mercoledì 2 giugno 2004

Il lecchino di Bush




Non va tutto bene, nonostante lo dica il Presidente.


 


 


 


 


 


 


 


Si pronto ?????, Bush, Bush, dove sei ??

Ricercato per crimini


 


 


 


 


 


 


Ricercato per crimini, sarà in giro per l'italia il 4 giugno, manifestate in modo pacifico

Basta Guerra, Basta Violenza



A Milano un gruppo di pacifisti appartenenti al Gruppo di Azione Nonviolenta-GAN e a Basta Guerra durante la cerimonia dell'alzabandiera hanno oltrepassato lo spazio delimitato per la cerimonia con le mani alzate e cartelli appesi al collo con la scritta "Basta guerra, basta morti". I due gruppi hanno deciso di celebrare la festa della Repubblica ricordando a tutti i presenti che l'Italia ripudia la guerra: l'articolo 11 della costituzione si poteva infatti leggere su uno Striscione srotolato in Piazza del Duomo al momento dell'Alzabandiera, davanti ai pennoni, affiancato da bandiere della pace e da uno striscione inneggiante al disarmo. 
Le forze dell'ordine sono intervenute quasi subito per allontanare di peso i manifestanti che stavano esprimendo pacificamente e democraticamente il loro dissenso alla guerra e la  loro richiesta di ritirare le truppe taliane dall'Iraq. Che la repubblica possa essere festeggiata liberamente solo da chi appoggia questa guerra, e non da chi difende la pace e la costituzione? 


Gruppo di azione Nonviolenta Milano                    

Compagno attento, arriva BUSH !!!

Girando per internet ho letto qua e la e mi sono fatto un'idea personale sulle possibili cause e scelte che hanno portato in Italia il Presidente americano Bush.


Per quale motivo dovrebbe venire in Italia , cosa c'e'  veramente dietro a a questa storia ?
La visita di bush a roma  sicuramente nasconde tutt'altri scopi


In questi giorni Roma è già blindata in cielo e in terra, uno stato di polizia vero e proprio


La miglior occasione per farci visita è prendere la scusa del festeggiamento della liberazione dai nazifasciti e arrivare a Roma sapendo di provocare con la sua presenza dissenso e indignazione.
Ecco allora che il popolo della pace e della non violenza, si organizza per protestare contro la presenza di un nazifascista che  vuole con la sua politica controllare e impadronirsi del mondo, esportando la sua democrazia, le sue torture, etc...
Tuttavia siamo alla vigilia delle elezioni europee e se berlusconi dovesse perdere le elezioni succederebbe quello che e' successo in spagna, cadrebbe il governo e il nuovo governo ritirerebbe le truppe dall'iraq isolando ancora di piu' gli stati uniti in questa guerra predatoria.


Mi sbaglierò ma mi sembra chiaro che a quel cervellone di bush è saltato in mente che l'unico modo per far scatenare un putifierio a Roma  è la sua presenza.


ED E' PROPRIO PER QUESTO CHE BUSH VIENE A ROMA.


Anche se l'intenzione è quella di svolgere una manifestazione pacificia e di protesta, ci saranno degli infiltrati come è avvenuto a Genova, travestiti da sinistra, pagati apposta per portare ad un livello di caos la città, tutto questo sarà  sfruttato intelligentemente dai media,  con lo scopo di spostare l'elettorato a destra per ridare a berlusconi la possibilita' di ottenere una maggioranza di voti., in un periodo in cui forza italia è in caduta libera al di sotto del 25%.
Quindi popolo della destra, mi raccomando, votate UDC, l'unico partito moderato della destra


COMPAGNI STATE ATTENTI


ci saranno gruppuscoli organizzati (sappiamo bene da chi)  all'unico scopo di distruggere tutto quello che possono, ed anche si trattasse di 4 gatti, i media li pomperebbero a un punto tale da dimostrare che il movimento no war e' formato soltanto da teppisti e gruppi radicali. come evitare che questo succeda e' pressoche' impossibile e non invidio gli organizzatori.
Una possibilità tuttavia esiste, ..... isolarli dal corteo, fotografarli, videofilmarli, non cadere nelle loro provocazioni, diffondere i filmati attraverso internet nello stesso momento in cui i "media pluralisti della legge gasparri" irradiano un'altra verità.


 

lunedì 31 maggio 2004

No alla Guerra in Iraq

Risulta sempre più evidente che la missione in Iraq rappresenta una vera e propria occupazione come ha ammesso recentemente lo stesso ministro della Difesa Martino.
Tutta la propaganda della stampa e degli altri media di regime non riescono a mascherare il fatto che le truppe italiane sono coinvolte in una guerra di occupazione condotta non contro un altro esercito ma contro un intero popolo che cerca in tutti i modi di resistere all’invasione del proprio paese.
Altro che missione di pace!!!
L’assedio di Falluja, le rivelazioni sulle torture praticate hanno svelato definitivamente, se ce ne fosse stato bisogno, la natura dell’occupazione in corso.
Il fatto che i militari italiani non siano stati coinvolti finora in episodi di pratica della tortura, sebbene abbiano partecipato ad azioni militari che hanno prodotto diverse vittime civili tra cui diversi bambini, non toglie che essi stanno collaborando ad una occupazione di stampo neocoloniale.
Giustamente essi sono percepiti dalla popolazione come truppe d’invasione al pari di altre e vengono fatte oggetto di ostilità crescente, non solo da parte di qualche isolato fondamentalista, ma da tutta la popolazione irachena.
Sfruttando l’orgoglio patriottico, ma soprattutto il bisogno economico di tanti arruolati, il governo Berlusconi ha inviato le truppe italiane nel tentativo di partecipare alla spartizione dei profitti e alla rapina delle risorse di quel paese.
La stragrande maggioranza della popolazione italiana ha dimostrato in varie occasioni di essere contraria alla missione in Iraq. Noi siamo convinti che tale sentimento sia maggioritario anche nelle file dell’esercito e tra i parenti dei militari.
È ora che anche dalle file delle forze armate e da parte dei parenti dei militari si faccia sentire la voce di protesta contro questo vero e proprio crimine contro l’umanità.
Nessuna legge e nessuna istituzione, nessun ordine gerarchico può obbligare alla partecipazione ad una ignobile aggressione verso un altro popolo, ad una missione per sporchi interessi economici delle classi dominanti.
È ora di schierarsi apertamente contro i criminali di guerra e a fianco dei milioni di persone che si oppongono alla strategia di guerra infinita dichiarata da Bush.
Non lasciare che quei mostri del governo ti trasformino in qualcosa che sia meno che umano. Non lasciare che ti ingannino e che ti spingano a compiere atti che ti turberanno il sonno per il resto della vita. Rivoltati contro i criminali di guerra e fatti valere assieme al resto dell’umanità.
Genitori, fratelli, mogli, non permettete che i vostri cari partecipino a questa barbarie che porta oppressione, rapina morte ad un intero popolo, e che sempre più mette a rischio le loro esistenze. Essi non ci stanno difendendo da nessun nemico che ci mette in pericolo, ma stanno partecipando ad una infame occupazione che farà crescere solo l’odio contro di loro e contro l’intero popolo italiano.
Diciamo NO! alla partecipazione ad una missione che ci vede dalla parte degli aggressori e degli invasori.
Un popolo che opprime un altro popolo non sarà mai libero.

domenica 30 maggio 2004

Ah Ah Ah .... sarà una risata che ...

Sarà una risata che vi seppellirà
Ho trovato questa immagine navigando per la rete, ....
ho pensato di postarla qui, affinchè possa di essere di aiuto per ricordare.
La storia si ripete, e .... il piduista non passerà

Wim Wenders, ritorno politico contro Bush

Wim Wenders, ritorno
politico contro Bush
Dopo il trionfo a Cannes del film di Michael Moore, 'Fahrenheit 9/11', ora il regista tedesco si schiera contro l'amministrazione Usa, con 'The Land of plenty'
Il cinema ha raccontato e continua a raccontare il 'dopo 11 settembre'. Al documentario politico anti-Bush di Michael Moore, Fahrenheit 9/11, accolto con un'ovazione di quindici minuti al festival di Cannes, risponde infatti Wim Wenders con The Land of plenty, un film 'militante' a basso costo, girato in digitale e ambientato nella periferia di Los Angeles.


Wenders lo definisce il più politico dei film da lui diretti, una storia drammatica che trae spunto dal difficile clima politico che attualmente vivono gli Stati Uniti. Il regista, nato Düsseldorf in Germania ma che da tempo si è trasferito e lavora in America, nel film dà una testimonianza diretta di quest'atmosfera sostenendo che negli Usa aleggia la sensazione di "patriottismo frainteso". Sentimento alimentato dai media che diffondono un'informazione poco libera, non per mancanza di libertà effettiva ma per assenza di qualcuno che l'informazione la faccia seriamente, assenza che di fatto favorisce una propaganda filogovernativa.
fonte: espresso on line
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