadri, è in grado di fornire elettricità sufficiente per alimentare 10 abitazioni. La sua caratteristica, oltre al fatto di non occupare della terra che potrebbe essere usata per altri scopi, ma soltanto acqua non sfruttabile, è la capacità di “inseguire” il sole. Il pannello infatti è montato su una sorta di zattera che sfrutta la cosiddetta tecnologia del Floating Tracking Cooling Concentrator inventata dalla Società Industria Tecnologia di Pisa.
Questo pannello costa appena 500 euro per kw installato, circa la metà di un pannello tradizionale dotato della funzione di inseguimento solare, ed ha come peculiarità quella di potersi spostare, all’interno dei confini del bacino, a seconda di come arrivano i raggi solari. Inoltre il pannello è dotato dei riflettori, ormai presenti in quasi tutti gli impianti di ultimissima generazione, che aumentano la produzione energetica.

Secondo i dati forniti dall’azienda, in questo modo la produzione elettrica aumenta del 75% rispetto agli impianti a terra, e costa un quinto in meno. Inoltre la spesa sarebbe coperta in parte dagli incentivi statali. Ma il vantaggio principale è che questi non occupano del terreno prezioso, che finora ha limitato le possibilità di sviluppo dei campi fotovoltaici, ed anzi, va ad occupare proprio quelle parti inutilizzabili come bacini naturali e artificiali, cave o zone abbandonate che altrimenti starebbero lì senza una destinazione d’uso.

sabato 24 dicembre 2011

Energia Solare da spalmare

Energia Solare per tutti
Che cosa ne direste se la carrozzeria della vostra auto si mettesse a produrre energia elettrica, insieme ai pali della luce e a una miriade di altri oggetti metallici che vi circondano? Per ottenere il risultato potrebbe essere sufficiente ridipingerli con una nuova vernice fotovoltaica, capace, grazie alle nanoparticelle che contiene, di trasformare la luce del sole in energia. La vernice esiste già e l'ha messa a punto un gruppo di ricercatori americani della Notre Dame University che, a dispetto di quello che farebbe pensare il nome, non si trova in Francia bensì nello Stato dell'Indiana, vicino alla cittadina di South Bend e a un centinaio di chilometri da Chicago.

Nella corsa a trovare nuovi sistemi per sfruttare l'energia più abbondante e disponibile che abbiamo, quella della vernice è una strada ancora poco battuta, anche se ci sono tentativi addirittura di realizzare soluzioni da spruzzare su qualunque superficie per renderla sensibile alla luce solare. La strada più battuta per il fotovoltaico di seconda generazione, però, è quella di cercare film sempre più sottili e basati su composti diversi dal silicio, in particolare polimeri plastici, per avere pannelli fotovoltaici che possano essere più economici, più efficienti come quantità di energia prodotta e più facili da applicare.

La miscela giusta per il fotovoltaico da spalmare è stata trovata da un gruppo di chimici e biochimici del laboratorio per le nanoscienze e le nanotecnologie del campus statunitense partendo da particelle con grandezze dell'ordine dei milionesimi di millimetro di biossido di titanio. Le particelle sono poi state ricoperte di composti a base di cadmio e infine messe in sospensione in una soluzione a base di alcol e trasformate così in una bella e brillante vernice gialla facile da utilizzare. Basta ricoprire con questo composto un materiale che sia buon conduttore di energia ed esporlo al sole per ottenere elettricità. Poca, certamente, nell'ordine dell'uno per cento, ovvero dieci volte di meno rispetto a un pannello fotovoltaico in commercio oggi. Ma è una sfida che potrebbe anche avere un futuro. «La nostra idea è di creare qualcosa che vada oltre la tecnologia attuale basata sui pannelli di silicio», spiega Prashant Kamat, a capo del gruppo di ricerca della Notre Dame University, «e questa soluzione è estremamente semplice ed economica. La vernice può essere prodotta a basso costo e in grandi quantità e applicata a qualunque materiale conduttore senza dover ricorrere a sistemi particolari. Contiamo anchedi riuscire a migliorare l'efficienza che abbiamo ottenuto fino ad ora». Insomma, gli scienziati ci credono e per dimostrare che non temono lo scetticismo hanno battezzato la loro invenzione Sun-believable, che suona molto simile a unbelievable, ovvero incredibile.

mercoledì 21 dicembre 2011

Google investe nelle rinnovabili pensando al futuro

Google e l'energia rinnovabile
Google continua a investire nella ricerca e nello sviluppo di fonti alternative di energia: l'ultimo investimento vale 94 milioni di dollari ed è nuovamente diretto all'energia solare.

Mountain View ha profuso un certo impegno rispetto alle energie rinnovabili: in passato ha già siglato un accordo in base al quale sta investendo 168 milioni di dollari in una centrale di energia solare nel deserto del Mojave, stanziato 100 milioni di dollari per la realizzazione di una centrale eolica e altri 208 milioni per finanziare un'azienda statunitense leader nel settore dell'energia solare.

Con quest'ultimo investimento Google continua a guardare all'energia solare e decide di partecipare con il fondo di investimenti KKR e Recurrent Energy a quattro progetti fotovoltaici che puntano a produrre energia in collegamento con le reti elettriche statunitensi.

sabato 17 dicembre 2011

Ho un martello, una campana e una canzone da cantare


Se avessi un martello
Lo batterei al mattino
Batterei alla sera
Per tutte le città
"attenti al pericolo"
dobbiamo riunirci
per poter difender
la pace



Se avessi una campana
Suonerei al mattino
Suonerei alla sera
Per tutte le città
Attenti al pericolo
Dobbiamo riunirci
Per poter difender
La pace


Se avessi una canzone
Canterei al mattino
Canterei alla sera
Per tutte le città
Attenti al pericolo
Dobbiamo riunirci
Per poter difender
La pace

Adesso ho un martello
E ho una campana
E ho una canzone da cantare
Per tutte le città
Martello di giustizia
Campana di libertà
E una canzone
Di pace

di Victor Jara

lunedì 5 dicembre 2011

Cronache dal Pianeta Anarras: Anno 2032

A piedi nella sabbia, in riva al mare
onde sempre più impetuose, vento sempre più forte
gabbiani, come aerei solari, librano nel cielo
Anno 2032
senza petrolio
senza carbone
no centrali nucleari, solo raggi solari riscaldano il pianeta
turbine eoliche ci scaraventano addosso la loro potenza energetica
luci led, auto elettriche, piste ciclabili nelle città
tapirulan solari ti portano al passante ferroviario
Il treno solare sta per arrivare, velocità 500 km orari
nessuna fermata intermedia
destinazione mare
a piedi nella sabbia in riva al mare
guardo i gabbiani volare

giovedì 1 dicembre 2011

Sappilo !!


Un giorno i barbari saranno sconfitti e il bene vincerà.

Jedi

Unisciti a noi, non rimanere con il male. Il Male distruggerà il pianeta

sabato 12 novembre 2011

.... e che sia un invisible touch del cambiamento




Oggi è, si può dire un nuovo giorno per la Storia d'Italia. E' finito quel governo mafioso, pidusita che ci ha portato alla rovina. Ora sarà faticoso riprenderci, ma l'Italia è un grande paese. E allora con grande speranza, mi auguro un invisible touch che ci guidi verso la strada del rinnovamento. Una crescita orientata al turismo, alle rinnovabili, alle piste ciclabili, alle auto elettriche, all'energia solare all'energia del vento .... e che sia un invisible touch del cambiamento

domenica 25 settembre 2011

coltivare la pace si può

coltivare la pace
Coltivare la pace
Cambiare il mondo storto della guerra,
 è semplice.
La democrazia non si esporta con la guerra.
La cultura, il sapere, l'uguaglianza
le buone abitudini, il rispetto, la tolleranza
la diversità, si coltivano con l'insegnamento
l'educazione, e la non violenza.


giovedì 8 settembre 2011

un omaggio ai Monaci in Bici per raccontare di pace


Sono convinto che la bicicletta sia portatrice di pace e ...
di un nuovo modo di assaporare la vita.


Riders, inserito originariamente da carloriccardi.

Contro ogni guerra, ogni repressione,
in ogni città, in ogni nazione
promuovi l'uso della bicicletta
non avere fretta
ferma il massacro e non mollare mai
lontano dal petrolio, lontano dai guai
 Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck 
Se tutti si battessero soltanto secondo le proprie opinioni, la guerra non si farebbe mai.
Lev Tolstoj 

La guerra più terribile è quella che deriva dall'egoismo, e dall'odio naturale verso altrui, rivolto non più verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno.
Giacomo Leopardi 
Combattere per la pace è come fare l'amore per la verginità.
John Lennon

venerdì 2 settembre 2011

Il pannello fotovoltaico installato sull’asfalto potrebbe produrre circa 7,6 kwh al giorno.

L'Italia si sa è un paese governato da persone di merda che dicono che l'Italia è un paese di merda. Sembra un gioco di parole, ma invece il nostro paese ha SOLE da vendere, i tedeschi vengono da noi in vacanza sul lago,nei nostri mari, per prendere la tintarella e noi siamo fermi,immobili, arretrati, primitivi, non investiamo nella ricerca e nelle innovazioni tecnologiche per colpa di gente di merda che ci governa. Dobbiamo svegliarci e cacciarli via, oppure chissà un giorno ce li mangeremo :-)

Nel frattempo nel resto del mondo, sia in Europa che in America succede che si è pensato di sfruttare l'energia solare per usarla sull'asfalto.

L’asfalto, si sa, nelle giornate di sole si riscalda fino a diventare bollente, e rilascia nell’aria il calore che assorbe. Tanto che in Spagna hanno pensato di recuperare l’energia solare immagazzinata negli strati di asfalto, trasformandola in calore da utilizzare per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda.
Il progetto, che si chiama Pavener, è promosso dalle società Tecnalia e Campezo, che nei prossimi due anni collaboreranno alla ricerca di un sistema per sfruttare in modo efficiente il calore assorbito dalla pavimentazione stradale. L’idea è quella di trasferire l’energia termica a un fluido dinamico, che, una volta riscaldato, potrebbe essere usato per riscaldare gli edifici o produrre acqua calda.
L’obiettivo finale della sperimentazione, però, è quello di riuscire a progettare un “sensore solare” che possa essere utilizzato non solo nell’asfalto, ma su qualsiasi superficie pavimentata esposta ai raggi del sole. Non solo strade, piazze e parcheggi, dunque, ma anche aeroporti, palestre, piscine, etc.
Lo speciale sistema, infine, potrebbe rivelare importanti applicazioni sul piano della sicurezza. Nei mesi invernali, infatti, il sensore potrebbe essere utilizzato per mantenere la temperatura dell’asfalto al di sopra del punto di congelamento, impedendo la formazione di ghiaccio sulle strade e prevenendo tutti i pericoli a essa legati.

L'asfalto fotovoltaico sarà usato anche sulle strade e autostrade statunitensi. Il progetto dell’asfalto solare fotovoltaico (Solar Road Panels) ha ottenuto un importante finanziamento da parte dell’ente che gestisce le autostrade degli Stati Uniti.
La Solar Roadways ha pensato di realizzare pannelli fotovoltaici di forma quadrata, di larghezza pari a 3,7 metri (cioè la larghezza standard delle corsie americane). Stimando un’insolazione media di 4 ore giornaliere e ipotizzando un’efficienza del 15%, ogni pannello fotovoltaico installato sull’asfalto potrebbe produrre circa 7,6 kwh al giorno. E siccome negli USA la superficie totale occupata da strade, autostrade e parcheggi all’aperto è di oltre 100.000 chilometri quadrati, la quantità di energia elettrica prodotta sarebbe notevole.
Tutta questa energia potrebbe poi essere utilizzata per delle centraline di ricarica per le auto elettriche, da porre lungo le autostrade, oppure potrebbe essere immessa nella rete nazionale.
I pannelli fotovoltaici da installare al posto dell’asfalto dovrebbero inoltre avere determinate caratteristiche: dovrebbero essere resistenti al peso e all’usura dovuta al passaggio delle auto e non dovrebbero essere lisci, per garantire un migliore attrito delle ruote sull’asfalto.





giovedì 1 settembre 2011

Pace è ... La Pace è di +


La pace non è soltanto il contrario di guerra:
pace è di più.
Pace è la legge della vita umana.
Pace è quando noi agiamo in modo giusto.
è quando tra ogni singolo essere umano
regna la giustizia.

Nohawh
(indiani Irochesi)

sabato 16 luglio 2011

Si può rovesciarli a terra per dare spazio alla terra

Sono sempre più convinto che ognuno di noi debba usare il suo singolo potere per apportare dei cambiamenti radicali al nostro pianeta, affinchè certi barbari comportamenti umani lascino il posto a espressioni generalizzate di civiltà.
Il mutamento può avvenire, nelle cose quotidiane, svuotando la vita dalle false ideologie imposte dai mass media e riempendola di una nuova linfa vitale che prende forma attraverso il teatro, la musica, l'arte in senso ampio.
Riempendo i media di cose buone, la violenza lascia il passo alla non violenza, la guerra lascia il passo alla pace, l'ignoranza e la non cultura, diventano intelligenza e consapevolezza.

venerdì 15 luglio 2011

Arriveranno anche a casa tua

Pensavano di averli sconfitti, di averli uccisi a colpi di pistola, di alcool e di religione, ed invece alcuni sono riusciti a mimetizzarsi, arrivando fino ai nostri giorni. Non li vedi ora,  ma sono tra noi, sommessamente senza dare nell'occhio stanno insegnando alle persone un nuovo linguaggio, un nuovo modo di rapportarsi col pianeta.
Arriveranno anche a casa tua ... e il mondo cambierà.

lunedì 11 luglio 2011

L'era degli Stupidi - The Age Of Stupid

The age of stupid, la locandina del filmDiventa anche tu un volontario per l'ambiente collaborando con gli altri volontari WWF del tuo territorio ad organizzare la proiezione del film: è necessario reperire una sala, organizzare la proiezione e promuoverla...
ECCO LE PROIEZIONI PROGRAMMATE O IN CORSO DI ORGANIZZAZIONE, COME AIUTARE  >>

The Age of Stupid (L'Era degli Stupidi) comprende il periodo che va dall'ascesa dei motori a combustione interna fino al superamento del limite di 2 C° nella corsa al riscaldamento globale (all'incirca 1850 - 2020)". Così è scritto in un libro di storia del futuro...

Il protagonista, Pete Postelethwite è un anziano signore nel mondo devastato del 2055, guardando un archivio fotografico del 2008 si chiede "Perchè non abbiamo arrestato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?"

Il film, frutto dell'impegno di produttori indipendenti inglesi, è stato lanciato in prima mondiale martedì 22 settembre.  Non perdere l'occasione, vai a vedere Age of Stupid e promuovine la diffusione, con il passaparola, con i social network... Il film infatti non è supportato da una tradizionale struttura di distribuzione.
 

Il film è sostenuto anche da Greenpeace e WWF

Libro di storia del 2055...per il suo messaggio coinvolgente in vista del Summit sul clima di Copenhagen che si svolgerà a dicembre. Il film è stato proiettato contemporaneamente in centinaia di cinema in più di 40 paesi dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa.  Adesso la diffusione del film è affidato soprattutto ai volontari.

WWF e Greenpeace:

"Invitiamo tutti ad andare a vedere questo nuovo film, coinvolgente e capace di creare le connessioni tra la nostra vita quotidiana e il  problema dei cambiamenti climatici. Invitiamo gli spettatori ad accostarsi all'opera con la forza dell'ottimismo della volontà: il clima che cambia è certamente un tema drammatico, e il nostro modo di vivere spesso è illogico e stupido, ma abbiamo l'occasione di fermarci in tempo, evitare gli effetti più drammatici e incontrollabili del riscaldamento globale e correggere le grandi storture della nostra epoca. Altrimenti la nostra sarà inevitabilmente ricordata come l’Era degli Stupidi, che sapevano e hanno fatto finta di niente".

The Age of Stupid è una produzione collettiva, nel senso che il budget del film, di 450.000 dollari, è stato finanziato da 223 individui e gruppi preoccupati per i mutamenti climatici..

Si tratta di gruppi di ogni tipo, da una squadra di hockey a un centro benessere femminile, e ciascuno di loro possiede una percentuale del film. L’anteprima di The Age of Stupid nel Regno Unito non ha richiesto la connessione alla rete elettrica principale, essendo alimentata con successo soltanto da pannelli solari e producendo soltanto l’1% delle emissioni di anidride carbonica di una normale anteprima in stile hollywoodiano. Con 62 proiezioni in simultanea del film, l’anteprima nel Regno Unito è entrata nel Guinness dei primati come la più grande anteprima cinematografica in simultanea. Nella prima settimana di apertura, Stupid è risultato il primo film sugli schermi, battendo Duplicity, con Julia Roberts, e The Millionaire.

Franny Armstrong, regista del film:

"La nostra risposta al mutamento climatico definirà la nostra generazione, allo stesso modo in cui finire l’apartheid, bandire la schiavitù o raggiungere la luna ha definito le generazioni passate. Al momento, stiamo vivendo nell’era della stupidità, The Age of Stupid, ma siamo ancora appena in tempo per cambiare le cose".
Il sito ufficiale di The Age of Stupid >>

E tu cosa fai? Decidi di "non essere stupido"...