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sabato 17 gennaio 2015
venerdì 21 novembre 2014
History Music: King Crimson - Lizard
![]() |
| Lizard - King Crimson |
Lizard
è un album molto difficile, sperimentale, con influenze cameristiche,
jazz elettrico alla maniera di Miles Davis e free alla maniera di Keith
Tippett. E' stato spesso considerato un disco minore, un'opera di
passaggio tra due grandi capolavori (in the court of The Crimson King e
Lark's Tongues in Aspic), tuttavia a mio giudizio questo album è un
capolavoro a partire dalla copertina e dalle sonorità svariegate e
stupefacenti che non finiscono mai di sorprendere e annoiarvi durante
l'ascolto.Esemplifica a meraviglia le due componenti principali sulle
quali Fripp stava lavorando, rock progressivo e free jazz. L'album
contiene anche alcune delle più complesse e allusive parole di Pete
Sinfield, che qui ricopre il ruolo di "filtro elettronico" alla Brian
Eno, applicato soprattutto alla voce di Haskell. Dal sestetto di Tippett
arrivano due importanti pedine, Mark Charig ( tromba) e Nick Evans (
trombone). Dall'orchestra della BBC l'oboista Robin Miller. Le loro
parti furono registrate a frammenti brevi e poi inserite nei master. La
title track è una lunga suite cameristica di memorie medievali, in
quattro movimenti, ( e vari sottomovimenti) : parte in maniera molto
classica, con la voce di Jon Anderson degli Yes e un bel Bolero, ma poi
vira gradualmente verso il jazz e al free. E' anche il brano più
melodico del disco. Lady Of The Dancing Water, che riporta precedenti
momenti romantici come I Talk To The Wind e Cadence And Cascade, qui ha
tutt'altro effetto. La copertina molto elaborata, ispirata ai è ispirata
alle cosiddetti Lindisfame Gospels, affidata ancora una volta al
giovanissimo artista Gini Barris, rappresenta le miniature del Book of
Kells, manoscritto irlandese risalente al IX secolo. Si tratta di una
raccolta dei Vangeli canonici in lingua latina con decorazioni e
illustrazioni assai raffinate, considerata una vera e propria opera
d'arte. Tra le lettere del nome «KING» sul retro e «CRIMSON» sulla parte
anteriore, compaiono alcune scene, suggerite da Sinfield, relative ai
testi delle canzoni. Ad esempio, all'interno della lettera «C»
compaiono i personaggi del primo brano Cirkus; la lettera «R» racchiude
la Lady of the Dancing Water; la «I» di colore verde raffigura i
Beatles, di cui parla Happy Family; mentre la «S» illustra Indoor Games.
Ma sicuramente è la lunga suite Lizard il pezzo più importante dell’album. I versi sono assai criptici e di difficile interpretazione, ma alcuni elementi possono aiutarci a coglierne almeno in parte il significato.
Il primo movimento, cantato da Jon Anderson, si intitola Prince Rupert Awakes («Il Principe Rupert si risveglia»). Il protagonista qui è Rupert duca di Cumberland (Praga 1619 - Londra1682), conte palatino del Reno e duca di Baviera, detto «il Principe». Dopo varie vicissitudini si pose al servizio del re Carlo I d'Inghilterra, suo zio, diventando prima un abile generale e successivamente comandante della flotta. Fu fondatore della Royal Society e negli ultimi anni di vita si occupò di arte (incisioni) e di esperimenti di chimica 38. Viene inoltre ricordato per aver fatto conoscere al re nel 1640 quelle che da allora sono note come le «gocce del Principe Rupert». «Queste particolari gocce vengono ottenute facendo gocciolare del vetro fuso in acqua, dove raffredda immediatamente. Questa tempra estrema provoca enormi tensioni nel vetro che danno origine alle loro particolari proprietà, come ad esempio la possibilità di resistere a martellate date sulla parte bulbosa della goccia. Invece anche un piccolo graffio sulla "coda" provoca il rilascio dell'enorme energia accumulata, causando l'esplosione del vetro in una fine polvere. Se il meccanismo che è alla base della tempra del vetro non era noto prima del XX secolo, l'effetto è invece conosciuto da secoli. Le gocce venivano impiegate come scherzo: il re faceva tenere nel palmo della mano le gocce per la parte bulbosa, dopodiché rompeva la coda provocando una piccola esplosione che lasciava stupefatta la vittima dello scherzo»
Anche il Principe Rupert compare nell'illustrazione e precisamente nella lettera «N», ma in maniera del tutto ironica. La scena mostra quello che sarebbe stato il super-gruppo rock che Gini Barris sognava: Jimi Hendrix alla chitarra, Ginger Baker (dei Cream) alla batteria, e al flauto Dave Wade, futuro marito di Gini. E nel cielo spunta un celebre personaggio di storie per bambini, l'orsetto Rupert, che saluta da un aeroplanino.
Il testo parla di una trasformazione alchemica, di una ricerca verso l'illuminazione interiore compiuta dal protagonista. Nell'Alchimia, questo processo passa attraverso varie fasi, da tre a dodici a seconda delle varie scuole di pensiero, ciascuna associata ad un colore e caratterizzata da uno o più animali-simbolo.
L'album è composto da 6 brani
1. Cirkus
2. Indoor Games
3. Happy Family
4. Lady Of The Dancing Water
5. Lizard Part. I
6. Lizard Part. II
Buon Ascolto...
Ma sicuramente è la lunga suite Lizard il pezzo più importante dell’album. I versi sono assai criptici e di difficile interpretazione, ma alcuni elementi possono aiutarci a coglierne almeno in parte il significato.
Il primo movimento, cantato da Jon Anderson, si intitola Prince Rupert Awakes («Il Principe Rupert si risveglia»). Il protagonista qui è Rupert duca di Cumberland (Praga 1619 - Londra1682), conte palatino del Reno e duca di Baviera, detto «il Principe». Dopo varie vicissitudini si pose al servizio del re Carlo I d'Inghilterra, suo zio, diventando prima un abile generale e successivamente comandante della flotta. Fu fondatore della Royal Society e negli ultimi anni di vita si occupò di arte (incisioni) e di esperimenti di chimica 38. Viene inoltre ricordato per aver fatto conoscere al re nel 1640 quelle che da allora sono note come le «gocce del Principe Rupert». «Queste particolari gocce vengono ottenute facendo gocciolare del vetro fuso in acqua, dove raffredda immediatamente. Questa tempra estrema provoca enormi tensioni nel vetro che danno origine alle loro particolari proprietà, come ad esempio la possibilità di resistere a martellate date sulla parte bulbosa della goccia. Invece anche un piccolo graffio sulla "coda" provoca il rilascio dell'enorme energia accumulata, causando l'esplosione del vetro in una fine polvere. Se il meccanismo che è alla base della tempra del vetro non era noto prima del XX secolo, l'effetto è invece conosciuto da secoli. Le gocce venivano impiegate come scherzo: il re faceva tenere nel palmo della mano le gocce per la parte bulbosa, dopodiché rompeva la coda provocando una piccola esplosione che lasciava stupefatta la vittima dello scherzo»
Anche il Principe Rupert compare nell'illustrazione e precisamente nella lettera «N», ma in maniera del tutto ironica. La scena mostra quello che sarebbe stato il super-gruppo rock che Gini Barris sognava: Jimi Hendrix alla chitarra, Ginger Baker (dei Cream) alla batteria, e al flauto Dave Wade, futuro marito di Gini. E nel cielo spunta un celebre personaggio di storie per bambini, l'orsetto Rupert, che saluta da un aeroplanino.
Il testo parla di una trasformazione alchemica, di una ricerca verso l'illuminazione interiore compiuta dal protagonista. Nell'Alchimia, questo processo passa attraverso varie fasi, da tre a dodici a seconda delle varie scuole di pensiero, ciascuna associata ad un colore e caratterizzata da uno o più animali-simbolo.
L'album è composto da 6 brani
1. Cirkus
2. Indoor Games
3. Happy Family
4. Lady Of The Dancing Water
5. Lizard Part. I
6. Lizard Part. II
Buon Ascolto...
domenica 6 luglio 2014
Un po' di King Crimson e un po' di Genesis in un Calm Quiet Prog
King Crimson e Genesis, da ascoltare.
01.Peace (A Theme) - King Crimson
02.Cadence and Cascade - King Crimson
03.Matte Kudasai - King Crimson
04.Cuckoo Cocoon - Genesis
05.Book Of Saturday - King Crimson
06.I Talk to the Wind - King Crimson
07.Horizons - Genesis
08.Moonchild - King Crimson
09.The Sheltering Sky - King Crimson
10.The Carpet Crawlers - Genesis
11.Peace - An End - King Crimson
martedì 5 febbraio 2013
RadioCodaRitortaLive!
Sabato 23 Febbraio 2013
alle ore 19.45 venite alla festa di RadioCodaRitorta. Ci sarà Musica di
alta qualità. Si potrà ballare al ritmo del rock. ma anche stare in
silenzio ad ascoltare ogni singolo suono o chiaccherare con il vicino di
merenda. Sono graditi cibi e bevande per socializzare meglio :-)
Durante la serata verranno proiettate le migliori copertine del
progressive rock e altre curiosità estemporanee. Per sostenere le spese
del locale, l'offerta per l'evento è libera. La festa si svolgerà presso
LA LUNA NUOVA di VIA MONTE POPERA 5 a MILANO ROGOREDO
domenica 16 settembre 2012
King Crimson - 21st Century Schizoid Man
i musicisti che suonano qui in questo video sono:
Robert Fripp - chitarra
John Wetton - basso e voce
David Cross - tastiere e mellotron
Bill Bruford - batteria e percussioni
La formazione che invece diede vita ai King Crimson fu:
(I Formazione)
Robert Fripp: Guitars
Ian McDonald: Reeds, Woodwind, Vibes,Keyboards, mellotron, vocals
Greg Lake: Bass, Lead Vocal
Michael Giles: Drums, Percussions, Vocals
Peter Sinfield: Words & Illumination
fonte: Canale Musica RecSando
In The Court Of The Crimson King il primo album dei King Crimson si apre con questa canzone contro la guerra "21st Century Shizoid Man".
L'album che si apriva con questa canzone rappresenta per molti la nascita del movimento progressive rock (i temi sono stati ripresi da tanti gruppi progressive, a cominciare dai Genesis) ma definirlo solo come pietra miliare è sicuramente riduttivo.
Il Re Cremisi, per chi non ne fosse a consocenza, altro non era che Federico II di Svevia, il primo uomo moderno, il nemico della Chiesa (non per niente fu proprio quest'ultima a trovargli quell'affettuoso soprannome dal sapore mefistofelico).
21st Century Schizoid Man, ovvero "Uomo schizoide del ventunesimo secolo" ha questo bellissimo testo contro la guerra.
Cat's foot iron claw
Neuro-surgeons scream for more
At paranoia's poison door.
Twenty first century schizoid man.
Blood rack barbed wire
Politicians' funeral pyre
Innocents raped with napalm fire
Twenty first century schizoid man.
Death seed blind man's greed
Poets' starving children bleed
Nothing he's got he really needs
Twenty first century schizoid man.
e tradotta in italiano dice pressapoco così:
Zampa di gatto, artiglio di ferro
Neuro chirurghi urlano a lungo
Alla porta velenosa della paranoia
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.
Sangue tortura filo spinato
Rogo funebre di politicanti
Innocenti violentati dal fuoco del napalm
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.
Seme di morto, cupidigia del cieco
Affamati figli di poeti sanguinano
Nulla di ciò che ha gli serve realmente
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.
Steve Hackett - Genesis Revisited II
Esce il 22 Ottobre 2012 l'ultimo album di
Steve Hachett "Genesis Revisited II"
Il
26 ottobre è prevista l'uscita in
Italia) “Genesis Revisited II”,Steve rivisita canzoni della sua prima band e alcune della sua
carriera solista legate però a doppio filo all’esperienza Genesis.
Genesis
Revisited II sarà in vendita in doppio cd ad edizione limitata o in vinile
(4 LP + 2 CD!).
Questa la
scaletta (quasi due ore e mezza di musica!).
|
||
CD 1:
The Chamber
of 32 Doors
Horizons Supper’s Ready The Lamia Dancing With The Moonlit Knight Fly On A Windshield Broadway Melody of 1974 The Musical Box Can-Utility And The Coastliners Please Don’t Touch |
CD 2:
Blood On The
Rooftops
The Return Of The Giant Hogweed Entangled Eleventh Earl Of Mar Ripples Unquiet Slumbers For The Sleepers … ... In That Quiet Earth Afterglow A Tower Struck Down Camino Royale Shadow Of The Hierophant |
|
21st Century Schizoid Band
21st Century Schizoid Band
21st Century Schizoid Band
Altrettanto
interessante l’artwork, corredato dalle bellissime fotografie interne di
Maurizio e Angéla Vicedomini, autori anche della copertina.
Genesis Revisited
II sarà portato in tour l’anno prossimo.
martedì 12 giugno 2012
Clockwork angels - Rush - 12 Giugno 2012
I Rush sono un gruppo rock canadese formatosi nel 1968 nella città di Toronto, Ontario, Canada. Il gruppo è composto da Geddy Lee (basso/tastiere/voce) Alex Lifeson (chitarra) e Neil Peart (batteria e testi). Tra il 1968 e il 1974, la band ha subito molte trasformazioni, fino ad arrivare alla loro attuale formazione quando nel luglio 1974 Peart ha sostituito il batterista iniziale John Rutsey due settimane prima del loro primo tour negli Stati Uniti.
Nel corso degli anni i Rush hanno saputo rinnovare di continuo il
loro stile, lasciando che nella loro musica confluissero anche le
tendenze musicali del tempo. Con il loro primo album sono partiti da un
genere piuttosto heavy metal basato sul blues fino ad arrivare all'hard rock ed al rock progressivo, c'è anche stato un periodo in cui hanno fatto largo impiego di sintetizzatori. La loro discografia può essere sommariamente divisa in un certo numero di cicli,
solitamente scanditi dalla pubblicazione di live album che chiudono un
ciclo e riaprono il successivo; ogni ciclo mantiene in genere
determinate caratteristiche di stile che poi lentamente si modificano
confluendo in una nuova fase.
Dal rilascio del loro primo album intitolato proprio Rush,
i Rush sono diventati famosi per la loro abilità musicale, per le loro
composizioni, e per i loro testi generalmente basati su fantascienza, fantasia e filosofia ma anche su temi umanitari come situazioni sociali, emotive ed ambientali. Hanno ispirato molti artisti tra cui Metallica, Primus, Rage Against the Machine, Smashing Pumpkins e anche band progressive metal come Dream Theater e Symphony X.
I Rush hanno vinto numerosi Juno Award e nel 1994
sono stati inseriti nella "Canadian Music Hall of Fame", nel corso
degli anni sono anche stati riconosciuti come alcuni dei più grandi
musicisti di sempre in base ai premi vinti da ognuno dei membri e dai
sondaggi di alcune riviste. Hanno vinto 24 dischi d'oro e 14 di platino,
trovandosi così al terzo posto come band rock che ha ricevuto più
dischi d'oro e di platino consecutivamente, secondi solo a Rolling Stones e Beatles. Sono anche nella posizione 79° per la maggior vendita di album negli Stati Uniti con circa 25 milioni di copie vendute[6].
Recentemente la band ha terminato la seconda parte del Time Machine Tour ed ora sta lavorando al loro prossimo album studio, Clockwork Angels.
fonte: wikipedia
Oggi è uscito il loro album, è il 12 giugno 2012
Clockwork angels”, dodici brani in stile Rush, legati da un concept: un giovane uomo all'inseguimento dei suoi sogni, sballottato tra il caos e l'ordine, un viaggio attraverso un mondo fatto di alchimisti, città perdute, anarchici, pirati, carnevali esotici ed un rigido orologiaio che impone la precisione su ogni aspetto della vita.
Da questo album lo scrittore di fantascienza Kevin J. Anderson (amico del batterista e compositore dei testi della band Neil Part) ne trarrà un libro nei prossimi mesi.
TRACKLIST:
“Caravan” ( http://youtu.be/wO0ikbGvIY0 )
“BU2B” ( http://youtu.be/fCMq6_vEZZw )
“Clockwork angels” ( http://youtu.be/IIAftTV4tBk )
“The anarchist” ( http://youtu.be/on3lLcAz4YU )
“Carnies” ( http://youtu.be/v1tVdpzAtNc )
“Halo effect” ( http://youtu.be/1g5ZaUGeFNQ )
“Seven cities of gold” (http://youtu.be/xve6SCcuMWg)
“The wreckers” (http://youtu.be/1bkt51J7VNo)
“Headlong flight” ( http://youtu.be/ZcFGrWjOX0E )
“BU2B2” ( http://youtu.be/L9T0KjI7Yf0 )
“Wish them well” ( http://youtu.be/mv8zCQ4Itf8 )
“The garden” ( http://youtu.be/1wztuqskio8 )
domenica 12 febbraio 2012
Mangala Vallis
I Mangala Vallis sono un gruppo musicale reggiano formatosi nel 1998 da un’idea di Gigi Cavalli Cocchi (ex batterista di Ligabue, ClanDestino e CSI, attualmente in forza ai Clan), di Mirco Consolini (chitarra e basso) ed Enzo Cattini (tastiere).
Il gruppo si ispira al rock progressivo degli anni settanta, seguendo le orme dei Genesis di Peter Gabriel, ma arricchendo le proprie creazioni con diversi altri elementi frutto delle molteplici esperienze artistiche dei membri della band. Caratteristiche fondamentali della loro produzione sono la cura e la ricerca delle sonorità utilizzate.
E' da un po' che si aspetta il nuovo album, ed ecco che sul loro sito ufficale compare questo comunicato.
"Dopo tanto silenzio, rieccoci a raccontarvi di noi.
In tutto questo tempo sono successe tante cose, cambiate alcune idee su come avrebbe dovuto essere il successore di “Lycanthrope”, cambiato il progetto di come doveva essere sviluppato e composto.
Da quando ci siamo messi a scriverlo, più di due anni fa, molte cose sono mutate, molti punti dati per fermi, crollati, molte intenzioni ribaltate. Questo è accaduto perché le circostanze della vita cambiano e ti cambiano, e perché per quanto tu possa fare programmi, è sempre il destino che ha l’ultima parola.
Così l’unica cosa che è rimasta immutata è il titolo dell’album.
La sua genesi è stata molto complessa tanto da far prendere a Bernardo e Riccardo la decisione di uscire dai Mangala Vallis, scelta dolorosa per loro che l’hanno fatta ma anche per noi che l’abbiamo analizzata, discussa e alla fine accettata.
Sicuramente anche questo evento, farà del nuovo Mangala Vallis e del gruppo stesso qualcosa di diverso da ciò che c’era stato prima, ma la mutazione di tutto era già iniziata dal momento in cui Cristiano aveva preso il posto di Enzo alle tastiere.
Le cause di un addio sono sempre complesse e appartengono alla sfera privata di chi le deve affrontare, così per rispetto di ogni protagonista di questa storia, ci limitiamo ai fatti senza inoltrarci nei sentimenti. Presto vi sapremo dare più dettagli sulla nuova voce, sul nuovo bassista del gruppo e sul work in progress dell'album."
Con affetto
MV
===================
Forza Mangala Vallis, vi aspettiamo sempre di più. Nulla si distrugge tutto si trasforma. Hold On da Radiocodaritorta
Il gruppo si ispira al rock progressivo degli anni settanta, seguendo le orme dei Genesis di Peter Gabriel, ma arricchendo le proprie creazioni con diversi altri elementi frutto delle molteplici esperienze artistiche dei membri della band. Caratteristiche fondamentali della loro produzione sono la cura e la ricerca delle sonorità utilizzate.
E' da un po' che si aspetta il nuovo album, ed ecco che sul loro sito ufficale compare questo comunicato.
"Dopo tanto silenzio, rieccoci a raccontarvi di noi.
In tutto questo tempo sono successe tante cose, cambiate alcune idee su come avrebbe dovuto essere il successore di “Lycanthrope”, cambiato il progetto di come doveva essere sviluppato e composto.
Da quando ci siamo messi a scriverlo, più di due anni fa, molte cose sono mutate, molti punti dati per fermi, crollati, molte intenzioni ribaltate. Questo è accaduto perché le circostanze della vita cambiano e ti cambiano, e perché per quanto tu possa fare programmi, è sempre il destino che ha l’ultima parola.
Così l’unica cosa che è rimasta immutata è il titolo dell’album.
La sua genesi è stata molto complessa tanto da far prendere a Bernardo e Riccardo la decisione di uscire dai Mangala Vallis, scelta dolorosa per loro che l’hanno fatta ma anche per noi che l’abbiamo analizzata, discussa e alla fine accettata.
Sicuramente anche questo evento, farà del nuovo Mangala Vallis e del gruppo stesso qualcosa di diverso da ciò che c’era stato prima, ma la mutazione di tutto era già iniziata dal momento in cui Cristiano aveva preso il posto di Enzo alle tastiere.
Le cause di un addio sono sempre complesse e appartengono alla sfera privata di chi le deve affrontare, così per rispetto di ogni protagonista di questa storia, ci limitiamo ai fatti senza inoltrarci nei sentimenti. Presto vi sapremo dare più dettagli sulla nuova voce, sul nuovo bassista del gruppo e sul work in progress dell'album."
Con affetto
MV
===================
Forza Mangala Vallis, vi aspettiamo sempre di più. Nulla si distrugge tutto si trasforma. Hold On da Radiocodaritorta
lunedì 23 gennaio 2012
Nella pietra e nel vento
sabato 17 dicembre 2011
uno dei migliori album 2011 - Steven Wilson
![]() |
| Grace For Drowning |
Per Steven Wilson la decade passata è stata
senz'altro memorabile: con l'uscita di "Insurgentes", il nostro folletto
inglese aveva finalmente trovato uno sbocco creativo per tutte le sue
ispirazioni e aspirazioni, la conclusione della ricerca di un'agognata
maturità musicale iniziata con i Porcupine Tree e
diramatasi nel corso degli anni in più generi e direzioni, sotto forma
dei più disparati progetti. Pochi artisti possono vantare una tale
visione a 360° della musica, acquisita per merito di una notevole
cultura su tale campo, ed ovviamente di una passione più forte che mai
per il proprio lavoro.
Ora siamo nel 2011, ed abbiamo tra le mani un album nuovo di zecca.
In questa seconda opera a suo nome il nostro porcospino affina la sua capacità di catalizzare una grande mole di idee e concezioni differenti della musica in un unico lavoro.
Il risultato è semplicemente mastodontico.
"Grace For Drowning", suddiviso in tre diverse parti dai nomi evocativi ("Deform to Form a Star", "Like Dust I Have Cleared from my Eye" e "The Map", presente solo nella edizione Deluxe del CD), costituisce per Wilson una vera enciclopedia di influenze e stili; un
calderone di suoni elettronici, progressive rock dilatato e toccante
pop d'autore, oltre che dinamiche e cerebrali partiture jazz in perfetto
stile King Crimson.
Come sempre, la produzione è
eccellente e la qualità del suono è altissima: d'altronde, quando si
parla dell'artista in questione non ci possono essere dubbi al riguardo.
Eccezionale
la prova del folto "cast" di musicisti chiamati ad occuparsi della
strumentazione (flautisti, sassofonisti, tastieristi..), fra cui
compaiono anche nomi altisonanti quali Tony Levin al basso, il "guitar-hero" Steve Hackett, il tastierista dei Dream Theater Jordan Rudess e naturalmente il geniale Robert Fripp.
All'ascolto
tutto, pur nella sua ricchezza di sonorità molto differenti tra loro,
appare coeso e strettamente legato ad un concetto di fondo che permea
l'intera opera: la dualità dell'animo umano (tema da sempre caro a
Steven), sospeso tra cupo caos e celestiali atmosfere, disordine
interiore e pace dei sensi.
Ogni traccia svolge una propria funzionalità all'interno del lavoro, dalla lunga ed intensa "Raider II"
(che si dipana inquietante tra flauti, claustrofobici riffs di chitarra
elettrica, arpeggi acustici, cori e quant'altro) all'ossessivo
pianoforte di "Remainder The Black Dog", passando per i toni terrificanti di "Index", la beatitudine di "Like Dust I Have Cleared From My Eye", la dolcezza espansa di "Deform to Form a Star" e via discorrendo...
Difficile
trarre un giudizio sul lavoro basandosi sui singoli brani, in quanto un
ascolto superficiale non basterà per comprendere l'ambizioso e
variegato progetto di Wilson.
L'artista inglese ci offre un lavoro davvero impressionante, probabilmente uno dei più belli del 2011:
immancabile per chi è alla ricerca di un vero e proprio viaggio sonoro
dalle mille sfumature, realizzato con maestria e con un profondo amore
per la musica in ogni sua forma.
venerdì 16 dicembre 2011
GRANDE PROG A LA SPEZIA
ProG Liguria sarà un concerto benefico per
la raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione di
fine ottobre. La Spezia, capoluogo dei territori maggiormente colpiti,
ospiterà l’evento che coinvolge il maggior numero di gruppi di Rock
Progressivo in un’unica data, il 21 gennaio 2012 presso lo Spezia Expo
in Via Canaletto.
La filosofia di questa giornata punta alla
raccolta fondi attraverso un concerto-evento, coinvolgendo operatori ed
attività del territorio (gastronomia ed ospitalità) ed invitando a
partecipare sia il pubblico degli appassionati del genere da tutte le
regioni italiane, sia la popolazione ligure in un grande atto di
solidarietà.
Da mezzogiorno a mezzanotte si
avvicenderanno sul palco artisti della scena prog nazionale e nuovi
gruppi che hanno saputo rinnovare il genere.
- Altare Thotemico
- Arti e Mestieri feat. Gigi Venegoni
- CCLR feat. Aldo Tagliapietra
- Daemonia
- Delirium feat. Sophya Baccini e Franco Taulino
- Locanda delle Fate
- Maschera di Cera
- Maxophone
- Moongarden
- Nuova Idea feat. Joe Vescovi, Giorgio Piazza e Marco Zoccheddu
- Osanna feat. Gianni Leone
- Tempio delle Clessidre
- Torre dell'Alchimista
- The Watch
- UT
PROG LIGURIA
Spezia Expo – Centro Fieristico
Via del Canaletto- 19124 La Spezia (SP)
21 gennaio 2012
dalle ore 12 alle 24
info: 3466191593 - 0102461708
sabato 19 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
Steve Hackett & Transatlantic - The Return Of The Giant Hogweed
Steve Hackett suona insieme ai Transatlantic * un pezzo classico dei Genesis dell'era Gabriel dal titolo The Return Of The Giant Hogweed
*I Transatlantic sono un supergruppo rock progressivo formatosi nel 2000 dall'idea di Mike Portnoy, allora batterista dei Dream Theater, e Neal Morse, allora tastierista/cantante degli Spock's Beard.
sabato 1 ottobre 2011
Il Banco arriverà in nostro soccorso? riusciremo ad uscire dal baratro !!!
Il Giardino del Mago - Banco Del Mutuo Soccorso
durante un loro concerto a Roma nel 1992,
la canzone è contenuta nel loro primo album.
e qui di seguito un altro loro bellissimo brano
Il Volo/R.I.P
The Tangent - COMM
Un altro album di Progressive Rock è uscito recentemente e merita indubbiamente l'ascolto. E' l'ultimo album dei Tangent dal titolo COMM, un concpet album che è uscito il 26 Settembre, un album con tema "COMunicazione" Il cd è quindi incentrato sui metodi di comunicazione moderna :"Oggi
siamo ossessionati dalle Comunicazioni e questo album è uno sguardo a
quelle forme di ossessione riprese da diversi punti di vista, non sempre
positivi! 'COMM' sarà un album sui metodi moderni delle comunicazioni.
Ci saranno riferimenti anche al disastro del Titanic (avvenuto un
centinaio di anni fa), perché Tillison crede sia un momento molto
importante nella storia delle comunicazioni".
"COMM" ha richiesto due anni di lavoro tra composizione e registrazione; inoltre la cover ripropone il sodalizio lavorativo tra i The Tangent e l'artista bielorusso Ed Unitsky.
Tracklist:
01 – The Wiki Man
02 – The Mind’s Eye
03 – Shoot Them Down
04 – Tech Support Guy
05 – Titanic Calls Carpathia
01 – The Wiki Man
02 – The Mind’s Eye
03 – Shoot Them Down
04 – Tech Support Guy
05 – Titanic Calls Carpathia
venerdì 30 settembre 2011
Oh Nandina, che cresci col progressive rock
Da qualche anno a questa parte è comparsa, nelle aiuole e nei giardini delle nostre città, una pianta caparbia: è la nandina. E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca.
E quando una pianta ti piace, devi parlarne per farla conoscere, soprattutto da quando la "Nandina è anche sul mio balcone. Ascolta tutti i giorni la musica che esce dalle mie casse e in pochi giorni, si sta facendo una bella scorpacciata di Steve Hackett e di Steven Wilson, i loro ultimi album del 2011. E devo dire che questa musica la rende ancora più bella, forte e robusta. Osservandola, stupisce che riesca a sopravvivere (e anche piuttosto
bene) nei risicati spazi urbani, tra inquinamento e trascuratezza. E
questo ci dice solo una cosa: la nandina resiste a (quasi) tutto e, in più, è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!
E coltivarla è veramente facile: la nandina infatti non ha grandi esigenze
nè per l’esposizione (apprezza il sole ma tollera molto bene la
mezz’ombra: meno colori autunnali ma risaltano le bacche) nè per il
terreno (grossi vasi e capienti fioriere le sono perfettamente
congeniali) nè per l’acqua. E’ insomma una pianta parca, che si
accontenta, ideale anche per chi non ha una grande pratica di coltivazione.
Cresce lenta ma bella dritta (al massimo tocca i 2 metri), creando una
vegetazione aerea e leggera nella parte alta dell’arbusto e piuttosto
fitta in quella bassa, creando spesso rami nuovi a partire dalla base.
Difficile che soffra di malattie, non teme il gelo e anzi, diventa stupenda quando le sue foglie si rivestono di brina ghiacciata
(come nella foto) e le sue tonde bacche luccicano coperte di cristalli,
come accade proprio nelle gelide e spoglie mattine di gennaio.
Dato il suo massiccio impiego (di forte impatto piantata in gruppi), è facile trovare questo arbusto in vendita nei vivai e nei garden. Ecco le varietà più “gettonate”:
- Nandina domestica ‘Alba’, belle bacche color crema invece che rosso corallo e foglie verdi
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro
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