sabato 19 marzo 2011

Da Godzilla ai Videogiochi: Il Giappone e l'incubo Nucleare

Lo abbiamo visto tante volte, così tante che osservare le immagini di un Giappone prima crepato dagli squarci della terra che trema, poi sommerso da onde gigantesche e infine minacciato dallo spettro di radiazioni mortali può destare l’illusione che queste scene di devastazione siano tratte da un lungometraggio. Ma è un’illusione, o meglio una speranza, che dura il tempo di un battito di ciglia. Questa volta, infatti, è tutto vero.



Così come furono veri, alle origini, il dolore e la paura dell'atomo e della catastrofe che da 60 anni alimentano la cultura giapponese. L’immaginario fantastico nipponico ha infatti subito una mutazione dopo Hiroshima e Nagasaki, una contaminazione che perdura tuttora (almeno fino a venerdì scorso: adesso cambierà tutto) e che ha dato vita a visioni, personaggi e storie meravigliose e inquietanti. Il primo fu Godzilla. Nel film di Ishiro Honda del 1954, parente rettile e radioattivo di King Kong, emerge dal mare per devastare le coste e proseguire lo sfacelo fino Tokyo. Non è un mostro qualunque, perché quando cammina enorme tra le rovine delle metropoli ci ammonisce sui rischi dell’atomo e ci ricorda l’orrore della guerra e dei bombardamenti.

Guarda il trailer di Godzilla


Questo mostro mutante nato dalle radiazioni ebbe così successo che diede vita a una serie di sequel che continua ancora adesso e da “esso” si è evoluta una serie di mostri mutanti che, inevitabilmente, finiscono per devastare con artigli, tentacoli, proboscidi e fauci smisurate, le terre e le coste nipponiche. Rodan, volatile dall’apertura alare di 160 metri, in grado di distruggere quartieri interi con un battito d’ali. Angilas, un anchilosauro radioattivo che compare nel Re dei Mostri, una falena abnorme, che approda sulle coste giapponesi ancora dentro un uovo dopo un maremoto devastante in “Mothra contro Godzilla”, del 1964. Sono tantissimi, alcuni arrivano dallo spazio come il drago tricefalo Gidorah, ma la maggior parte germina laddove il nostro pianeta si è ammalato.

Chi ha vissuto la propria infanzia negli anni Settanta ricorderà le apocalissi urbane causate dai mostri e dai chimerici robot giganti che trasformavano le città giapponesi in cumuli di macerie in Goldrake, Jeeg, Mazinga i formidabili cavalieri metallici nati dalla matita di Go Nagai. “Se dalla terra nascerà la forza che ci annienterà” cantava la sigla italiana di Jeeg…

Mentre le immagini di questo Giappone dilaniato continuano a scorrere sugli schermi di televisori e computer facciamo tuttavia in fretta a dimenticarci dei “robottoni” e pensiamo invece ad un’altra invenzione di Nagai: Violence Jack, un manga davvero violento e disperato che ci narra dei sopravvissuti in un Giappone distrutto dal terremoto. Non ci sono allusioni all’incubo radioattivo ma guardandone le tavole il paragone con le foto di Hiroshima dopo la bomba americana sorge spontaneo.

Ma anche quando non è esplicitamente radioattiva, la mutazione e la distruzione del proprio territorio sono leit motiv del cinema giapponese fino ai capolavori di Shinja Tsukamoto con Tetsuo o Miike Takashi con La Guerra Segreta degli Yokai.

Guarda il trailer di Tetsuo, l'uomo d'acciaio


È come se le radiazioni di quel fatale impatto del 1945 continuassero ad agire sulla pellicola, sulle pagine dei fumetti e adesso sulla mutazione “definitiva” del cinema giapponese: il videogioco. Nei videogame moderni il fantasma mai del tutto estinto del nucleare continua ad ammonire il Giappone e l’umanità e solo l’anno scorso Hideo Kojima, il più estremo e cinefilo dei game designer del Sol levante, aveva riportato in auge l’incubo dell’apocalisse atomica con Metal Gear Solid Peace Walker, capolavoro ecologico e pacifista dove il “fungoide” terrificante della deflagrazione nucleare torna a reclamare il suo primato di terrore massimo del pianeta. Kojima ci porta in America del Sud alla fine della guerra fredda, un periodo dove la paura della fine nucleare era più sentito da tutta l’umanità.

Guarda il trailer di Metal Gear Solid Peace Walker


Dopo tutto, l’immaginario è sempre stato un rifugio, un luogo dove confrontarsi con il terrore e tentare così di esorcizzarlo e di scongiurarlo. Giocando, vedendo un film, leggendo un fumetto, abbiamo imparato a riflettere ma anche a divertirci con la catastrofe. Adesso, vagare con il proprio personaggio elettronico per una città giapponese in rovina non sarà più tanto divertente. Purtroppo nemmeno un po’.


immagini catturate dalla rete.
Non odiare i media sii un media

Le Bugie del Pinocchio Nucleare

Su un articolo pubblicato oggi dalla Repubblica il professore Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia di sicurezza nucleare, dichiara “Propongo la moratoria ma io non rinnego l'atomo”. Anche dopo l'emergenza che ha colpito il Giappone, il Prof. Veronesi continua a straparlare del nucleare.

Fin dall'inizio abbiamo contestato la sua nomina, in quanto persona non competente in materia di sicurezza nucleare. E avevamo ragione. Già mesi fa sul sito del Pinocchio nucleare svelavamo tutte le bugie del professore. Dichiarava per esempio che potrebbe dormire avendo in camera da letto scorie nucleari: “non esce neanche la minima quantità di radiazioni” oppure che trovare un deposito per le scorie nucleari non è un problema.

Il Prof. Veronesi ha continuato a svolgere il ruolo di “piazzista nucleare”. E dovrebbe essere quello che ci “proteggerà” dalle centrali di Berlusconi ed ENEL?

Per questo Greenpeace con le altre associazioni ambientaliste, riunite nel Comitato "Vota Sì per fermare il nucleare", ha chiesto le dimissioni dell’intero vertice dell’Agenzia di sicurezza nucleare.

Veronesi si è lamentato che l’Agenzia di sicurezza nucleare ancora non ha nessuna struttura e che fanno le loro riunioni al bar. È il luogo adatto per persone che su una materia tanto delicata hanno fatto solo chiacchiere da bar. È il commento del nostro direttore Giuseppe Onufrio.
Visita il sito del "Pinocchio nucleare

venerdì 18 marzo 2011

Nucleare, il problema senza la soluzione




1. Il nucleare è molto pericoloso
La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.
2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.
3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro "verdi" e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.
4. Il nucleare è troppo costoso
Secondo il Dipartimento USA dell’energia un EPR costa, in euro, 7,5 miliardi, una cifra ben maggiore rispetto a quanto propagandato da Enel e governo (4,5 miliardi). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.
5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l'obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.
6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero pulite, efficienza energetica e rinnovabili.
7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese. E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.
8. Il nucleare è una risorsa limitata
L'Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti nuove centrali, l'esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.
9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un'importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.
10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.

V for Vendetta - Un film di Giustizia


V for Vendetta by ~ellensama on deviantART

150 Anni d'Italia Berlusconi ultracontestato

Videopreghiera di Adriano Celentano



mercoledì 16 marzo 2011

Ops ... sono un pò angonsciato :-(

Fusti di Scorie Radioattive abbandonati nel terreno della Villa di Arcore
Dai come fai ad essere angosciato. Ma che Paura hai ! La radioattività è ovunque. Roma è più radioattiva di Tokyo, dice il giornale del presidente del consiglio (P2)
Sparano i cannoni d'acqua e tranquillo, tutto ritorna come prima.
Non possiamo pensare che il danno creatosi in una centrale ultra tecnologica giapponese sia paragonabile a quello provocato da una centrale ucraina dell'est (ex comunisti).
Qui si fa del terrorismo, si approfitta delle disgrazie altrui per seminare panico.
Dai su, il rischio che una centrale esploda è remoto, quasi improbabile. Mica tutte le centrali del Giappone si sono distrutte !!
Il problema forse è la radioattività generata dalle scorie di una centrale, ma basta seppellirle bene nel terreno, nasconderle per bene e il problema si risolve.
D'accordo ti ammalerai di cancro, di malattie genetiche, ma questo aumenta il PIL, l'economia prende piede, si crea occupazione, nuovi posti letto.
Non essere così angosciato. Prima o poi bisogna morire e allora, facciamoci del bene, acceleriamo questo processo e togliamici dalle palle, noi animali selvaggi, umani senza scrupoli pronti a distruggere tutto.