La paura
In verità abbiamo paura.
Nasciamo all'oscuro.
Le esistenze sono poche:
postino dittatore, soldato.
Il nostro destino, incompleto.
Siamo stati educati alla paura.
Odoriamo fiori di paura.
Vestiamo panni di paura.
Di paura, rossi fiumi
guadiamo.
Siamo uomini soltanto
e la natura ci ha traditi.
Ci sono alberi, ci sono fabbriche,
e fame, epidemie.
Ci rifuggiamo nell'amore,
questo celebre sentimento,
e l'amore è venuto meno: pioveva,
c'era vento, faceva freddo a San Paolo.
Faceva freddo a San Paolo...
Nevicava.
La paura, con la sua cappa,
ci mimetizza e ci culla.
Ho avuto paura di te,
mio compagno scuro.
Di noi, di voi; e di tutto.
Mi fa paura l'onore.
E così ci allevano da borghesi.
La nostra strada: segnata.
Perché morire in gruppo?
E se invece vivessimo tutti?
Vieni armonia della paura,
vieni terrore delle strade,
spavento nella notte, timore
di acque inquinate. Stampelle
dell'uomo solo. Aiutateci,
lenti poteri del laudano.
Persino la canzone paurosa
si rompe, ha un brivido e tace.
Faremo case di paura,
duri mattoni di paura,
paurosi steli e zampilli,
strade solo calma e paura.
E con ali di prudenza,
con splendori codardi,
raggiungeremo la cima
della nostra cauta ascesa.
La paura, con la sua fisica,
questo produce: carcerieri,
edifici, scrittori,
questa poesia; altre vite.
La paura totalmente ci invada.
I più anziani capiscono.
La paura li ha cristallizzati.
Statue sagge, addio.
Addio, andiamo avanti
indietreggiando con occhi accesi.
I nostri figli così felici...
fedeli eredi della paura,
popolano la città.
E dopo la città, il mondo.
E dopo il mondo, le stelle.
Danzando la danza della paura.
Carlos Drummond de Andrade
da "A rosa do povo"
mercoledì 26 febbraio 2003
Ermetico
Partecipo da tempo alla costruzione di una piazza telematica
che si propone come obiettivo di dare spazio a tutti i cittadini
qualiasi sia il loro credo e la loro razza.
Tutto bene sino ad ora, ma arriva la guerra, la guerra immininente che trasmette buio nelle nostre menti.
Molte divergenze, si vuole dare spazio a tutti, non si vuole isolare chi è allineato negli schemi.
Ecco allora come in tutti i periodi di guerra, arrivare la censura.
Potrei fare mille cose, in questo momento in cui mi sento stretto, dentro queste mura civiche.
Potrei dimettermi e sparare le mie ossessività, qui su questo blog.
Non mi sembra possibile che la pace, possa essere strumentalizzata
Non mi sembra possibile che alcuni di voi oggi, dopo la costruzione di questa rete creda che possano esistere guerre e guerre,
guerre da giustificare e guerre da combattere.
Come è possibile che non si voglia interferire su certe assurdità scritte in rete, per non allontare il consenso alla guerra.
Questo mio dissenso verso l'imbavagliamento su certi mie messaggi ossessivi sulla pace .... mi costringono ad attuare un
dissenso verso la rete di "appartenenza".
Non ho l'età per la guerra, ho delle creature adorabili che non posso trascurare, e non posso insegnare loro che esistono guerre giuste e guerre sbagliate.
Cazzo, la guerra è distruzione, non importa chi la fa, per quale ragione, non si deve risolvere tutto con la guerra.
Pace è un valore che arriva nell'individuo. ad un certo punto nella vita, un valore morale, etico, sociale che non ha appartenenza, non ha barriere politiche, non puo' appartenere ad una sola parte politica, la pace non ha confini, nemmeno colori, perchè è mille colori, la pace è fratellanza, è l'apprezzare gli usi e costumi di un'altro popolo, assimililarli e arrichhirsi.
Come posssono raccontarci menzogne questi media, come possono trasmetterci la cultura della guerra.
Ripudio la guerra, le guerre, non volgio risolvere controversie di pochi con l'uccisione di innocenti bambini, con l'embargo, voglio che tutti noi su queta terra siamo senza guerra, e i soldi pergli armamenti che se li ficchino in culo, vogliamo pane, vogliamo acqua per chi non ha un cazzo da mangiare.
.... Per un po' mi occupero' della parte tecnica della rete telematica, non postero' nessun messaggio in quel tritume di scannamento aperto alle correnti di morte, alle giustificazioni, alle paure dello staff.
Partecipo da tempo alla costruzione di una piazza telematica
che si propone come obiettivo di dare spazio a tutti i cittadini
qualiasi sia il loro credo e la loro razza.
Tutto bene sino ad ora, ma arriva la guerra, la guerra immininente che trasmette buio nelle nostre menti.
Molte divergenze, si vuole dare spazio a tutti, non si vuole isolare chi è allineato negli schemi.
Ecco allora come in tutti i periodi di guerra, arrivare la censura.
Potrei fare mille cose, in questo momento in cui mi sento stretto, dentro queste mura civiche.
Potrei dimettermi e sparare le mie ossessività, qui su questo blog.
Non mi sembra possibile che la pace, possa essere strumentalizzata
Non mi sembra possibile che alcuni di voi oggi, dopo la costruzione di questa rete creda che possano esistere guerre e guerre,
guerre da giustificare e guerre da combattere.
Come è possibile che non si voglia interferire su certe assurdità scritte in rete, per non allontare il consenso alla guerra.
Questo mio dissenso verso l'imbavagliamento su certi mie messaggi ossessivi sulla pace .... mi costringono ad attuare un
dissenso verso la rete di "appartenenza".
Non ho l'età per la guerra, ho delle creature adorabili che non posso trascurare, e non posso insegnare loro che esistono guerre giuste e guerre sbagliate.
Cazzo, la guerra è distruzione, non importa chi la fa, per quale ragione, non si deve risolvere tutto con la guerra.
Pace è un valore che arriva nell'individuo. ad un certo punto nella vita, un valore morale, etico, sociale che non ha appartenenza, non ha barriere politiche, non puo' appartenere ad una sola parte politica, la pace non ha confini, nemmeno colori, perchè è mille colori, la pace è fratellanza, è l'apprezzare gli usi e costumi di un'altro popolo, assimililarli e arrichhirsi.
Come posssono raccontarci menzogne questi media, come possono trasmetterci la cultura della guerra.
Ripudio la guerra, le guerre, non volgio risolvere controversie di pochi con l'uccisione di innocenti bambini, con l'embargo, voglio che tutti noi su queta terra siamo senza guerra, e i soldi pergli armamenti che se li ficchino in culo, vogliamo pane, vogliamo acqua per chi non ha un cazzo da mangiare.
.... Per un po' mi occupero' della parte tecnica della rete telematica, non postero' nessun messaggio in quel tritume di scannamento aperto alle correnti di morte, alle giustificazioni, alle paure dello staff.
sabato 22 febbraio 2003
"radio baccano", mondo cristiano indù, buddista ebreo musulmano,
fine del mondo segnale orario colonna sonora di questo scenario
di guerra, un suono distorto, un urlo incazzato
di chi non è morto, ma vive e si muove in mezzo ai palazzi, insieme ad altri cento, mille ragazzi
"radio baccano" come un terremoto niente e nessuno che chiede il tuo voto
niente più leader a guidare le masse
musica dura che buca le casse
mondo che gira "radio baccano"
fine del mondo segnale orario colonna sonora di questo scenario
di guerra, un suono distorto, un urlo incazzato
di chi non è morto, ma vive e si muove in mezzo ai palazzi, insieme ad altri cento, mille ragazzi
"radio baccano" come un terremoto niente e nessuno che chiede il tuo voto
niente più leader a guidare le masse
musica dura che buca le casse
mondo che gira "radio baccano"
venerdì 21 febbraio 2003
LASCIA LIBERI I LIBRI
Sapere privatizzato, mercificato, messo al lavoro. Immersi di informazioni e comunicazioni, ci dicono tutto, come dobbiamo vestire, mangiare, pensare e per non morire dobbiamo saper leggere dietro le righe, studiare, capire. agire, trasformare.
Dobbiamo sapere di più e liberamente. Far circolare i liberi pensieri, far circolare le idee, la ciriticità, condividere il sapere.
E’ tempo di RECLAMARE CULTURA LIBERA: dalla mercificazione, dalla stupidità governativa, dalla sottomissione al dominio e al potere, dall'ansia del terrore. La reclamiamo libera di navigare per renderci liberi di apprendere, capire, cospirare, trasformare.
Iniziamo cosi, lasciando liberi i libri. Abbandonateli sulla metropolitana, alle fermate degli autobus, tra le panchine dei giardinetti o sui muretti di periferia, ovunque possano circolare. Cercateli, trovateli, diffondeteli, leggeteli, studiateli e lasciateli liberi di nuovo. Scriveteci sopra, disegnateci, lasciate messaggi, affinchè chiunque li trovi abbia la possibilità di sfamare la propria mente.
RECLAMA CULTURA LIBERA. RECLAMA REDDITO Se non ora quando, se non qui dove, se non tu chi?
Cospirare vuol dire respirare. Per la comunicazione sociale libera dalla comunicazione indotta, del dominio, mercificata, contro l’atomizzazione degli individui e l’inquinamento dei nostri cervelli e dei nostri spiriti. Riprendiamo la parola, riappropriamoci della voce, del corpo, della vita.
Questo sarà il nostro adesivo che troverete sui LIBRI LIBERI in giro per la metropoli:
LIBERA questo LIBRO.
Ora lo hai trovato tu, leggilo, studialo, facci un viaggio, insomma facci ciò che vuoi... Quando lo avrai finito, lascialo di nuovo libero: su una panchina, alla fermata dell’autobus, su un sedile della metro, su un muretto, ovunque tu voglia, affinchè queste pagine, continuino a circolare libere. Affinchè la cultura diventi patrimonio di tutti, al di là di quanto denaro si possieda nel portafoglio, affinchè il sapere non sia mercificato e patrimonio di pochi. Se vuoi, copia questo adesivo, attaccalo su un libro che ritieni importante che gli altri leggano e lascialo libero di viaggiare...cosi che ognuno possa leggerlo e lasciarlo libero di nuovo.
Sapere privatizzato, mercificato, messo al lavoro. Immersi di informazioni e comunicazioni, ci dicono tutto, come dobbiamo vestire, mangiare, pensare e per non morire dobbiamo saper leggere dietro le righe, studiare, capire. agire, trasformare.
Dobbiamo sapere di più e liberamente. Far circolare i liberi pensieri, far circolare le idee, la ciriticità, condividere il sapere.
E’ tempo di RECLAMARE CULTURA LIBERA: dalla mercificazione, dalla stupidità governativa, dalla sottomissione al dominio e al potere, dall'ansia del terrore. La reclamiamo libera di navigare per renderci liberi di apprendere, capire, cospirare, trasformare.
Iniziamo cosi, lasciando liberi i libri. Abbandonateli sulla metropolitana, alle fermate degli autobus, tra le panchine dei giardinetti o sui muretti di periferia, ovunque possano circolare. Cercateli, trovateli, diffondeteli, leggeteli, studiateli e lasciateli liberi di nuovo. Scriveteci sopra, disegnateci, lasciate messaggi, affinchè chiunque li trovi abbia la possibilità di sfamare la propria mente.
RECLAMA CULTURA LIBERA. RECLAMA REDDITO Se non ora quando, se non qui dove, se non tu chi?
Cospirare vuol dire respirare. Per la comunicazione sociale libera dalla comunicazione indotta, del dominio, mercificata, contro l’atomizzazione degli individui e l’inquinamento dei nostri cervelli e dei nostri spiriti. Riprendiamo la parola, riappropriamoci della voce, del corpo, della vita.
Questo sarà il nostro adesivo che troverete sui LIBRI LIBERI in giro per la metropoli:
LIBERA questo LIBRO.
Ora lo hai trovato tu, leggilo, studialo, facci un viaggio, insomma facci ciò che vuoi... Quando lo avrai finito, lascialo di nuovo libero: su una panchina, alla fermata dell’autobus, su un sedile della metro, su un muretto, ovunque tu voglia, affinchè queste pagine, continuino a circolare libere. Affinchè la cultura diventi patrimonio di tutti, al di là di quanto denaro si possieda nel portafoglio, affinchè il sapere non sia mercificato e patrimonio di pochi. Se vuoi, copia questo adesivo, attaccalo su un libro che ritieni importante che gli altri leggano e lascialo libero di viaggiare...cosi che ognuno possa leggerlo e lasciarlo libero di nuovo.
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