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mercoledì 23 novembre 2016

Il Fiume Verde

Il Fiume Verde 


Con questo progetto vogliamo unire i quartieri di San Donato Milanese, le frazioni, sconfinare nei comuni limitrofi.

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FIUME VERDE 
( Bilancio Partecipativo 2016 / 2017 ) - San Donato Milanese - referente RecSando ( la rete civica di San Donato Milanese si fa portavoce di questo progetto sostenuto da altre asscociazioni, comitati e cittadini )

domenica 27 maggio 2012

#alberi

Seduto su una panchina sotto l'ombra degli alberi,ascolto i suoni della primavera.

sabato 3 dicembre 2011

Novembre

Nella nebbia
Novembre al mattino
esci di casa, 
la nebbia sulle strade
fari accesi, 
mondo ovattato, 
quasi scomparso,
visibilità ridotta.
Ma la bellezza sta nei prati, 
con quel manto che li ricopre,
emergono solo apparentemente spettrali gli alberi,
senza foglie.
Poi arriva l'alba, 
il sole seminascosto dalla nebbia la tinge, 
di un colore dorato.
Gli alberi si fanno più belli, luminosi, 
dietro questo manto grigio,
si intravede qua e là il verde dei prati.
Sulla pelle, quella sensazione umida, 
di tante goccioline fini fini che ti accarezzano il volto.
Ah, Novembre, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

venerdì 30 settembre 2011

Oh Nandina, che cresci col progressive rock


nandina fioritura150 Nandina, bacche e colore per tutto linvernoIl fogliame della nandina domestica cambia il suo colore ai primi freddi, passando in sfumatura dal verde all’arancio, al rosso, al porpora ma contrariamente ad altre piante che si colorano in autunno, la nandina, alle nostre latitudini, non perde le foglie. Le mantiene invece, come riesce a mantenere, a lungo, spesso fino a gennaio febbraio e oltre, le stupende bacche di cui si adorna dopo una leggiadra fioritura estiva in grappoli di delicati fiorellini bianchi.


nandina domestica500 Nandina, bacche e colore per tutto linverno

Da qualche anno a questa parte è comparsa, nelle aiuole e nei giardini delle nostre città, una pianta caparbia: è la nandina. E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca. E quando una pianta ti piace, devi parlarne per farla conoscere, soprattutto da quando la "Nandina è anche sul mio balcone. Ascolta tutti i giorni la musica che esce dalle mie casse e in pochi giorni, si sta facendo una bella scorpacciata di Steve Hackett e di Steven Wilson, i loro ultimi album del 2011. E devo dire che questa musica la rende ancora più bella, forte e robusta.  Osservandola, stupisce che riesca a sopravvivere (e anche piuttosto bene) nei risicati spazi urbani, tra inquinamento e trascuratezza. E questo ci dice solo una cosa: la nandina resiste a (quasi) tutto e, in più, è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!

E coltivarla è veramente facile: la nandina infatti non ha grandi esigenze nè per l’esposizione (apprezza il sole ma tollera molto bene la mezz’ombra: meno colori autunnali ma risaltano le bacche) nè per il terreno (grossi vasi e capienti fioriere le sono perfettamente congeniali) nè per l’acqua. E’ insomma una pianta parca, che si accontenta, ideale anche per chi non ha una grande pratica di coltivazione. Cresce lenta ma bella dritta (al massimo tocca i 2 metri), creando una vegetazione aerea e leggera nella parte alta dell’arbusto e piuttosto fitta in quella bassa, creando spesso rami nuovi a partire dalla base. Difficile che soffra di malattie, non teme il gelo e anzi, diventa stupenda quando le sue foglie si rivestono di brina ghiacciata (come nella foto) e le sue tonde bacche luccicano coperte di cristalli, come accade proprio nelle gelide e spoglie mattine di gennaio.

Dato il suo massiccio impiego (di forte impatto piantata in gruppi), è facile trovare questo arbusto in vendita nei vivai e nei garden. Ecco le varietà più “gettonate”:
nandina firepower150 Nandina, bacche e colore per tutto linverno- Nandina domestica ‘Alba’, belle bacche color crema invece che rosso corallo e foglie verdi
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro

nandina filamentosa Nandina, bacche e colore per tutto linvernoRara e difficile da trovare, ma molto interessante, è la Nandina ‘San Gabriel’ o ‘Filamentosa’, varietà eretta e compatta dal fogliame strettissimo, quasi aghiforme, che ricorda il bambù: diventa intensamente porpora in autunno ma non fruttifica.

giovedì 8 settembre 2011

Pianta un albero anche tu, dillo anche a Pino :-)

Tutti noi, nel nostro piccolo, bruciamo petrolio e liberiamo CO2 ogni volta che accendiamo la macchina per andare a lavoro, ci riscaldiamo con i termosifoni, guadiamo la televisione, viaggiamo, compriamo un libro. Gli alberi hanno la preziosa proprietà di assorbire l'anidride carbonica. Un faggio di 100 anni assorbe nel corso di un'ora 2,5 Kg di CO2 e libera 1,7 Kg di ossigeno nell'aria. Un solo albero assorbe quasi 10 Kg di anidride carbonica all'anno nei suoi primi dieci anni di vita. Un faggio alto 25 metri mangia ogni ora 2.350 grammi di anidride carbonica e produce 1.700 grammi di ossigeno. L’Italia produce 670 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Servirebbero quindi 1.340.000 km2 di boschi di noce, oltre quattro volte il territorio nazionale per compensare il nostro impatto. Ma se tutti piantassimo gli alberi necessari almeno a coprire la nostra produzione personale, sarebbe già un grandissimo passo avanti.

giovedì 1 settembre 2011

La Fine del Mondo Storto

La fine del mondo storto, romanzo di Mauro Corona edito da Mondadori.
 Vi consiglio la lettura di questo libro:

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica.
È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all'avanguardia, è perfettamente inutile. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato. Capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura,"l'inverno della morte bianca e nera", devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali costruendo trappole con i rami più teneri, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Segnati dalla fatica e dalla paura, i superstiti si faranno più forti e insieme anche più saggi. La fine del mondo storto raddrizzerà gli animi, cancellerà la supponenza del ricco e punirà l'arroganza del povero, che si ritiene l'unico depositario di coraggio e resistenza. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Facendo un passo indietro per trovare la voce più pura e poetica della natura imperiosa, e balzando in avanti con la forza di un'immaginazione visionaria e insieme intensamente realistica, Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.

domenica 28 agosto 2011

Alberi del nostro tempo

Gli Alberi non hanno tempo, 
crescono nel tempo e percorrono il tempo, 
vivendo il tempo 
oltre il nostro tempo. 
Hanno tutto il tempo che vogliono 
e nel luogo dove ora c'è terra domani può esserci il mare.



lunedì 28 marzo 2011

Gli alberi, il cielo, la vita



Trees by ~pnewbery on deviantART

Gli alberi


Alberi, ovvero natura maestosa, straordinaria, affascinante. Gli alberi sono i pilastri del cielo, quando non ci sarà più un albero sulla terra il cielo cadrà sull'uomo e lo distruggerà.

Ognuno di questi esseri è un amico con cui possiamo parlare, che sa ascoltarci, che riesce a curare le nostre turbe psicologiche e i nostri stress con la sua bellezza e la sua eleganza. L'albero ci da ossigeno, ci protegge con la sua ombra nelle giornate di caldo estivo, ci rasserena con il canto degli uccellini che vi fanno il nido, ci aiuta ad andare avanti in un mondo pieno di guai! Un uomo malvagio e senza cuore che brucia foreste e meravigliosi esseri viventi, non può avere redenzione, non ci può essere paradiso o luce.

Ogni crimine contro la natura è un crimine contro tutta l'umanità! Se ogni giorno perdiamo tanti alberi monumentali è proprio perchè le pene contro questi "esseri umani impazziti" sono minime o nulle! Se stiamo perdendo la bellezza è perchè nessuno la vuole tutelare con fermezza.

La distruzione del Creato porta alla maledizione eterna dell'uomo, nel suo io, ne suo animo più profondo, che viene a ritrovarsi nell'oscurità. Bisogna essere duri e spietati con quegli uomini malvagi e oscuri, senza scrupoli, che hanno a cuore solo il profitto, a scapito di creature bellissime. E' troppo comodo prendersela con degli esseri che non possono difendersi e che sono stati creati da Dio per far vivere, nel vero senso del termine, tutta l'umanità. Quando l'uomo malato, che si crede onnipotente, impazzito di potere e gloria, ritorce la sua ira e la sua bestialità contro gli alberi, la natura non può che ribellarsi... e lo fa con una ferocia distruttiva che uccide e cancella ogni forma di vita umana!

Uccidendo gli alberi, l'uomo impazzito uccide se stesso e la sue generazioni future, riducendole alla dannazione! Alberi, natura da salvare ad ogni costo, a costo della propria vita. Non sono oggetti da esibire in un giardino con feticci, sono l'anima del Creato. Sono creature da rispettare, allo stesso livello di una vita umana, vista la loro grandissima importanza. Negli ultimi tempi sta nascendo anche il turismo degli alberi millenari, ovvero si va a caccia di patriarchi di oltre 1000 anni per trascorrere una giornata diversa, ricca di emozioni al naturale, lontani dalle schifezze delle città e dagli inquinamenti.

Questo dimostra come ci sia un cambiamento profondo nelle abitudini dell'uomo contemporaneo, così schiacciato dalla massificazione e dalla volgarità, che ha un bisogno estremo di ricongiungersi con Madre Natura. E' sicuramente un fatto altamente positivo che si parli di salvare gli alberi e di renderli monumenti da visitare e ammirare, ma ripeto, non trattiamoli come merce o oggetti usa e getta. Gli alberi non sono mai volgari, hanno raffinatezza altissima, nelle loro svariate forme, nelle ramificazioni e nel tronco che vanno contorcendosi con l'età, attraverso i secoli e i millenni. L'albero cura la depressione e scaccia via la solitudine; l'albero cura il male oscuro dell'uomo disperato; se non c'è nessuno che possiamo stringere tra le nostre braccia, se ci sentiamo abbandonati, possiamo sempre abbracciare un grande albero e lui ci trasmetterà la sua energia vitale, il suo calore che vien fuori dalla corteccia o dai suoi odori.

Abbracciamo un albero, sediamoci alla sua base, proviamo ad ascoltarlo, basterà poco per sentire che anch'esso ha un'anima (incapaci e ignoranti quelli che dicono il contrario!). Il contatto con un grande albero è un insieme di emozioni che solo chi ama veramente la natura può capire. Alberi, creature sublimi da adorare... da amare per sempre! Alberto Colazilli

"Ciò che io so della Scienza divina
e delle Sacre Scritture
l'ho imparato nei boschi e nei campi.
I miei maestri sono stati i faggi e le querce,
non ne ho avuti altri.
Tu imparerai più nei boschi che nei libri.
Alberi e pietre ti insegneranno
più di quanto tu possa acquisire
dalla bocca di un maestro."

San Bernardo 

 fonte: clicca qui

sabato 12 febbraio 2011

La Poesia

Se la poesia non nasce
con la stessa naturalezza
delle foglie sugli alberi,
è meglio
che non nasca neppure

(John Keats)

venerdì 7 gennaio 2011

Sai che gli alberi parlano ?

Sai che gli alberi parlano?
Si, parlano l’uno con l’altro e parlano a te, se li stai ad ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato che valga la pena di ascoltare noi indiani, e temo che non ascolteranno nemmeno le altre voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi: talvolta qualcosa sul tempo, talvolta qualcosa sugli animali, talvolta qualcosa sul Grande Spirito. Tatanga Mani (da: Recheis-Bydlinski, Sai che gli alberi parlano?, Il Punto d’Incontro, 1994).

martedì 29 giugno 2010

Alberi

Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. 
Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta 
per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine. (Kahlil Gibran)