sabato 30 aprile 2005

Energia

In un articolo su La Repubblica del 27 aprile 2005, Vittorio Mincato, Amministratore Delegato dell'ENI, ha rilanciato l'utilizzo del gas naturale come fonte di energia per alimentare le centrali elettriche. In risposta alla posizione di Paolo Scaroni, Amministratore Delegato dell'ENEL, basata sull'utilizzo del carbone come fonte di energia, Mincato ha detto: "La strada maestra da percorrere per andare verso il rispetto dei limiti previsti dall'accordo di Kyoto... è la sostituzione del carbone e dell'olio combustibile con il gas naturale" ..."Ogni volta che si parla di questo argomento si grida allo scandalo, ma quella del gas è l'unica strada. Non è una strada politica o di opinione, ma è la strada che insegna la fisica: a parità di energia prodotta con il gas si immette meno CO2 nell'atmosfera".


I sostenitori del carbone affermano che sia il combustibile più economico (per chi?) e che il costo dell’energia elettrica italiana sia il più alto d’Europa. Eppure non sembra così guardando la tabella, dove l'Italia viene dopo Portogallo, Austria, Germania, Olanda e Danimarca.


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Fonte: International Energy Agency



 


Per estrarre il carbone muoiono 10 mila cinesi all’anno (sarà per questo che è così economico?) e la sua combustione nelle centrali porta ad un aumento delle emissioni di anidride carbonica, non permettendoci di rispettare gli obiettivi del Protocollo di Kyoto: dovremo pagare salate multe attraverso le tasse anziché attraverso le bollette (come sarebbe più giusto).


Lo Stato Italiano, cioè noi, sta comprando le famose "emission tradings" da Stati che inquinano meno, che ce le vendono a prezzi carissimi, per consentire all'ENEL e alle altre aziende italiane di inquinare di più.


Quello che non viene detto è che in realtà non sarebbero necessarie nuove centrali se si attuassero politiche serie di risparmio energetico (con tecnologie di politica energetica negli usi finali si potrebbe risparmiare il 45% del consumo di energia) e si utilizzassero fonti di energia alternative (eolico, fotovoltaico, biomassa, ecc).
dal blog di beppe grillo

venerdì 29 aprile 2005

stralci...della politica berlusconiana

da un articolo di Andrea Colombo, riporto...


come capo della destra unificata Silvio Berlusconi vede bene un solo leader, lui stesso. Ma non è affatto escluso che di qui al maggio 2006 il padrone della destra decida di riservarsi il ruolo di impresario e proprietario del partito prossimo venturo, delegando al suo posto un prestanome, magari illustre, come candidato alle elezioni. L'estremo colpo di teatro otterrebbe il risultato di sottrarre all'Unione il nemico principale e l'argomento di gran lunga più forte. E Berlusconi potrebbe persino accettare di fare formalmente un passo indietro, purché nella sostanza il potere resti nelle sue mani.


 

I prodotti per bambini pieni di sostanze nocive

Barbie tossica, allarme di Greenpeace: «Prodotti per bambini pieni di sostanze nocive»
di 
Cristiana Pulcinelli

Spiderman e Barbie, le magliette stampate, il bagnoschiuma per bambini. Tutti pieni di sostanze tossiche. Sembra assurdo, ma i prodotti creati specificamente per i bambini sono quelli che contengono i livelli più elevati di alcuni composti pericolosi per la salute.

 


Un rapporto di Greenpeace Italia presentato venerdì 29 aprile a Roma ha messo in evidenza questo paradosso. L’associazione ambientalista ha commissionato a marzo scorso una ricerca a un laboratorio indipendente olandese (TNO). L’obiettivo era quello di vedere se 12 prodotti acquistati sul mercato italiano contenessero alcune sostanze chimiche che sono ritenute dannose. Tra gli oggetti da analizzare c’erano 2 prodotti per la pulizia della casa, 4 giocattoli, 2 T-shirt sportive, 2 lettori Dvd e 2 prodotti per lavare i neonati. In ognuno di questi oggetti si è andati a cercare la presenza di sostanze che potessero rientrare in uno di questi cinque gruppi dai nomi impossibili: alchifenoli, ritardanti di fiamma bromurati, composti organostannici, ftalati e muschi sintetici. Ognuna di queste sostanze viene utilizzata per uno scopo: gli ftalati ad esempio servono ad ammorbidire la plastica, i ritardanti di fiamma a prevenire la propagazione del fuoco, i muschi intetici sono fragranze che si aggiungono ai detersivi e via dicendo. Ognuna di esse però ha anche effetti potenzialmente dannosi per la salute: qualcuna interferisce con lo sviluppo del sistema nervoso, qualcuna agisce come se fosse un ormone, qualcun’altra provoca danni a reni e fegato.


I rischi connessi a queste sostanze chimiche sono noti. Tuttavia, i produttori della «maglia bielastica Beba Girl» per bambine di 5 anni non si sono curati di evitarne l’impiego, né i produttori del bagnoschiuma «Mustela baby gel», e tantomeno chi ha messo sul mercato i giocattoli «Barbie Fashion Fever» e «Spiderman Flip ‘n zip». Le concentrazione delle sostanze incriminate in questi prodotti, infatti, è risultata dall’indagine di Greenpeace molto più elevata di quello che dovrebbe essere.


Eppure, le alternative esistono, dicono gli esperti, ma costano di più. E l’industria spesso preferisce investire in innovazione tecnologica o in pubblicità piuttosto che in sicurezza: meglio una Barbie con la gamba più snodabile che una Barbie innocua.


Gli ftalati, per la verità, sono banditi a livello europeo nei giocattoli per i bambini fino a 3 anni d’età. «Sappiamo che danneggiano organi come i polmoni, il fegato, l'apparato digerente, ma soprattutto il sistema riproduttivo maschile – ha spiegato Giuseppe Latini, direttore di neonatologia all'ospedale Perrino di Brindisi - Il problema è che queste sostanze, non chimicamente stabili, si rilasciano con il tempo e l'uso, vanno a finire nell'ambiente e negli alimenti e perfino nel latte materno. Li abbiamo trovati nel sangue dell'88,1% dei neonati di Brindisi. Il fatto che sia stato proibito l'uso di ftalati nei giocattoli per i bambini al di sotto dei tre anni non basta. Chi ci dice che i pericoli cessino per i maggiori di tre anni?».


Inoltre, i bambini piccoli non vivono isolati: sono in contatto con adulti e spesso hanno fratelli più grandi. E i loro giochi spesso sono i giochi dei grandi. Nelle parole di Beppe Grillo, intervenuto alla conferenza stampa: «Ho sei figli, di cui due piccoli e il più piccolo ciuccia uomini ragno a tutto spiano... mi preoccupo».


Rimediare a questa situazione si può. Una prima soluzione potrebbe essere l'approvazione della nuova regolamentazione europea sulle sostanze chimiche chiamata Reach (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) che garantirebbe un maggiore controllo sulle sostanze chimiche immesse sul mercato e contribuirebbe allo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale.

Ma di soluzioni se ne possono trovare molte altre, a cominciare da quella proposta da Beppe: «Basterebbe far pagare tasse elevatissime agli imprenditori che fanno porcherie. Smetterebbero. Ma questo è un discorso che dovrebbe fare la politica, non i ragazzi di Greenpeace».


fonte: www.unita.it


giovedì 28 aprile 2005

La pillola dell'obbedienza

Allarme !!! il Ritalin soprannominata la pillola dell'obbedienza torna in farmacia. Una pasticca somministrata a...pensate un po' ai bambini.
Un farmaco a base di metilfenidato, un’anfetamina, sarà di nuovo in commercio su decreto del Ministero della Salute.
clicca qui per approfondire


 

a volte ritornano... Porcupine Tree " deadwing"

riporto una recensione trovata su internet perchè la condivido ed è quello che avrei voluto dirvi su questo nuovo album dei Porcupine Tree.
E indovinate chi suona con loro in questo album ? Adrian Belew !!!


ecco la recensione:

Recensione di Loredana Miele
Ed eccolo, infine, il gioiello. Dopo la decisa virata stilistica di "Stupid Dream" - che segnò nel '99 il passaggio dalla psichedelia dei primi cinque lavori ad una profonda esplorazione dei territori della forma canzone - e dopo i clamori del riuscitissimo "In Absentia", Wilson, Barbieri, Edwin e Harrison (con la collaborazione e la benedizione di Sua Maestà Elliot Scheiner) tengono a ribadirlo: nessun compromesso. Siate pronti - sempre - a sentirli cambiare direzione, di uscita in uscita, e non vi deluderanno. Mai, probabilmente. Con "Deadwing", oggi, i Porcupine Tree raggiungono un grado di appeal musicale dal potenziale altissimo, oltre che ad una complessità espressiva che infine approda a lidi mai prima d'ora così rocciosi. Basato su un concept tratto da un racconto-sceneggiatura che Wilson spera di far diventare, in un futuro imprecisato, un vero e proprio film, "Deadwing" si presenta come un album da ascoltare, leggere, guardare e scavare fino in fondo, ogni volta tutto d'un fiato. Crediamo infatti che, una volta iniziato l'ascolto, in pochi riusciranno ad interromperlo prima della fine: in apertura, "Deadwing" vomita fuori in dieci minuti, senza un chorus definito, tutta l'ambizione, la non-convenzionalità e gli intenti del disco, ovvero stupire e raccontare, farvi scorrere la storia di David davanti agli occhi in un'ora di musica che conserva tutti i tratti distintivi di casa Porcupine Tree, ma che pure non è mai stata tanto in-your-face. Ciò che è stato iniziato con "In Absentia" vede qui il suo compimento: l'intrecciarsi di armonie nei cori (tra i quali si nasconde anche la voce di Mikael Akerfeldt) tanto cari alla band si alternano o si fondono con l'esplosione di grassi riff come quello della dirompente "Shallow", singolo in uscita, in cui lo stesso Wilson dice di essersi richiamato alle "vibrazioni" dei Led Zeppelin portandosi però dietro anche i frutti della lunga collaborazione con gli amici Opeth, partorendo così il proprio modo di intendere la canzone rock. Subito dopo arriva il momento più delicato e lineare, in stile Radiohead/Coldplay, quella "Lazarus" che rappresenta la parte più calda e nostalgica dei Porcupine Tree del 2005, là dove poco più avanti "Halo" tornerà a riprendere le ostilità con un groove basso-batteria contagioso e serpeggiante, vocals distorte e ripetitive e la chitarra di Adrian Belew (King Crimson, David Bowie) che accompagnano la voce narrante in un viaggio attraverso una mistica follia di sapore industrial à la Nine Inch Nails. "Arriving Somewhere - But Not Here" è il momento centrale e cruciale dell'album, che lentamente si sviluppa a partire da un'atmosfera velata di tastiere fino ad 'aprirsi' in tredici minuti che toccano tutte le possibilità espressive sperimentate dalla band durante la sua carriera, dal progressive rock al metal e al pop, senz'altro l'episodio più ambizioso in termini di complessità strutturale e orizzontale, che si conclude svanendo nell'aria lasciando posto alla gocciolante, dilatata "Mellotron Scratch" e alle sue fluttuanti armonie vocali tripartite, che si sovrappongono le une alle altre fino allo 'shut down' finale che chiude il brano con vero e proprio scatto d'interruttore. Da qui il respiro si trattiene fino all'inizio di "Open Car", breve pezzo dai riff callosi e massicci dall'andatura sincopata in cui il viaggio di David prosegue in direzione di "The Start Of Something Beautiful", il brano in più classico stile Porcupine Tree, che mostra ancora una volta la solita particolare predilezione per i tempi articolati e il groove, e che si accoppia nella fase conclusiva con la magnifica "Glass Arm Shattering", finale deflagrazione di melodia - quella onirica ed epica melodia di pinkfloydiana memoria che tanta parte ha nelle radici della personalità stessa della band. L'avevamo detto, del resto: "Deadwing" è un gioiello, dalla storia inquietante e affascinante come un sogno che precede l'alba. E senza la più piccola sbavatura. Fulgido, tagliente, bellissimo. Da cui lasciarsi ferire e conquistare. Di più non sapremmo dire, se non: un capolavoro.

Berluska_Calipari











Berlusconi rivela: "Sul caso Calipari gli americani sono spaccati"
REDAZIONE




"Il Governo parlerà solo quando gli esiti saranno completamente definiti". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva pronunciato queste parole solo martedì scorso, ha già cambiato idea e si è lasciato andare a delle importanti rivelazioni sul "caso Calipari" con i giornalisti.
Il Cavaliere ha spiegato infatti che gli americani hanno dei seri problemi interni su questa vicenda, con il Pentagono ed il resto dell'amministrazione di George W. Bush divisi sui risultati della Commissione che indaga sulla morte del funzionario del Sismi.
"Il Pentagono ha una posizione, l'Amministrazione vorrebbe che questa posizione fosse più flessibile - ha giurato il primo ministro - noi trattiamo con Sembler che rappresenta l'amministrazione, che deve fare i conti con il Pentagono. Non è una cosa facile. Stiamo lavorando, speriamo di arrivare, capiamo le difficoltà della controparte". Il premier ha poi aggiunto che, "se le versioni (tra gli inquirenti italiani e quelli degli Stati Uniti, ndr) dovessero rimanere discordanti, andremo verso conclusioni discordanti".
"Non sottoscriveremo mai cose che non ci convincono", ha infine assicurato.
fonte:centomovimenti



Eppure, vederete che alla fine si rimangerà le parole. Gli americani lo prenderanno per il culo e il nostro caro amato piduista pur di leccare il culo ai potenti,
abbasserà al testa e non ritirerà i nostri soldati dall'Iraq. E' una guerra di interessi, interessi da difendere, un uomo ammazzato che cazzo volete che importi al berluska

mercoledì 27 aprile 2005

1 Maggio 2005 - Piazza san Giovanni Concerto

In attesa della scaletta definitiva, in ordine alfabetico, il cast artistico confermato al momento.



fonte: www.primomaggio.com