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sabato 17 gennaio 2015
sabato 19 ottobre 2013
Cat Stevens: Don't Be Shy
Non essere triste.
Oggi è una bellissima giornata.
Un bel giorno d'autunno,
ne caldo ne freddo,
il cambiamento è alle porte,
Cat Stevens è sempre con te...
sabato 9 febbraio 2013
Kashmir - Led Zeppelin, e la storia di un brano!
Kashmir viene spesso considerata una delle canzoni di maggior successo dei Led Zeppelin, e tutti e quattro i membri del gruppo furono d'accordo nel definirla uno dei loro migliori lavori in campo musicale. John Paul Jones affermò che il brano metteva in luce tutti gli elementi che avevano contribuito a formare il sound dei Led Zeppelin, mentre Robert Plant citò la canzone come una delle sue preferite. Questo fu in parte dovuto al fatto che Plant trovava irritante dover spiegare in continuazione il testo di un'altra canzone del gruppo, Stairway to Heaven. In un'intervista rilasciata alla rivista Rolling Stone nel 1988, Plant affermò che Kashmir era "la canzone dei Led Zeppelin per eccellenza". Disse anche, in un documentario audio, che amava la canzone per via della sua intensità senza che essa fosse considerata "heavy metal", una etichetta che nessuno amava nella band.
Plant scrisse il testo nel 1973 mentre stava guidando attraverso il deserto del Sahara in Marocco, nonostante la canzone parli di una regione montuosa (Kashmir, appunto) tra il Pakistan settentrionale l'India e la Cina. Il titolo originale era Driving to Kashmir.
La canzone fu inclusa nelle scalette di ogni tour dal 1975 (anno di uscita di Physical Graffiti) fino al 1980 (anno dello scioglimento). Inoltre a partire dal 1977 venne introdotta da White Summer/Black Mountain Side, un pezzo strumentale di Jimmy Page.
Nel 1994 Jimmy Page e Robert Plant ne incisero una nuova versione inserita nell'album No Quarter: Jimmy Page & Robert Plant Unledded.
Questo brano ha ispirato la canzone dei Queen Innuendo, contenuta nell'omonimo album. Anche Phil Collins, nel libro Genesis: Revelations, ha dichiarato di essersi ispirato a questo pezzo per la batteria di Squonk, nell'album A Trick of the Tail.
Il rapper P. Diddy ha utilizzato parte della canzone nella sua Come with Me, colonna sonora del film Godzilla (1999), in cui nel videoclip appare Jimmy Page.
Plant scrisse il testo nel 1973 mentre stava guidando attraverso il deserto del Sahara in Marocco, nonostante la canzone parli di una regione montuosa (Kashmir, appunto) tra il Pakistan settentrionale l'India e la Cina. Il titolo originale era Driving to Kashmir.
La canzone fu inclusa nelle scalette di ogni tour dal 1975 (anno di uscita di Physical Graffiti) fino al 1980 (anno dello scioglimento). Inoltre a partire dal 1977 venne introdotta da White Summer/Black Mountain Side, un pezzo strumentale di Jimmy Page.
Nel 1994 Jimmy Page e Robert Plant ne incisero una nuova versione inserita nell'album No Quarter: Jimmy Page & Robert Plant Unledded.
Questo brano ha ispirato la canzone dei Queen Innuendo, contenuta nell'omonimo album. Anche Phil Collins, nel libro Genesis: Revelations, ha dichiarato di essersi ispirato a questo pezzo per la batteria di Squonk, nell'album A Trick of the Tail.
Il rapper P. Diddy ha utilizzato parte della canzone nella sua Come with Me, colonna sonora del film Godzilla (1999), in cui nel videoclip appare Jimmy Page.
martedì 5 febbraio 2013
RadioCodaRitortaLive!
Sabato 23 Febbraio 2013
alle ore 19.45 venite alla festa di RadioCodaRitorta. Ci sarà Musica di
alta qualità. Si potrà ballare al ritmo del rock. ma anche stare in
silenzio ad ascoltare ogni singolo suono o chiaccherare con il vicino di
merenda. Sono graditi cibi e bevande per socializzare meglio :-)
Durante la serata verranno proiettate le migliori copertine del
progressive rock e altre curiosità estemporanee. Per sostenere le spese
del locale, l'offerta per l'evento è libera. La festa si svolgerà presso
LA LUNA NUOVA di VIA MONTE POPERA 5 a MILANO ROGOREDO
domenica 7 ottobre 2012
Murales - Vita Contadina
Percorrendo la strada provinciale SP 107 da Lodi in direzione Brembio, nei pressi dello svincolo per la frazione Cà del Parto, nei pressi di un ristornante, è disegnato su una casa questo bellissimo Murales che rappresenta la nostra antica cultura di vita contadina.
Ho pensato quindi di scattare una foto per donarlo a tutti voi.
Mentalmente sono predisposto mentalmente ad associare immagini a canzoni ascoltate nella vita e guradandolo, mi è subito affiorata nella mente questa canzone di Claudio Lolli "il reprise di Ho Visto anche degli Zingari Felici".
Siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
noi piantiamo il mais
su tutto l'altopiano.
Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.
E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.
Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l'abbondanza.
E' vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ho pensato quindi di scattare una foto per donarlo a tutti voi.
Mentalmente sono predisposto mentalmente ad associare immagini a canzoni ascoltate nella vita e guradandolo, mi è subito affiorata nella mente questa canzone di Claudio Lolli "il reprise di Ho Visto anche degli Zingari Felici".
Siamo noi a far ricca la terra
noi che sopportiamo
la malattia del sonno e la malaria
noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
noi piantiamo il mais
su tutto l'altopiano.
Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
le nostre braccia arrivano
ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
con che poi tutti gli altri
restano favoriti.
E siamo noi a far bella la luna
con la nostra vita
coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto,
come un ragno nella stanza.
Ma riprendiamola un mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita,
la terra, la luna e l'abbondanza.
E' vero che non ci capiamo
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
o una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
domenica 25 marzo 2012
domenica 12 febbraio 2012
Whitney Houston is dead !
![]() |
| Whitney Houston [ Rip in peace] |
Whitney Houston trovata morta
in un hotel di Beverly Hills
Aveva 48 anni. Da tempo soffriva di depressione. E' stata l'anima del pop-soul degli anni '80. Il corpo della cantante e attrice Whitney Houston, morta all'età di 48 anni, è stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. Lo ha reso noto il suo agente Kristen Foster. «Alle 15:55 ora locale (00:55 di oggi in Italia) Whitney Houston è tata dichiarata morta nel «Beverly Hilton hotel», afferma il portavoce della polizia Mark Rosen. Il corpo è stato trovato nella sua camera di hotel al quarto piano . I paramedici che si trovavano sul posto in vista della notte dei Grammy sono subito intervenuti, ma senza successo, e Whitney Houston è stata dichiarata morta alle 15.55. L'ufficio stampa della polizia di Beverly Hills ha detto di aver ricevuto alle 15.45 locali una chiamata d'urgenza dall'entourage della cantante e che, giunti all'hotel, gli agenti hanno trovato il corpo di Whitney a terra, già senza vita. Secondo la Cnn è stato il suo compagno, il cantante Raj Jay, a dare l'allarme.
in un hotel di Beverly Hills
Aveva 48 anni. Da tempo soffriva di depressione. E' stata l'anima del pop-soul degli anni '80. Il corpo della cantante e attrice Whitney Houston, morta all'età di 48 anni, è stato trovato sabato pomeriggio al Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. Lo ha reso noto il suo agente Kristen Foster. «Alle 15:55 ora locale (00:55 di oggi in Italia) Whitney Houston è tata dichiarata morta nel «Beverly Hilton hotel», afferma il portavoce della polizia Mark Rosen. Il corpo è stato trovato nella sua camera di hotel al quarto piano . I paramedici che si trovavano sul posto in vista della notte dei Grammy sono subito intervenuti, ma senza successo, e Whitney Houston è stata dichiarata morta alle 15.55. L'ufficio stampa della polizia di Beverly Hills ha detto di aver ricevuto alle 15.45 locali una chiamata d'urgenza dall'entourage della cantante e che, giunti all'hotel, gli agenti hanno trovato il corpo di Whitney a terra, già senza vita. Secondo la Cnn è stato il suo compagno, il cantante Raj Jay, a dare l'allarme.
LA SUA SERATA PREFERITA - «Non ci sono segni di violenza», ha spiegato ancora Rosen. Per il momento le cause della morte rimangono ancora ignote, ma va ricordato che da tempo la cantante soffriva di una forte depressione ed era dipendente da farmaci e droghe. Di recente era stata divulgata inoltre la notizia che Whitney fosse finita sul lastrico e avesse dilapidato tutto il suo patrimonio. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party dei Grammy Awards. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis, che la scoprì negli anni Ottanta in un night club.
LA SUA SERATA PREFERITA - «Non ci sono segni di violenza», ha spiegato ancora Rosen. Per il momento le cause della morte rimangono ancora ignote, ma va ricordato che da tempo la cantante soffriva di una forte depressione ed era dipendente da farmaci e droghe. Di recente era stata divulgata inoltre la notizia che Whitney fosse finita sul lastrico e avesse dilapidato tutto il suo patrimonio. La Houston si trovava a Beverly Hills per partecipare al party dei Grammy Awards. «Era la sua serata preferita», ha spiegato alla stampa il suo mentore Clive Davis, che la scoprì negli anni Ottanta in un night club.
[Esplora il significato del termine: LA CARRIERA DI THE VOICE - La Houston ha dominato la scena canora dal 1980 al 1990 e ha venduto circa 55 milioni di dischi. Venne soprannominata da Oprah Winfrey
LA CARRIERA DI THE VOICE - La Houston ha dominato la scena canora dal 1980 al 1990 e ha venduto circa 55 milioni di dischi. Venne soprannominata da Oprah Winfrey "The Voice" per la potenza della sua voce. Deteneva anche il primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo, insieme a Michael Jackson. Ma non solo, durante la sua carriera ha vinto 6 Grammy. Celebre la sua partecipazione a fianco di Kevin Costner nel film Bodyguard del 1992 che la consacrò definitivamente. Tra i successi della cosiddetta ragazza d'oro dell'industria discografica ci sono I will always love you, How will I know e Saving all my love for you. Negli ultimi anni della carriera la tossicodipendenza aveva portato la sua voce meravigliosa a diventare rauca e fioca, con un conseguente calo delle vendite. In un'intervista con Oprah Winfrey nel 2009, riferendosi agli anni dell'altro film da lei interpretato, Uno sguardo dal cielo, disse che «usare droghe era una cosa di ogni giorno.». Poi aggiunse: «Non ne ero contenta, stavo perdendo me stessa». Nella stessa intervista la Houston attribuì la responsabilità dei suoi problemi al difficile matrimonio con il cantante Bobby Brown, durato dal 1992 al 2007. Nel 1993 Brown fu anche accusato di maltrattamenti ai danni della moglie. Si era convertita all'Islam agli inizi di febbraio, pochi giorni prima di morire. L'ultimo brano è I look to you e aveva di recente finito di girare Sparkle, film che racconta la storia di una cantante distrutta dalla droga e dalla gloria.
venerdì 10 febbraio 2012
Jim
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martedì 7 febbraio 2012
Born Under Punches (The Heat Goes On)
Take a look at these hands.
Take a look at these hands.
The hand speaks. The hand of a government man.
Well I'm a tumbler. Born under punches.
I'm so thin.
All I want is to breathe [I'm too thin]
Won't you breathe with me?
Find a little space, so we move in-between [In-Between it]
And keep on step ahead, of yourself.
Don't you miss it, don't you miss it.
Some 'a you people just about missed it!
Last time to make plans!
And I'm a tumbler...
I'm a Government Man.
Never seen anything like that before
Falling bodies tumble 'cross the floor [Well I'm a tumbler!]
When you get to where you wanna be [Thank you! Thank you!]
When you get to where you wanna be [Well, Don't even mention it!]
Oh, Take a look at these hands. They're passing in-between us.
Take a look at these hands
Take a look at these hands. You don't have to mention it.
No thanks. I'm a Government Man.
And the heat goes on...And the (Wheeeep!) heat goes on
And the heat goes on [heeh heeh]...And the heat goes on
And the heat goes on [brbbrbbrb]...Where the hand has been [chtktktktk]
And the heat goes on...And the heat goes on [aaaaaiiiigh!]
And the heat goes on... [I got time!] And the heat goes on
And the heat goes on...And the heat goes on
And the heat goes on...Where the hand (Oooip!) has been
And the heat goes on...And the heat (hehuh hehuh hehuh hehuh) goes on...
I'm not a drowning man!
And I'm not a burning building! I'm a tumbler!
Drowning cannot hurt a man!
Fire cannot hurt a man. Not the Government Man.
All I want is to breathe [Thank you. Thank you.]
Won't you breathe with me?
Find a little space...So we move in-between [I'm so thin]
And keep one step ahead of yourself. [I'm catching up with myself]
All I want is to breathe [brehuh ehuh]
Won't you breathe with me [Hands of a Government Man]
Find a little space so we move in-between
And keep one step ahead of yourself. [Don't you miss it! Don't you
miss it!]
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
Where the hands has been...And the heat goes on...And the heat goes
on...And the heat goes on...
Take a look at these hands.
The hand speaks. The hand of a government man.
Well I'm a tumbler. Born under punches.
I'm so thin.
All I want is to breathe [I'm too thin]
Won't you breathe with me?
Find a little space, so we move in-between [In-Between it]
And keep on step ahead, of yourself.
Don't you miss it, don't you miss it.
Some 'a you people just about missed it!
Last time to make plans!
And I'm a tumbler...
I'm a Government Man.
Never seen anything like that before
Falling bodies tumble 'cross the floor [Well I'm a tumbler!]
When you get to where you wanna be [Thank you! Thank you!]
When you get to where you wanna be [Well, Don't even mention it!]
Oh, Take a look at these hands. They're passing in-between us.
Take a look at these hands
Take a look at these hands. You don't have to mention it.
No thanks. I'm a Government Man.
And the heat goes on...And the (Wheeeep!) heat goes on
And the heat goes on [heeh heeh]...And the heat goes on
And the heat goes on [brbbrbbrb]...Where the hand has been [chtktktktk]
And the heat goes on...And the heat goes on [aaaaaiiiigh!]
And the heat goes on... [I got time!] And the heat goes on
And the heat goes on...And the heat goes on
And the heat goes on...Where the hand (Oooip!) has been
And the heat goes on...And the heat (hehuh hehuh hehuh hehuh) goes on...
I'm not a drowning man!
And I'm not a burning building! I'm a tumbler!
Drowning cannot hurt a man!
Fire cannot hurt a man. Not the Government Man.
All I want is to breathe [Thank you. Thank you.]
Won't you breathe with me?
Find a little space...So we move in-between [I'm so thin]
And keep one step ahead of yourself. [I'm catching up with myself]
All I want is to breathe [brehuh ehuh]
Won't you breathe with me [Hands of a Government Man]
Find a little space so we move in-between
And keep one step ahead of yourself. [Don't you miss it! Don't you
miss it!]
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
And the heat goes on...And the heat goes on...And the heat goes on...
Where the hands has been...And the heat goes on...And the heat goes
on...And the heat goes on...
domenica 29 gennaio 2012
Quel che fu l'ultimo disco dei Pink Floyd
Pink Floyd - The Division Bell
00:00 Cluster One
05:58 What Do You Want From Me
10:19 Poles Apart
17:23 Marooned
22:52 A Great Day For Freedom
27:10 Wearing The Inside Out
33:59 Take It Back
40:10 Coming Back To Life
46:31 Keep Talking
52:41 Lost For Words
57:56 High Hopes
L'ultimo album dei Pink Floyd è proprio questo, il 14esimo.
Nel 1994 i Pink Floyd ritornano sulle scene con un nuovo disco, a ben sette anni dal precedente A Momentary Lapse of Reason. Della formazione originaria sono rimasti in tre: David Gilmour, che dopo l'abbandono di Roger Waters è rimasto il leader indiscusso del gruppo, Nick Mason e Richard Wright,
finalmente ritornato a pieno titolo. I tre si circondano di talentuosi
collaboratori, tra cui i membri della band collaudata in occasione del
precedente tour di fine anni ottanta, più qualche vecchia guardia come Dick Parry. Come il precedente disco, anche The Division Bell è stato registrato nello studio Astoria, di David Gilmour.
Il tema principale del disco è l'incomunicabilità tra gli individui,
problema con cui tutti e tre i componenti avevano avuto, in qualche
modo, a che fare tra cause legali sulla questione dei diritti
sull'utilizzo del nome del gruppo e divorzi. Proprio su quest'ultimo
aspetto, Gilmour, all'epoca, era molto sensibile in quanto reduce dal
recente divorzio, dopo quasi 20 anni di matrimonio, con la ex moglie
Ginger e dalla fresca relazione iniziata con la giornalista Polly Samson.
Fu proprio la nuova compagna del chitarrista a fornirgli lo spunto e
lo stimolo per la stesura dei testi, spingendolo ad analizzare ed
esternare le sue frustrazioni e i suoi sentimenti nei confronti degli ex
compagni di gruppo. Sono, infatti, molti i riferimenti e, soprattutto,
le frecciate rivolte a Waters (come in Lost for Words), alla sua
progressiva chiusura verso il mondo e alla sua mania di protagonismo.
Non mancano, inoltre, accenni al mai dimenticato amico Syd Barrett (come in Poles Apart).
La leadership di Gilmour è ormai acclarata e si manifesta nel
co-autorato di quasi tutte le canzoni (alcuni testi delle quali furono
scritti anche dalla compagna Polly Samson), ma, per la prima volta dopo
molti anni, tutti e tre i componenti forniscono al disco la propria
creatività musicale. È da segnalare, oltretutto, il ritorno
all'interpretazione vocale di Wright (in Wearing the Inside Out), che mancava in voce in un album dei Pink Floyd dal 1973, come ulteriore testimonianza del rinnovato entusiasmo con cui i componenti hanno partecipato alla composizione.
Alcuni brani come Marooned, Keep Talking e High Hopes hanno trovato posto in Echoes: The Best of Pink Floyd, l'ultima raccolta in studio del gruppo inglese.
Nonostante alcuni critici abbiano storto il naso, l'album incontrò
senza difficoltà un buon successo. Sfruttando l'onda del grande
successo, i Pink Floyd danno luogo, l'anno successivo, alla ristampa
digitale di tutti gli album della discografia ufficiale, facendo
avvicinare le nuove generazioni al mito "floydiano". Da segnalare che High Hopes è entrata di diritto nel novero dei brani universalmente conosciuti dei Pink Floyd.
The Division Bell ha avuto decisamente maggiore successo rispetto ai due precedenti album pubblicati in passato (The Final Cut e A Momentary Lapse of Reason) ed è riconosciuto come uno dei migliori album del gruppo inglese.
Al momento attuale, The Division Bell rappresenta l'ultimo disco di inediti dei Pink Floyd.
E ora parliamo del disco:
data di uscita album 30 Marzo 1994
Prodotto da Bob Ezrin e David Gilmour
Mixato da Chris Thomas e David Gilmour
Formazione
David Gilmour - Chitarra e voce
Nick Mason - Percussioni
Richard Wright - Tastiere e voce
Jon Carin - Tastiere, sintetizzatore e programmazione
Guy Pratt - basso
Gary Wallis - percussioni
Tim Renwick - chitarre
Dick Parry - sax tenore
Bob Ezrin - tastiere e percussioni
Coro
Sam Brown, Durga McBroom, Carol Kenyon,
Jackie Sheridan e Rebecca Leigh-White
Registrazione e mixing diretto da Andrew Jackson
Orchestra diretta da Michael Kamen
Orchestrazioni di Michael Kamen e Edward Shearmur
Orchestra registrata da Steve McLaughlin presso: Astoria recording studio, London
Britania Row recording studios,Abbey Road recording studios, Metropolis studios e
The Creek recording studios (Tecnico Keith Grant)
Mixing assistito dall' EFOST monitoring system
Assistente tecnico all'Astoria Jules Bowen
Ringraziamenti :Polly Samson, Nick Laird,Clowes, Douglas Adams, Anthony Moore,
Stephen Hawking
Cover design - Storm Thorgerson
Sculture- Aden Hynes e John Robertson,da un disegno di Keith Breeden
Fotografi - Tony May, con Rupert Truman e Stephen Piotrowski
Grafici - Peter Curzon e Ian Wright
Illustrazioni - John Whitely and Sally Norris
Earth noises - G William Forgey
Supervisore generale degli strumenti- Phil Taylor
Tecnico delle percussioni- Clive Brooks
(Ringraziamenti a Paiste Cymbals e Drum Workshops L.A.)
Cluster One (Wright/Gilmour)
What Do You Want From Me(musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Poles Apart (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Marooned (Wright,Gilmour)
A Great Day For Freedom (Musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
Wearing The Inside Out (Musica Wright;testi Moore)
Take It Back (musica Gilmour,Ezrin;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Coming Back To Life (Gilmour)
Keep Talking (musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Lost For Words (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
High Hopes (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
Masterizzato al Mastering Lab L.A. by Doug Sax e James Guthrie
Management - Steve O'Rourke, EMKA Productions, London
Prodotto da Bob Ezrin e David Gilmour
Mixato da Chris Thomas e David Gilmour
Formazione
David Gilmour - Chitarra e voce
Nick Mason - Percussioni
Richard Wright - Tastiere e voce
Jon Carin - Tastiere, sintetizzatore e programmazione
Guy Pratt - basso
Gary Wallis - percussioni
Tim Renwick - chitarre
Dick Parry - sax tenore
Bob Ezrin - tastiere e percussioni
Coro
Sam Brown, Durga McBroom, Carol Kenyon,
Jackie Sheridan e Rebecca Leigh-White
Registrazione e mixing diretto da Andrew Jackson
Orchestra diretta da Michael Kamen
Orchestrazioni di Michael Kamen e Edward Shearmur
Orchestra registrata da Steve McLaughlin presso: Astoria recording studio, London
Britania Row recording studios,Abbey Road recording studios, Metropolis studios e
The Creek recording studios (Tecnico Keith Grant)
Mixing assistito dall' EFOST monitoring system
Assistente tecnico all'Astoria Jules Bowen
Ringraziamenti :Polly Samson, Nick Laird,Clowes, Douglas Adams, Anthony Moore,
Stephen Hawking
Cover design - Storm Thorgerson
Sculture- Aden Hynes e John Robertson,da un disegno di Keith Breeden
Fotografi - Tony May, con Rupert Truman e Stephen Piotrowski
Grafici - Peter Curzon e Ian Wright
Illustrazioni - John Whitely and Sally Norris
Earth noises - G William Forgey
Supervisore generale degli strumenti- Phil Taylor
Tecnico delle percussioni- Clive Brooks
(Ringraziamenti a Paiste Cymbals e Drum Workshops L.A.)
Cluster One (Wright/Gilmour)
What Do You Want From Me(musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Poles Apart (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Marooned (Wright,Gilmour)
A Great Day For Freedom (Musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
Wearing The Inside Out (Musica Wright;testi Moore)
Take It Back (musica Gilmour,Ezrin;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Coming Back To Life (Gilmour)
Keep Talking (musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Lost For Words (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
High Hopes (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
Masterizzato al Mastering Lab L.A. by Doug Sax e James Guthrie
Management - Steve O'Rourke, EMKA Productions, London
Sguardo verso il cielo
S g u a r d o v e r s o i l c i e l o
La gioia di cantare, la voglia di sognare
il senso di raggiungere quello che non hai.
il senso di raggiungere quello che non hai.
Ecco un altro giorno come ieri,
apettare il mattino per ricominciare.
La forza di sorridere, la forza di lottare
la colpa d'esser vivo e non poter cambiare.
Come un ramo secco abbandonato
che cerca inutilmente di fiorire.
La maschera di un clown in mezzo a un gran deserto.
Un fuoco che si spegne, uno sguardo verso il cielo.
Uno sguardo verso il cielo dove il sole è meraviglia
dove il nulla si fa mondo, dove brilla la tua luce.
lunedì 23 gennaio 2012
Nella pietra e nel vento
Un bel mattino
Un bel mattino, pensavo al mattino, e non ricordavo che era il mattino. E allora inizio' la ricerca di questa canzone tra i ricordi della mia mente, quando c'era il Carosello. Cercai su internet e istintivamente senza che me ne accorgessi mi misi a ricercare MORNING su youtube. Dopo un pò di ricerche finalmente ho trovato questo video, la canzone di Edvard Grieg, che era di sottofondo alla pubblicità dell'Olio Sasso.
Anche voi, ricorderete ..... "La lattina dell'Olio Sasso la voglio Qui sul Tavolo".
E poi ..... "e la pancia non c'è piu' e la pancia non c'è piu'"
domenica 1 gennaio 2012
Peter Gabriel - San Jacinto - Jools Holland 14 oct 2011 HQ video
San Jacinto è la speranza.
We will walk - on the land
We will breathe - of the air
We will drink - from the stream
We will live - hold the line
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video
domenica 18 dicembre 2011
Una maglietta sonora
Per ritmi da indossare
Ovunque voi siate, potrete far
ascoltare il vostro mood musicale a chiunque, grazie a una batteria
incorporata sul petto della vostra T-Shirt. L'idea è di ThinkGeek che ha
progettato e prodotto e ora commercializza la Electronic Drum Machine
Shirt.
Per
quanto possa sembrare incredibile, questa maglietta nera integra sul
petto tutta l'elettronica per tamburellare un groove in modo
professionale. L'elettronica integrata è composta da sette pad, che
possono essere suonati tutti contemporaneamente. Inoltre, la maglietta
contiene 9 set di batteria differenti, di cui ciascuno contiene sette
suoni di batteria professionali.
- Una volta composto il proprio ritmo, questo può essere anche registrato,
fino a una durata massima di circa 3 minuti. Il loop così memorizzato
può poi essere riprodotto, magari sfruttando anche l'apposito mini
amplificatore da cintura, oppure utilizzando una qualsiasi cuffia,
grazie all'uscita jack analogica integrata.
L'alimentazione dell'intera batteria da petto è fornita da 4 batterie di tipo AA. Il lavaggio del capo, invece, è garantito dalla possibilità di rimuovere il gruppo "batteria" (è proprio il caso di dirlo) completamente, per poi rimontarlo non appena la maglietta si asciuga.
Chi proprio non voglia più farne a meno e decida di dare un ritmo differente al proprio armadio, la Electronic Drum Machine Shirt è disponibile sul portale di ThinkGeek al prezzo di 29 dollari.
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sabato 17 dicembre 2011
uno dei migliori album 2011 - Steven Wilson
![]() |
| Grace For Drowning |
Per Steven Wilson la decade passata è stata
senz'altro memorabile: con l'uscita di "Insurgentes", il nostro folletto
inglese aveva finalmente trovato uno sbocco creativo per tutte le sue
ispirazioni e aspirazioni, la conclusione della ricerca di un'agognata
maturità musicale iniziata con i Porcupine Tree e
diramatasi nel corso degli anni in più generi e direzioni, sotto forma
dei più disparati progetti. Pochi artisti possono vantare una tale
visione a 360° della musica, acquisita per merito di una notevole
cultura su tale campo, ed ovviamente di una passione più forte che mai
per il proprio lavoro.
Ora siamo nel 2011, ed abbiamo tra le mani un album nuovo di zecca.
In questa seconda opera a suo nome il nostro porcospino affina la sua capacità di catalizzare una grande mole di idee e concezioni differenti della musica in un unico lavoro.
Il risultato è semplicemente mastodontico.
"Grace For Drowning", suddiviso in tre diverse parti dai nomi evocativi ("Deform to Form a Star", "Like Dust I Have Cleared from my Eye" e "The Map", presente solo nella edizione Deluxe del CD), costituisce per Wilson una vera enciclopedia di influenze e stili; un
calderone di suoni elettronici, progressive rock dilatato e toccante
pop d'autore, oltre che dinamiche e cerebrali partiture jazz in perfetto
stile King Crimson.
Come sempre, la produzione è
eccellente e la qualità del suono è altissima: d'altronde, quando si
parla dell'artista in questione non ci possono essere dubbi al riguardo.
Eccezionale
la prova del folto "cast" di musicisti chiamati ad occuparsi della
strumentazione (flautisti, sassofonisti, tastieristi..), fra cui
compaiono anche nomi altisonanti quali Tony Levin al basso, il "guitar-hero" Steve Hackett, il tastierista dei Dream Theater Jordan Rudess e naturalmente il geniale Robert Fripp.
All'ascolto
tutto, pur nella sua ricchezza di sonorità molto differenti tra loro,
appare coeso e strettamente legato ad un concetto di fondo che permea
l'intera opera: la dualità dell'animo umano (tema da sempre caro a
Steven), sospeso tra cupo caos e celestiali atmosfere, disordine
interiore e pace dei sensi.
Ogni traccia svolge una propria funzionalità all'interno del lavoro, dalla lunga ed intensa "Raider II"
(che si dipana inquietante tra flauti, claustrofobici riffs di chitarra
elettrica, arpeggi acustici, cori e quant'altro) all'ossessivo
pianoforte di "Remainder The Black Dog", passando per i toni terrificanti di "Index", la beatitudine di "Like Dust I Have Cleared From My Eye", la dolcezza espansa di "Deform to Form a Star" e via discorrendo...
Difficile
trarre un giudizio sul lavoro basandosi sui singoli brani, in quanto un
ascolto superficiale non basterà per comprendere l'ambizioso e
variegato progetto di Wilson.
L'artista inglese ci offre un lavoro davvero impressionante, probabilmente uno dei più belli del 2011:
immancabile per chi è alla ricerca di un vero e proprio viaggio sonoro
dalle mille sfumature, realizzato con maestria e con un profondo amore
per la musica in ogni sua forma.
giovedì 15 dicembre 2011
giovedì 8 dicembre 2011
Dicembre
Arrivò il freddo
i prati al mattino erano ricoperti di brina
il vento soffiava forte, come ogni mattina, da almeno 50 anni
Tutto era successo da quando sulla terra avevano smesso di usare i combustibili fossili che riscaldavano il pianeta.
Le pale del mulino avevano sostituito gli ormai inutili tralicci del tempo passato
e nelle abitazioni molti al risveglio ascoltavano musica dalla loro digitalRadio.
Una finestra aperta, profumo di patchouli, suoni leggeri del primo mattino, odore di brioches appena sfornate.
i prati al mattino erano ricoperti di brina
il vento soffiava forte, come ogni mattina, da almeno 50 anni
Tutto era successo da quando sulla terra avevano smesso di usare i combustibili fossili che riscaldavano il pianeta.
Le pale del mulino avevano sostituito gli ormai inutili tralicci del tempo passato
e nelle abitazioni molti al risveglio ascoltavano musica dalla loro digitalRadio.
Una finestra aperta, profumo di patchouli, suoni leggeri del primo mattino, odore di brioches appena sfornate.
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