giovedì 6 febbraio 2003

RETE LILLIPUT - Comunicato stampa del 4/2/2003

IRAQ - RETE LILLIPUT LANCIA AL CAMPAGNA DI PRESSIONE ELETTRONICA "CHIEDO UN VOTO DI PACE" DESTINATA AI PARLAMENTARI. UN SOFTWARE AVANZATO PER RAGGIUNGERE DIRETTAMENTE IL DEPUTATO DEL PROPRIO COLLEGIO

Il 70% degli italiani è contro la guerra preventiva annunciata dagli Stati Uniti contro l'Iraq. Per favorire un'opposizione civile ed efficace al conflitto Rete Lilliput lancia una petizione on line per raggiungere i parlamentari italiani con un appello a favore della pace. Dal sito
http://www.retelilliput.org - grazie ad un sistema ideato appositamente dai tecnici lillipuziani - e' possibile per i cittadini italiani spedire al parlamentare del proprio collegio un messaggio contro la guerra.
All'interno dell'appello vengono rivolte tre esplicite domande
all'onorevole di turno:
a) Quali iniziative ha assunto o intende assumere per prevenire questa catastrofe?
b) E' favorevole o contrario alla guerra contro l'Iraq?
c) E' favorevole o contrario al coinvolgimento dell'Italia
nella guerra contro l'Iraq, anche attraverso un coinvolgimento indiretto (concessione delle basi e dello spazio aereo)?
Con questo appello Rete Lilliput invita i cittadini ad effettuare pressione presso i deputati e i senatori affinché le istituzioni parlamentari, in quanto rappresentanti della popolazione italiana, agiscano responsabilimente in accordo con il diffuso rifiuto della guerra, Rete Lilliput parteciperà inoltre alla manifestazione contro la guerra programmata per il 15 febbraio a Roma che vedrà insieme tutte le realtà internazionali impegnate nella costruzione di un mondo di pace.

Gb, blitz nel porto di Southampton. Proteste e arresti anche all'aeroporto irlandese di Shannon (di Orsola Casagrande, da "il manifesto" del 5 febbraio 2003)

Nuova azione ieri degli attivisti di Greenpeace nel porto militare di Southampton: diverse persone sono riuscite a penetrare nel super protetto settore del porto e ad incatenarsi ai carrarmati destinati al Golfo Persico. Da Portsmouth dovrebbero partire nei prossimi giorni diverse navi cargo, ma il porto è ormai da quasi due settimane diventato il nucleo delle azioni di Greenpeace. Infatti, lunedì scorso la Rainbow Warrior, la barca di Greenpeace famosa per i suoi atti di pace, è arrivata per bloccare il porto e impedire ai materiali di guerra di essere imbarcati e quindi mandati nel Golfo. Lunedì il ministero della difesa ha chiesto all'Alta corte di bloccare con una ingiunzione le azioni future di Greenpeace. Ma ieri gli attivisti hanno fatto il bis, mentre in tribunale i legali dell'associazione presentavano ricorso contro gli arresti dei giorni scorsi sostenendo che la polizia non aveva il diritto di salire a bordo della Rainbow Warrior. Le azioni di Greenpeace seguono di un paio di settimane la due giorni contro la guerra che si è svolta a Londra, davanti al quartier generale di Woodworth. Fino a questo momento l'azione più eclatante è stata però quella dei due macchinisti che in Scozia si sono rifiutati di guidare i treni destinati alla base Nato scozzese e carichi di materiali bellici da spedire nel Golfo. Intanto sono decine i presidi che si stanno organizzando in tutto il paese davanti alle basi Nato e ai porti militari. Nonostante la scarsa pubblicizzazione, anche in Irlanda il movimento contro la guerra continua ad organizzare eventi. Il più importante è certamente il campo pacifista permanente davanti all'aeroporto di Shannon. Il governo irlandese infatti ha concesso agli Stati uniti di utilizzare Shannon per gli aerei diretti nel Golfo. Nei giorni scorsi ci sono stati diversi arresti: alcuni attivisti infatti sono riusciti ad avvicinarsi agli aerei da guerra e a danneggiarli a colpi di ascia e martello. Per i cinque pacifisti arrestati lunedì è stato confermato l'arresto per danneggiamento. Il Sinn fein, i verdi, l'Irish socialist party, tutti contrari alla guerra contro l'Iraq, hanno presentato diverse mozioni in parlamento per chiedere al governo di spiegare la concessione dell'aeroporto di Shannon all'aviazione militare americana.

domenica 2 febbraio 2003

Quando ero bambino restavo muto e affascinato

guardando all' orizzonte il crescere costante

del cemento armato.

Poi, crescendo scoprii l' importanza e la vitalità  del vento.

 

...Martin si svegliava nella capanna di giunco e...

Osservava il soffio del vento ,

cullare le fronde degli alberi nella grande foresta.

 

...Sentiva il profumo della natura

accarezzava la sua purezza,

niente tristezza, niente paura.

 

Mentre io, sentivo l'ululare del vento

imprigionato dai blocchi di cemento.

fonte: dal Libro " Dalla realtà all'immaginazione "

sabato 1 febbraio 2003

La rivista, USA, Time sta facendo un sondaggio on line fra i suoi lettori per verificare quale sia il paese che,
secondo l'opinione pubblica internazionale, costituisce oggi la più grave minaccia per la pace nel mondo.
Propone come ipotesi di risposta tre paesi:
Nord Corea, Iraq, USA.
Per ora, dopo oltre 300.000 risposte, gli USA sono in testa con oltre l'80% dei voti.
Sono perciò già in testa, ma facciamo il nostro dovere di alleati aiutandoli a stravincere.
PARTECIPATE AL VOTO!
Il sito è:
www.time.com/time/europe/gdml/peace2003.html
dal sito: www.emergency.it
Venerdi 31 Gennaio 2003 ore 10:15 AM
argomento: Iniziative Nazionali fonte: paola ballardin Sede
PACE: due importanti iniziative a Milano e Roma

MILANO 10 FEBBRAIO 2003
Nell'ambito delle iniziative di mobilitazione contro la guerra, segnaliamo che a MILANO si svolgerà una serata di "Parole e Musiche contro la Guerra" presso il Mazda-Palace (MM Lampugnano) Lun. 10 feb. 2003 ore 20- con la partecipazione di artisti e relatori come Vinicio Capossela, Moni Ovadia, Jovanotti, Mercanti di Liquore, Dario Fo e Franca Rame, Paolo Rossi, Alex Zanotelli, Fabio Alberti, Gino Strada (in collegamento telefonico) e tanti altri.



Ingresso a Sottoscrizione: 5 euro; tagliandi di ingresso disponibil presso Emergency, via Orefici 2 (4 piano) -da lun a ven 10-18.

ROMA 15 FEBBRAIO 2003
Emergency co-promuove e partecipa alla manifestazione Nazionale contro la guerra che si terrà il prossimo 15 febbraio a Roma in concomitanza con numerose altre manifestazioni in tutte le capitali europee e in molte città del mondo.

E' importante che la presenza del "popolo di Emergency" sotto i nostri striscioni sia imponente, quindi invitiamo tutti a partecipare informandosi a livello locale sulla disponibilità di treni speciali o autobus organizzati anche da altre associazioni (CGIL, ACLI, ARCI, ecc.). Al più presto vi comunicheremo il luogo e l'ora di ritrovo a Roma. Da Milano partiranno treni speciali per i quali saremo in grado di dare dettagli nei prossimi giorni. Sul sito
www.fermiamolaguerra.it saranno forniti dettagli sulla manifestazione (ora di partenza, percorso del corteo, piazza di arrivo, ecc.), ancora in fase di definizione. Vi aspettiamo numerosissimi!


Paura a sinistra

di RICCARDO BARENGHI
Di fronte a un proclama, un pronunciamento come quello del presidente del consiglio, l'opposizione poteva imboccare due strade. Reagire o spaventarsi. Si è spaventata. Di fronte all'ipotesi di una condanna del presidente del consiglio e di conseguenti (chissà perché, basterebbe cambiare premier mantenendo la stessa maggioranza) elezioni anticipate, i dirigenti dell'Ulivo sono stati presi dal panico. Forse, chissà, speravano che la Cassazione spostasse i processi, così da poter essere loro ad attaccare e non a difendersi.

Ma perché devono difendersi, da che cosa devono difendersi? Silvio Berlusconi non è un perseguitato dai giudici, è un ricco e potente imprenditore passato alla politica accusato di aver commesso decine di reati, per alcuni è stato condannato, per altri prescritto per decorrenza termini (grazie ai suoi cento avvocati), per qualcuno assolto, per altri ancora è sottoposto al giudizio di un tribunale, appunto quello di Milano. Se Berlusconi ha corrotto la Guardia di finanza, ha finanziato illecitamente i partiti, ha falsificato i bilanci, ha corrotto o fatto corrompere magistrati, non è stato perseguitato né dai giudici né dalla sinistra, né da dio. Si è perseguitato da solo. Basterebbe dire questo.

Oppure gli si potrebbe dire che il punto non sono né i giudici né le elezioni né l'investitura popolare. Fumo negli occhi, specchietti per le allodole (e le allodole ci sono cascate). Ma come, uno che da due anni fa la politica più antisociale che l'Italia abbia mai conosciuto, attaccando nel profondo i diritti di chi lavora e anche di chi il lavoro non ce l'ha , che si permette di usare il parlamento come fosse il suo servitore, che si inginocchia di fronte al presidente americano e alla sua guerra, che in Europa si unisce ai peggiori, che vuole reintrodurre l'immunità parlamentare, che vorrebbe essere intoccabile vita natural durante, uno che premia chi non paga le tasse e punisce chi le paga, che possiede tre televisioni e dirige le altre tre, che sommergerà il paese sotto un diluvio di cemento, che pur di mantenere il potere venderebbe anche l'anima (l'ha già venduta?). A uno così che si presenta su tutte e sei le sue televisioni con un comizio sudamericano, minaccioso, allusivo, inquietante come risponde l'opposizione? Che, per carità presidente, non c'è alcun bisogno che si dimetta anche se condannato.

Fantastico, eppure bastava poco per reagire all'altezza della situazione. Bastava accettare la sfida e combattere, anche fino alle elezioni, con le armi della politica. Certo, a condizione di averla, una politica.

fonte: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/31-Gennaio-2003/art11.html


Oggi rassegna stampa speciale, interamente dedicata al modo in cui le edizioni online dei giornali italiani hanno presentato la giornata romana di Bill Gates e le manifestazioni di protesta organizzate dai sostenitori del software open source. Ironica Repubblica, che mette in luce come il discorso di Bill Gates al Senato, originariamente previsto come una conferenza sulla globalizzazione, abbia appena sfiorato l'argomento, concentrandosi piuttosto sulla presentazione dei nuovi prodotti Microsoft. In un altro articolo il quotidiano riferisce invece della protesta dei sostenitori del software open source, che hanno assediato il Senato vestiti da pinguini. Più dura l'Unità, che parla esplicitamente di spot pubblicitario della Microsoft e di imbarazzo dei senatori, che si aspettavano qualcosa di più. il Corriere riferisce sobriamente della visita romana del massimo rappresentante dell'industria high tech Usa e delle proteste che l'hanno accompagnata, ma offre interessanti spunti sulle parti del discorso che hanno toccato il rapporto fra ricerca universitaria ed economia. Anche la Stampa sceglie un tema specifico, vale a dire il tentativo di Microsoft di rassicurare l'Europa in merito ai problemi di privacy sollevati dalla tecnologia Passport, mentre affronta la questione delle contestazioni aprendo un forum per raccogliere le opinioni dei lettori su pregi e difetti di software proprietario e software open source. Infine il Nuovo si limita a celebrare i fasti della giornata mondana di Bill Gates e del suo incontro privato con Berlusconi. Tracciato questo sommario bilancio mediatico non ci resta che ringraziare i lettori di Quintostato per la massiccia adesione alla nostra campagna. Abbiamo infatti rivevuto migliaia di lettere a sostegno dell'iniziativa del senatore Fiorello Cortiana che aveva sollecitato il Presidente del Senato a invitare, dopo Bill Gates, il fondatore della Free Software Foundation Richard Stallman, in modo che i rappresentanti del popolo italiano avessero modo di mettere a confronto i diversi scenari di futuro legati a queste due tecnologie concorrenti. Non ci stupisce che la protesta sia rimasta inascoltata e che a risuonare in Senato sia stata solo la campana del software proprietario. Ma non ci scoraggiamo: la battaglia è appena iniziata, e per parte nostra non mancheremo di continuare a offire il nostro contributo.
Inviato da Carlo Formenti , 09:34 AM fonte: www.quintostato.it