venerdì 1 aprile 2016

La bicicletta

Sin dalle sue origini la bicicletta fu ampiamente usata dagli strati popolari, non soltanto per motivi di lavoro, ma anche in funzione politica e, nel corso della lotta di Liberazione, per compiere azioni di vario tipo, contro i nazifascisti.
In Italia la paura della bicicletta da parte dei reazionari ha una data certa e molto antica e una firma tanto famosa quanto odiata dalle forze popolari: quella del generale Fiorenzo Bava Beccaris, nelle vesti di Regio Commissario Straordinario, durante i moti del maggio del 1898 a Milano. Oltre ad ordinare una sanguinosa repressione, il generale fece affiggere un manifesto che decretava il divieto nell'intera provincia di Milano della «circolazione delle Biciclette, Tricicli e Tandem e simili mezzi di locomozione».
Più o meno con gli stessi termini, oltre alla minaccia della fucilazione, le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato.
Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne. Per i braccianti era l'unico mezzo di locomozione, usato, oltre che per il lavoro, in occasione di grandi manifestazioni o degli scioperi indetti dalla Lega dei braccianti. In quelle giornate di lotta, masse imponenti si radunavano per impedire ai crumiri di recarsi nei posti di lavoro. Contro le biciclette, appoggiate nelle sponde dei fiumi, si accanivano con particolare durezza, schiacciandole e rendendole inutilizzabili, le camionette della "Celere" di Mario Scelba, una polizia di pronto intervento, utilizzata soprattutto in occasione degli scioperi operai. Questa furia devastatrice non arrestò però lo svilupparsi di grandi battaglie per ottenere migliori condizioni di vita.

mercoledì 30 marzo 2016

Non c'è quasi più tempo

Non c'è quasi più tempo per condividere questo pensiero, come se il tempo fosse importante, come se il tempo non servisse a stabilire delle regole, come se il tempo potesse scandire la mia giovinezza la mia vecchiaia. 
Mi raccontarono che avevo tempo e mi presi tutto il tempo per usarlo quando non avevo tempo, per gestirlo e poter fare tutto senza aver tempo e imparari che il tempo si trova se si è presi da un'idea, dalla bellezza e dalla passione di condividerla e di non farla essere solo tua. 
 E' quando non possiedi che possiedi tutto.... 
 Ma ecco adesso vi aspetterete quel pensiero....che non ha tempo, un pensiero che nasce dai sogni perchè i sogni hanno forma di sentieri, quando la realtà ha la forma di una bicicletta
Le visioni hanno il potere di farti cambiare e il cambiamento arriva con la consapevolezza
e dato che siamo a marzo sento già una leggera brezza
... E' quasi meglio la prefazione, ti rende consapevole che puoi prenderti il tuo tempo. 
Si è grazie al tuo e al mio tempo che il futuro può essere un futuro di pace
 
 
 
 

lunedì 28 marzo 2016

Siria, protesta delle ragaze in bicicletta: "Pe la Libertà"


Siria, la protesta delle ragazze in bicicletta: ''Per la libertà''

fonte: Repubblica - Un gruppo di giovani donne curde è scesa in strada pedalando per protestare contro le norme che le definiscono indecenti se in sella a una bici. E' successo ad Amuda, città del Governatorato di al-Hasaka, nel nord-est della Siria, dove la maggioranza della popolazione è curda. Con lo slogan "Comunità libera" le ragazze, che si fanno chiamare Newroz, o Giorno Nuovo, hanno dichiarato che vogliono sentirsi libere di andare in bici ovunque lo desiderino

domenica 27 marzo 2016

Melt Yourself Down


Melt Yourself Down, un gruppo che ho scoperto da poco ascoltandolo a RaiStereoNotte.
Interessante, il suo genere unico che mischia tutto. Ed' è cosi che ascoltandolo inzia a vibrare con ritmi africani, sensazioni punk, influenze jazz, rock'n'roll, e ancora rap. Ma non credo che possa bastare, una breve recensione, occorre sicuramente farsi un'idea ascoltandoli

e ancora

sabato 26 marzo 2016

King Crimson Eyes Wide Open 2003

King Crimson - Neal and Jack and Me





I'm wheels, I am moving wheels
I am a 1952 studebaker coupe
I'm wheels, I am moving wheels moving wheels
I am a 1952 starlite coupe...

En route, les Souterrains
Des visions do Cody, Sartori a Paris
Strange spaghetti in this solemn city
There's a postcard we're all seen before


Past wild-haired teens in dark clothing
With hands-full of autographed napkins we
Eat apples in vans with sandwiches, rush
Into the lobby life of hurry up and wait

Hurry up and wait for all the odd-shaped keys
Which lead to new soap and envelopes...
Hotel room homesickness on a fresh blue bed
And the longest-ever phone call home, no

Sleep no sleep no sleep no sleep and no mad
Video machine to eat time, a city scene
I can't explain, the Seine alone at 4am
The Seine alone at 4a.m, Neal and Jack and me

Absent lovers, absent lovers