Nelle città assalite dal cemento non sempre ci si rende conto che la primavera è arrivata.
Bisognerebbe agire, fare una vera e propria rivoluzione dei fiori.
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sabato 7 aprile 2012
venerdì 30 settembre 2011
Oh Nandina, che cresci col progressive rock
Da qualche anno a questa parte è comparsa, nelle aiuole e nei giardini delle nostre città, una pianta caparbia: è la nandina. E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca.
E quando una pianta ti piace, devi parlarne per farla conoscere, soprattutto da quando la "Nandina è anche sul mio balcone. Ascolta tutti i giorni la musica che esce dalle mie casse e in pochi giorni, si sta facendo una bella scorpacciata di Steve Hackett e di Steven Wilson, i loro ultimi album del 2011. E devo dire che questa musica la rende ancora più bella, forte e robusta. Osservandola, stupisce che riesca a sopravvivere (e anche piuttosto
bene) nei risicati spazi urbani, tra inquinamento e trascuratezza. E
questo ci dice solo una cosa: la nandina resiste a (quasi) tutto e, in più, è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!
E coltivarla è veramente facile: la nandina infatti non ha grandi esigenze
nè per l’esposizione (apprezza il sole ma tollera molto bene la
mezz’ombra: meno colori autunnali ma risaltano le bacche) nè per il
terreno (grossi vasi e capienti fioriere le sono perfettamente
congeniali) nè per l’acqua. E’ insomma una pianta parca, che si
accontenta, ideale anche per chi non ha una grande pratica di coltivazione.
Cresce lenta ma bella dritta (al massimo tocca i 2 metri), creando una
vegetazione aerea e leggera nella parte alta dell’arbusto e piuttosto
fitta in quella bassa, creando spesso rami nuovi a partire dalla base.
Difficile che soffra di malattie, non teme il gelo e anzi, diventa stupenda quando le sue foglie si rivestono di brina ghiacciata
(come nella foto) e le sue tonde bacche luccicano coperte di cristalli,
come accade proprio nelle gelide e spoglie mattine di gennaio.
Dato il suo massiccio impiego (di forte impatto piantata in gruppi), è facile trovare questo arbusto in vendita nei vivai e nei garden. Ecco le varietà più “gettonate”:
- Nandina domestica ‘Alba’, belle bacche color crema invece che rosso corallo e foglie verdi
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro
domenica 25 settembre 2011
Un concime naturale fatto in casa
![]() |
| Composter |
I concimi chimici, saranno anche efficaci ma alla fine non sono naturali e a mio parere inquinano e distruggono l'ambiente. Ricordo che mia madre, utilizzava sempre concimi naturali per le piante che aveva sul balcone e in giardino, non buttava mai niente degli avanzi del cibo e ricordo che i gusci d'uovo e il caffè erano spesso usati per arricchire il terreno. Aveva un grande vaso con dentro la terra e quando ci metteva gli avanzi del cibo, li ricopriva poi di terra. HGo quindi provato a cercare in giro per la rete se era solo un'idea di mia madre oppure era qualcosa che anche altri usavano per concimare i fiori e ho trovato questa notizia con tutte le tecniche di preparazione. I fiori ele piante sicuramente ci ringrazieranno della nostra scelta e anche l'ambiente. Poi del resto che ci costa, evitiamo anche di gettare l'umido e impariamo a riciclare.
- Preparare in casa un concime naturale per le piante è davvero facile. Oltre a dare nutrimento in maniera genuina e priva di rischi alle tue colture e ai tuoi alberi da frutto, una volta pronto potrai utilizzarlo anche per rinvigorire piante decorative e fiori. Quello che ti serve è semplicemente un composter ed alcuni scarti organici della tua spesa tradizionale.
- Reperire un composter è davvero facile. Si tratta di contenitori espressamente pensati per contenere materiale organico ed evitare i problemi derivanti dalla sua decomposizione. In commercio ne esistono di varie forme e misure. Scegli quello più adatto a te e al tuo giardino. Sarebbe infatti preferibile tenerlo all'aperto, possibilmente all'ombra.
- Riempi il composter con tutti gli scarti organici provenienti dalla tua spesa tradizionale: gusci d'uovo, fondi di caffè, resti e bucce della frutta, scarti e resti delle verdure, alimenti guasti, resti di cibo. Oltre a questi rifiuti, puoi aggiungere nel composter la cenere del tuo caminetto e il fogliame rimosso dal tuo orto. Copri il tutto con del terriccio ed attendi il tempo necessario alla decomposizione. Di solito per ottenere un buon concime bisogna aspettare dai 6 agli 8 mesi.
Entriamo meglio nel dettaglio:
Il materiale da compostare
Il materiale da compostare deve essere vario e ben miscelato; attenzioni quindi alla proporzione tra sostanze ricche di carboidrati, quali fogliame, paglia, residui di potature, carta, e sostanze ricche di proteine, quali avanzi di cucina, erba verde, letame.
Cosa possiamo mettere nel compost
Resti di frutta e ortaggi
Avanzi di cibo
Fiori secchi
Filtri di tè e caffè
Gusci d’uova triturati
Resti di lana, penne, capelli
Erbacce
Fogliame
Materiali legnosi sminuzzati
Cenere di legna
Carta non stampata e cartone
Cosa non dobbiamo mettere nel compost
Materiali plastici
Cenere di carbone
Contenitori in tetrapak
Vetro
Ceramiche
Metalli
Ossa
Tessuti sintetici o tinti
Erbacce infestanti
Cosa non deve mancare alla miscela di rifiuti
Per ottenere un buon compost, alla miscela di rifiuti organici non devono mai mancare aria e acqua; se non ci fosse ossigeno infatti questa non diventerebbe humus, ma una poltiglia putrida. Per questo motivo il cumulo di rifiuti e il contenitore che lo ospita, il cosiddetto composter, devono poggiare direttamente sul terreno (il composter non deve neppure avere un fondo). Il materiale inoltre deve essere in pezzi grossolani (non sminuzzatelo più di tanto) e non troppo compresso e va mescolato circa una volta al mese.
Dove fare il composto
Sistemate il composter in un luogo parzialmente ombreggiato ed esposto a sud. Se lasciate aperti i cumuli e i cassoni, ricordate di proteggerli con uno strato di paglia o sacchi di juta. Questo servirà ad impedire l’eccesso di calore nelle giornate di sole o, al contrario, che si bagni troppo durante le piogge.
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