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sabato 17 settembre 2011

Sacconi föra dai ball !!

Beni comuni Acqua:
Sacconi vuole cancellare il referendum

Sacconi fa parte di quei politici che vogliamo cancellare dalla nostra storia. Di quei politici arroganti, forse coglioni. Che siano tutti quelli che finiscono in "oni" che se ne strabattono di quello che ha deciso il popolo sovrano, e non si smuovono dal loro "cadreghino" appellandosi al fatto che sono lì perchè li ha eletti il popolo sovrano.
Il vero problema è che non li abbiamo eletti, sono arrivati li, super raccomandati, amici del piduista del consiglio per compiere il disegno pensato da Gelli. Vogliono riuscirci a tutti i costi, vogliono sbattersene di noi, di quanto abbiamo affermato con il nostro voto referendario.
PRENDIAMO QUESTA DECISIONE !!!

CACCIAMO TUTTI GLI "ONI" DALLA STORIA
"E' tempo che Sacconi, insieme all'intero esecutivo, rimetta in discussione se stesso, altro che il referendum dell'acqua. Come dovrebbe essere chiaro a chiunque il voto di 27 milioni di italiani semplicemente si rispetta e un governo degno di questo nome lavorerebbe per dare migliore tutela alla risorsa acqua, aumentare il controllo pubblico e sostenere un grande piano di investimenti'.
Di "golpe" contro la volontà dei cittadini parla invece il Comitato Referendario '2 Sì per l'Acqua Bene Comune' che per questo chiede al ministro di dimettersi. "Il comitato legge con sconcerto" le dichiarazioni del Ministro al Convegno del Centro studi di Confindustria. "Si tratta di una dichiarazione che rappresenta di fatto un 'golpe' contro la volontà chiaramente espressa il 12 e il 13 giugno 2011 di 27 milioni di cittadini e garantita dalla nostra Costituzione, la stessa alla quale il ministro Sacconi deve attenersi", osserva il Comitato.

sabato 11 giugno 2011

Le Scorie Radioattive e la Guerra nel mondo

Dopo lo scandalo sullo smaltimento di scorie nucleari nelle zone rurali del Paese, scoperto da France 3 con un recente documentario, in Francia scoppia l’ennesimo scandalo nucleare, che investe direttamente lo Stato e le istituzioni pubbliche preposte alla gestione della produzione energetica nucleare. Stavolta è stata la rete televisiva Artè a scoprire, con un documentario-inchiesta intitolato “Déchets: le cauchemar du nucléaire”, dove vanno delle grosse quantità di scarti nucleari transalpini. L’inchiesta, ripresa dal quotidiano Libération, ha scoperto che la Francia ha stoccato in modo totalmente abusivo degli elevati quantitativi di scorie nucleari in Siberia.
L’inchiesta di Artè ha svelato che il 13% delle scorie radioattive francesi sarebbero attualmente stoccate nel complesso atomico russo di Tomsk-7, in Siberia e che ogni anno 108 tonnellate di uranio impoverito provenienti dalle centrali atomiche francesi verrebbero spedite in Russia e scaricate a cielo aperto. “Come e perché le scorie francesi sono arrivate in Siberia?”, si chiedono gli autori del documentario, prima di seguire le scorie. I container vengono imbarcati a Le Havre, su navi che attraversano la Manica ed il Baltico, fino a San Pietroburgo, poi sono caricati a bordo di un treno che li porta fino al complesso atomico di Tomsk-7, in Siberia. In questo impianto l’uranio viene sottoposto ad un processo di arricchimento, appena il 10% dell’uranio trattato viene così recuperato, e rispedito in Francia dove viene reintrodotto nel processo di produzione di energia.
Il resto, il 90% del materiale che arriva in Siberia, non è riutilizzabile, diventa di proprietà dell’impresa nucleare russa Tenex e rimane stoccato a cielo aperto. Gli ecologisti russi e francesi di Greenpeace accusano il governo francese di abbandonare le proprie scorie radioattive in Russia, e di non essere capaci di gestire il plutonio, una materia molto pericolosa. Naturalmente questo risultato, portato alla luce e all’attenzione dell’opinione pubblica, pone delle serie questioni. Prima di tutto, come si legge suLibération: “La scarsa sicurezza del trasporto delle scorie per ottomila chilometri, la pericolosità dell’accumulo di questi materiali e la dubbia efficacia del trattamento a cui vengono sottoposti”.


Fortissimo l’imbarazzo di Edf, un cui portavoce ha affermato che “I rifiuti radioattivi prodotti dal trattamento dei combustibili restano in Francia dove sono custoditi in depositi in tutta sicurezza”. Nonostante questo tentativo “a caldo” di rassicurare, restano vive le immagini dell’inchiesta condotta da Eric Guéret e Laure Noualhat, che mostrano in maniera inequivocabile e dettagliata contenitori con combustibile nucleare usato stoccati accanto ad una ferrovia in Siberia senza nessuna precauzione. Direttamente sul terreno.
In Francia, alle rassicurazioni da parte dei vertici di Edf, soprattutto dopo le fughe radioattive di Tricastin, oramai non crede quasi più nessuno, ad iniziare dall’associazione ambientalista “Sortir du nucléaire”, che dichiara: “Mentre il ministro dell’ecologia si accontenta di chiedere un’inchiesta,  con l’obiettivo evidente di guadagnare tempo perché l’affaire sparisca dall’attualità, la nostra associazione chiede il ritorno in Francia delle scorie radioattive francesi abbandonate da Edf in Russia”. In effetti, il segretario di Stato all’ecologia francese, Chantale Jouanno, ha dichiarato di essere favorevole all’apertura di un’inchiesta interna dell’azienda energetica Electricité de France (Edf) sullo stoccaggio di scorie nucleari francesi in Siberia, pur senza “trarre conclusioni affrettate”, quasi a mettere in dubbio la validità del lavoro di Artè, poi ha aggiunto: “A partire dal momento in ci sarà un dubbio, è normale che l’opinione pubblica sarà informata”.
Si tratta certamente di una forte manifestazione di imbarazzo nell’affrontare questo nuovo pasticcio, che arriva dopo anni di incidenti, fughe radioattive, ritrovamenti di scorie sepolte in zone rurali della Francia stessa. Tutti eventi che minano e screditano quel nucleare che i francesi stessi hanno sempre definito “sicuro”. Così com’é completamente ingiustificabile che l’industria nucleare francese si sbarazzi all’estero dei suoi rifiuti radioattivi. L’argomentazione ingannevole di Edf che pretende che non si tratti di scorie ma di “materiale valorizzabile”, e quindi recuperabile e riciclabile, non può essere posta: si recupera il 10% del materiale, il resto rimane in Russia, e si tratta di rifiuti nucleari.
“Bisogna che la Francia nucleare si assuma le conseguenze delle sue attività e ne renda finalmente conto davanti all’opinione pubblica”, continua il comunicato di “ortir du nucléaire”, “I cittadini francesi devono in questa occasione prendere coscienza dell’accumulazione drammatica di diverse categorie di rifiuti e  residui radioattivi prodotti dall’industria nucleare e dell’assenza di soluzioni per queste scorie. Il rimpatrio in Francia delle scorie radioattive spedite in Russia obbligherà le autorità francesi a tentare di trovare un sito di stoccaggio, pur sapendo che è più difficile trovare un sito del genere in Francia che in fondo alla Siberia. Questo permetterà di ricordare che, malgrado le manovre indegne, lo Stato francese non riesce, da molti mesi, ad imporre la realizzazione di un sito di interramento delle scorie radioattive: i tentativi fatti nell’Aube all’inizio del 2009 sono stati respinti dalle popolazioni locali e dalle associazioni antinucleari”.
Gli ambientalisti francesi fanno la lista di altre scorie che la Francia ha nascosto in altri Paesi come gli “sterili”, vere montagne di residui dell’estrazione di uranio abbandonati a cielo aperto in Niger da Areva. La scoperta della discarica nucleare francese in Russia mette fortemente in dubbio quel che Edf ed Areva propagandano con una massiccia campagna sui media: “Il 96% delle scorie nucleari francesi sono riciclate”, secondo alcuni quotidiani francesi, si tratta invece di una campagna di disinformazione che Edf dovrebbe addirittura rettificare.
A dimostrazione di questo, l’inchiesta di Artè arriva appena una settimana dopo l’incidente avvenuto nell’impianto in dismissione di Cadarache vicino Marsiglia, che produceva fino al 2003 carburante MOX, incidente valutato livello 2 dal Commissario per l’energia atomica: durante la dismissione sono stati registrati livelli di radioattività decisamente oltre la soglia consentita. Analizzando l’accaduto, è stato scoperto che nei depositi c’è molto più plutonio di quanto ne fosse stato dichiarato: 39 chili al posto di 8 chili.
Un errore pericolosissimo, poichè come ricorda l’ASN (Autorité de sûreté nucléaire): “Quando vi è una massa critica di materiale nucleare e vi sono determinate condizioni ambientali, si può innescare una reazione nucleare a catena. Di certo vi è che i margini di sicurezza a questo punto si sono abbassati”, ma anche un errore grossolano e madornale, nella valutazione della quantità del materiale depositato. Un errore che un qualunque tecnico nucleare non dovrebbe mai commettere. Un errore di superficialità. Cosa che nel settore del nucleare nessuno può permettersi. L’impianto in questione, forniva carburante specialmente al mercato tedesco, era in attività dal 1961 e l’attività fu sospesa nel 2003 perché la zona si rivelò ad alto rischio sismico. Nel corso della pulizia e della dismissione di 450 contenitori di plutonio, il Commissario per energia atomica a potuto constatare che la quantità del materiale radioattivo era nettamente superiore a quello dichiarato.
Quanto accade in Francia, dove oramai l’intero sistema nucleare sta svelando i suoi scheletri nell’armadio, è l’ennesima dimostrazione del fatto che non esiste una soluzione sensata al problema delle scorie. Problema che nella nostra Italia viene addirittura affrontato con estrema superficialità, nel programma berlusconiano di rilancio del nucleare. Infatti da noi si preferisce annunciare, con la pomposità di uno spot elettorale, nuove centrali, ma mai si racconta come si prevede di smaltire i rifiuti radioattivi.
Eppure, in preda ad una follia collettiva da parte delle forze di governo italiane, mentre il resto del mondo ragiona sul come abbandonare la produzione per via atomica di energia elettrica, da noi da qualche anno si è tornati a parlare dell’energia nucleare addirittura come di “un’energia verde”. Si racconta che la filiera nucleare è chiusa, che i materiali radioattivi sono riutilizzabili, che si ridurrebbe la dipendenza dal petrolio e si attenuerebbero le emissioni di anidride carbonica. Peccato che la realtà sia quasi all’opposto.
Alessandro Iacuelli
tratto da www.altrenotizie.org

domenica 29 maggio 2011

Acqua 12 Giugno si vota SI per il sangue della Vita




REFERENDUM, uno strumento democratico che ci vogliono SCIPPARE, 
fermiamo con il voto del popolo sovrano questo folle Caimano
12 GIUGNO 2011  4 SI



L’acqua, è il sangue della terra
l’acqua è vita, l’acqua scorre libera
e non c’è niente che sia, più importante sul pianeta
di questo liquido magico che mescola e rimescola
l’acqua gira nella giostra della vita
ciclicamente evapora e precipita
bagna ogni cosa, la nutre, poi scorre via
sulla sua scia ogni anima resuscita
due atomi di idrogeno e uno solo d’ossigeno
è questa la mia pozione magica
h20 è quello che mi serve
l’acqua mi penetra, mi lava e mi purifica

sono politici, mafiosi e multinazionali
a succhiare il sangue nostro e della terra
all’assalto del pubblico predoni e criminali
nuotano nell’oro mentre seminano guerra
e se l’acqua è l’anima del mondo
della vita la più preziosa essenza
non lasciamo che la fame senza fondo
del dio denaro la divori e ci lasci senza

din don, sveglia!
la guerra dell’acqua è iniziata,
con le leggi dei servi della proprietà privata
perciò su la testa, e schiena dritta
per questa lotta non è prevista la sconfitta!
questa è l’ora del riscatto,
e che parta dal basso,
la democrazia dell’acqua contro il loro ignobile ricatto!
nella storia dell’umanità ,
chi governa l’acqua comanda
è una questione di civiltà
rispondiamo tutti insieme come un’onda,
è una questione di diritti,
non si può subire e stare zitti!
è una questione di sistema
che chiede troppo a tanti e tratta pochi con i guanti
perciò ,
sveglia! alza la testa!
lotta dove vuoi, come puoi, in ogni situazione,
difendi l’acqua pubblica e quello che ci resta
dei nostri diritti e di ogni bene comune!

Referendum 2011: vai a votare e vinci concerti e spettacoli gratis

Referendum su Acqua, Nucleare, Legittimo Impedimento, vota SI perché avvenga il cambiamento e fare in modo che il Berluska non sia contento.
Concerti gratis, cene scontate, spettacoli di teatro senza il problema del biglietto. E’ tutto possibile. Basta andare a votare per i prossimi Referendum del 12 e 13 giugno. Stiamo parlando di San Tommaso is back (dal nome del Santo che non credeva se non metteva il dito!), iniziativa della cantautrice romana Pilar e dalla producer Giovanna Mirabella. All’ingresso delle manifestazioni, invece del ticket basterà infatti mostrare la tessera elettorale col timbro che dimostri che si è andati effettivamente a votare.

L’obiettivo è quello di “boicottare il boicottaggio”, dando una risposta concreta agli ‘atteggiamenti delle reti televisive a proposito dei misteriosi spot sui referendum e fare in modo che si raggiunga il quorum del 50% più uno dei votanti,così che le consultazioni del 12 e 13 giugno su acqua, nucleare e legittimo impedimento siano valide.

“Volevo fare qualcosa di concreto – dice Pilar (il cui vero nome è Ilaria Patassini), vincitrice di Musicultura, finalista al Premio Tenco e Migliore interprete 2010 al Festival Europeo della canzone Mediterranea – per sostenere un referendum troppo importante per essere ignorato. La sera del concerto sarò alla porta per verificare con i miei occhi che gli ospiti abbiano compiuto il loro diritto-dovere, di votare il referendum su acqua, energia nucleare, legittimo impedimento“.

Il progetto è stato immediatamente accolto da diverse parti del mondo. Da Enna, Napoli, Milano, Treviso, Palermo ci saranno artisti, ristoratori, musicisti e altri che aderiranno all’iniziativa. Addirittura anche da New York, ci sarà l’attore Jacopo Cullin ad esibirsi.

Pilar dirà sì ai quattro quesiti, così come hanno fatto vari artisti nei concerti per il referendum nei giorni scorsi: Giuliano Palma & Bluebeaters, Simone Cristicchi, Almamegretta, Paola Turci e tanti altri, hanno deciso di dire sì per frenare la costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese, sì per opporsi alla privatizzazione dell’acqua pubblica e sì contro il legittimo impedimento: la legge deve essere uguale per tutti.

Fonte: http://music.fanpage.it/referendum-2011-vai-a-votare-e-vinci-concerti-e-spettacoli-gratis/#ixzz1NjZlUCVR

lunedì 23 maggio 2011

UN SI MUSICALE per dirvi che si vota il 12 Giugno per 4 REFERENDUM


Un Si musicale, per dire 4 SI al referendum del 12 Giugno. Ve lo diciamo cantando con un SI MUSICALE, perché questo nostro governo di corrotti mafiosi piduisti, ha comperato le televisioni e non ha nessun interesse a informarvi. Il popolo sovrano è solo una farsa mediatica, in realtà il grande cavaliere nero vuole decidere per VOI. Abbattetelo con il voto del 12 Giugno. Mandiamolo a casa insieme a suoi amici mafiosi.
ORA BASTA, TUTTI A CASA DOBBIAMO CACCIARLI con il NOSTRO VOTO DEL 12 GIUGNO. Dillo al tuo vicino che non si collega ad internet, dillo al tuo cugino, al tuo amico, alla tua nonna, alla tua mamma, alla tua zia, e dille anche che vincerà Pisapia :-))

domenica 22 maggio 2011

Nucleare si deve votare ancora e si vota il 12 giugno

In questo momento di confusione politica, le principali testate giornalistiche hanno titolato “Il Governo cancella il nucleare. Cambia la legge, stop alle centrali” e molti ora si chiedono se sia vero e se si debba ancora andare a votare il referendum sul nucleare

Nucleare si deve votare ancora

Si dovrà andare a votare il referendum sul nucleare? Per ora la risposta è SI. Lo scorso 20 aprile il Governo ha iniziato al Senato, l’iter legislativo per sospendere il nucleare allo scopo di evitare il referendum. Ad oggi sono ancora in vigore tutte le norme sul ritorno al nucleare poichè il decreto dovrà prima essere votato alla Camera e successivamente essere convertito in legge per produrre i suoi effetti.
Una volta attivo, la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi in merito e decidere se il nuovo emendamento è in linea con lo spirito delle richieste dei promotori del referendum e se quindi cancellare il quesito sul nucleare. La decisione dovrebbe arrivare tra il 20 e 30 maggio 2011 ed il risultato non è per niente scontato.
Quindi si, dovremo andare a votare il referendum.
Referendum sull'acqua ( 2 quesiti), sul nucleare, sul legittimo impedimento


Il bluff

Il Governo il 20 aprile 2011 con l’emendamento n. 5800 all’art. 5 del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34 (decreto legge “omnibus“), ha iniziato l’iter legislativo per la sospensione del programma nucleare.

L’emendamento recita: “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare“.

Se l’emendamento può essere considerato di fatto uno stop,il referendum avrebbe abrogato tutte le norme a riguardo. Se la Corte di Cassazione dovesse decidere di non effettuare il referendum, il Governo teoricamente potrebbe ripristinare quando vuole il decreto sul nucleare. In sostanza se ne riparlerebbe dopo il referendum sugli altri due temi: acqua e legittimo impedimento.

Il ministro Paolo Romani commenta così le ultime vicende: “Abbiamo rivisto l’impostazione sul nucleare data nel 2009 e rinviamo una decisione così importante ad un chiarimento complessivo in sede Europea“. “Il rientro nel programma nucleare” deciso dal governo nel 2009 “era coerente con un quadro ché è drammaticamente cambiato” dopo l’incidente in Giappone. “Coerenza vuole che la riflessione si trasformi nella revisione di quel programma”. Ed aggiunge “I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’ onda d’emozione assolutamente legittima ma senza motivi chiarezza”.

Il presidente Berlusconi invece dichiara: “L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare. Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo. L’energia nucleare è sempre la più sicura.”.
Con questa dichiarazione, si svelano forse i veri intenti del Governo: il recente emendamento mascherato come “ripensamento” sul ritorno al nucleare ha l’unico scopo di boicottare il referendum, riprendendo la scelta del nucleare dopo giugno.

Il Governo afferma che le recenti vicende Giapponesi hanno scosso profondamente l’animo del popolo italiano, non consentendogli di effettuare una scelta consapevole e lungimirante su di un tema così importante. E’ anche vero però che le firme contro il Nucleare sono state raccolte circa un anno prima delle vicende giapponesi per cui questa decisione vanificherebbe le decisioni dei cittadini firmatari e potrebbe essere inteso come un vero e proprio colpo di mano istituzionale alla decisione popolare.

Secondo l’opposizione il decreto camuffa anche una seconda verità: tolto il nucleare, il referendum perderebbe attrattiva. Senza ombra di dubbio questo quesito è più di tutti quello che tocca il cuore e l’anime degli italiani e muoverebbe moltissime persone alle urne, allontanando il pericolo del mancato raggiungimento del quorum (il 50%+1 dei votanti per considerare valido il referendum). Grazie alla cancellazione del quesito, potrebbero non esserci abbastanza italiani a votare il referendum, facendo così decadere i risultati sul Legittimo Impedimento e sulla Gestione dell’acqua.

Secondo noi di votoil12giugno.it, a prescindere dalla decisione della Corte di Cassazione, dovrebbero scegliere e quindi recarsi alle urne a votare tutti i temi referendari.

sabato 21 maggio 2011

Referendum 12 e 13 Giugno, passaparola

Il 12 e 13 Giugno non lasciare che altri decidano per te! Il popolo è sempre sovrano, non sono quando fa comodo.
Volevano farti credere che i referendum fossero stati annullati per impedirti di esprimere il tuo parere, ritendendo che tu, parte del popolo avresti votato colto dall'emotività. Ma il popolo è capace di pensare con la propria testa, non ha bisogno di delegare nessuno per scelte cosi' importanti come l'acqua, il nucleare, il legittimo impedimento, perchè tutti siamo uguali davanti alla legge.
Divagando mi vine in mente una poesia di Bertold Brecht e allora ve la cito, fa pensare, che tutti noi possiamo pensare con la nostra testa.

"Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare."

E allora non farti scappare questa occasione di pensare, corri a VOTARE, dillo a tutti, passaparola perchè i MEDIA di Regime faranno di tutto per non farti sapere che il 12 e 13 Giugno del 2011 si vota su 4 quesiti importantissimi per il futuro dell'umanità. NON LASCIARE CHE LORO DECIDANO PER IL NOSTRO DESTINO 



martedì 17 maggio 2011

97% mica bruscolini

Il quorum sardo potrà essere sommato al referendum abrogativo nazionale del 12 giugno

nucleare_sardegnaLa Sardegna dice fermamente NO al nucleare sull'isola. Un contrarietà netta, voluta dal 97,64% dei votanti al referendum consultivo (affluenza 60%) tenutosi in concomitanza alle elezioni amministrative.
IL quesito chiedeva: "Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?"

"Sì". Dalle operazioni di spoglio è risultato che nel Cagliaritano i "sì" hanno raggiunto il 96,66%, nell'Oristanese il 98,17%, nel Medio Campidano il 97,77%, nella provincia di Carbonia-Iglesias il 95,89% e in quella di Olbia-Tempio il 96,39%. Per quanto riguarda le altre province, nel Nuorese ha respinto il nucleare il 97,78% dei votanti, nel sassarese i Si sono pari al 97,82%, mentre in Ogliastra hanno raggiunto il 97,60%.
Soddisfatto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci: "Sono felice e fiero di questo risultato, di questa grande prova dei sardi. Sono fiero della coesione della Sardegna capace di dare una prova di unità di fronte a una scelta da cui dipende il nostro futuro". Cappellacci si è poi augurato che questo risultato "sia l'inizio di una stagione diversa in vista delle scelta strategiche per l'isola".
"Aver superato il quorum è importantissimo - spiegavano le associazioni ed i partiti promotori, (PD, IDV, Sardigna natzione Indipendentzia ecc) - perché, in caso di mancato quorum al referendum nazionale e se il risultato della consultazione vedrà prevalere i contrari al nucleare, la Sardegna potrà far valere il parere contrario nell'ospitare centrali nucleari (possibilità sancita dalla sentenza n. 33 del 2 febbraio 2011 dalla Corte costituzionale)".

ABROGATIVO. Ricordiamo che la Sardegna è l'unica Regione italiana che è stata chiamata ad esprimersi sul nucleare attraverso un referendum consultivo; da non confondere con quello abrogativo fissato per il 12-13 giugno 2011.

venerdì 6 maggio 2011

Censura in Raimediaset sui Referendum

RICEVO E PUBBLICO QUESTO APPELLO INVITANDO TUTTI A DARSI DA FARE. L’ACQUA NON SI TOCCA E GIà CHE CI SIAMO OGGI NEMMENO LE SPIAGGE.

Ciao a tutti,

confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!

Mariachiara Alberton

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RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum
lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone
========================================================
Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV. I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il
 12 giugno. QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.



Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ?
Copia-incolla e pubblicizza il 
referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!

mercoledì 27 aprile 2011

Nucleare: dichiarazioni Berlusconi una "vergognosa pagliacciata"

Comunicato stampa - 26 aprile, 2011
A proposito delle affermazioni di Silvio Berlusconi sui motivi che hanno spinto il Governo a decidere la moratoria sul nucleare, il Direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, commenta:
"Le dichiarazioni di Berlusconi svelano, se ce ne fosse ancora bisogno, il segreto di pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il Referendum del 12 giugno. Il nucleare è una tecnologia in declino e può sembrare "il futuro per tutto il mondo" soltanto a una persona la cui testa in questa materia è rivolta al passato. Il peso del nucleare sulla produzione di elettricità globale è sceso dal 17,5 per cento del 1999 al 13 per cento del 2009, e questa tendenza continuerà. Dopo Fukushima, infatti, sarà più difficile estendere la vita utile degli impianti più vecchi, cosa che accelererà il declino del settore, che è già in atto".

giovedì 21 aprile 2011

Il referendum Nucleare c'è insieme ad altri referendum

La voce inizia a circolare in queste ore, dopo lo choc della notizia sul Referendum del 12/13 giugno in materia di Nucleare. Dopo il dietro front del Governo sulla legge “famigerata” oggetto di richiesta abrogativa, ci sarebbe stata secondo alcuni la paura che l’effetto Fukushima avrebbe favorito il quorum anche sugli altri quesiti (soprattutto quello sul legittimo impedimento).CIOE’ - In pratica, nonostante questa fosse un’ottima occasione per propagandare quella cultura dell’elettore sovrano che da mesi predica il buon Silvio, il governo avrebbe preferito evitare le urne e, complice l’effetto delle notizie dal Giappone sulla pancia dell’opinione pubblica in tema nucleare, evitare che per una volta agli italiani evitassero di preferire il mare. Anche perché raggiungere il quorum avrebbe potuto voler dire rendere efficaci anche gli altri quesiti, uno dei quali andava contro il legittimo impedimento. Oggi come oggi, un tema delicato. Eppure su Facebook e in Internet qualcuno non parla più di “Referendum morto”, e dice che le votazioni potrebbero comunque avvenire. Ecco perché.

CORTE COSTITUZIONALE - Una sentenza della Corte Costituzionale datata 1978 (non era certo un periodo in odore di anti berlusconismo), più precisamente la numero 16, in materia di Referendum abrogativi e legge. Dice questa sentenza, utilizzata per costruire il corpus di altre successive (compresa la numero 68 dello stesso anno), che “il tema del quesito sottoposto agli elettori non é tanto formato – in questa come in tutte le ipotesi del genere – dalla serie delle singole disposizioni da abrogare, quanto dal comune principio che se ne ricava”. E sempre la Corte Costituzionale aveva specificato anche che i Referendum non vengono a decadere, in caso di variazioni delle leggi, e che, se l’abrogazione parziale da parte del legislatore se non ottiene lo stesso risultato che si otterrebbe col referendum, allora non lo vanifica. In parole poche il tutto si riconduce a una considerazione principale: il principio generale del Referendum in questione quale sarebbe? Abrogare l’effetto di una legge (avere il nucleare ora) oppure evitare il ritorno del nucleare anche in futuro?

sabato 26 marzo 2011

C'era una volta Roma Ladrona. Oggi c'è MARONI LADRONE

Il Ministro Maroni nonostante le persone si siano mobilitate per chiedere che i referendum sull'acqua e il nucleare fossero accorpati insieme alle elezioni amministrative di Maggio e abbiano inviato nella sua casella email tantissime firme, MARONI ha scelto di non tenere conto dei cittadini. Gli interessi di questo governo si vede che sono altri, vogliono che la gente non voti per i referendum per fare affari con la mafia, la camorra e l'andrangheta.
I referendum pertanto saranno il 12 e 13 Giugno e noi voteremo SI. Non ci stancheremo di informare le persone, che in quesi giorni si dovrà votare per un nuova Italia.

venerdì 11 marzo 2011

E' vero che il giorno sapeva di sporco. Terremoto e fuga di radiazioni

Come avrai appreso dai media, oggi il Giappone è stato colpito da un violento terremoto e dallo tsunami che si è abbattuto sulle coste. Proviamo un profondo dispiacere per le vittime e una profonda preoccupazione per i danni che il terremoto e lo tsunami potrebbero provocare agli impianti nucleari.
Da notizie stampa apprendiamo che sono stati spenti venti reattori nucleari in quattro centrali e che finora non è segnalato alcun rilascio di radiazioni. Ci preoccupa in particolare la centrale nucleare di Fukushima, dove potrebbero essersi danneggiati i sistemi di raffreddamento dei reattori e i depositi dei rifiuti radioattivi. Anche se vengono spenti immediatamente, i reattori devono essere raffreddati e servono grandi quantità di acqua per evitare il rischio di surriscaldamento e fusione.
Anche se ben progettato, un reattore è vulnerabile ai terremoti e le operazioni di riparazione in una centrale nucleare possono richiedere tempi lunghi e costi non indifferenti. Noi continueremo a monitorare, sperando che le indagini sugli impatti agli impianti vengano condotte in modo indipendente e comunicate al pubblico.

Non permettere che il nucleare minacci anche l'Italia. Puoi fermare i piani nucleari del nostro governo votando SI al referendum. Chiedi a Maroni di accorpare l'appuntamento referendario con le elezioni amministrative di maggio.

Grazie!
AGISCI SUBITO AGISCI ORA AGISCI SUBITO
Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia