sabato 24 maggio 2008

Scajola dice il Falso sul Nucleare

Basta con questi spot dannosi. Sul nucleare Scajola dice falsità nucleare.jpegParla Vittorio Cogliani Dezza, Presidente nazionale di Legambiente

di Castalda Mustacchio

«Ma il ministro sa di cosa parla? Basta con questi falsi spot». Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente lancia un durissimo j'accuse nei confronti del neo ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola. «E' rispuntata la favoletta del nucleare - avverte - ma in verità si tratta solo di una gravissima operazione ideologica che potrebbe avere esiti imprevedibili». «Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare», ha annunciato ieri il ministro nell'assemblea di Confindustria. «Solo gli impianti nucleari - ha dichiarato - consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente». «Scajola - replica il presidente di Legambiente - dovrebbe fare molta attenzione a ciò che dice prima di sbandierare atomi a destra e a manca. In Europa gli ultimi impianti sono di terza generazione e sono in dismissione, se poi intende realizzare centrali di quarta generazione queste non si potranno costruire prima del 2020. Quindi, in sostanza, di cosa parla Scajola?».

Presidente, Scajola ha annunciato il ritorno al nucleare. «Porremmo la prima pietra - ha detto ieri - per la costruzione di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione». Cosa ne pensa?

Innanzitutto questo ministro fa degli errori di sintassi. Preciso meglio: cosa intende per nucleare di nuova generazione? Se si parla di nucleare di quarta generazione, allora si può senz'altro dire che si rinvia tutto a dopo il 2020 dato che la ricerca è ancora in corso. Se poi il ministro fa, invece, riferimento a centrali di terza generazione dovrebbe ben sapere che attualmente questo tipo di centrali sono in dismissione in tutta Europa. Pensare di costruirle in Italia significherebbe fare un buco nell'acqua. Dunque vorrei che prima di tutto Scajola facesse chiarezza.

Eppure il ministro ha parlato di sicurezza, competitività, costi bassi per l'energia...

Ancora altri errori gravissimi, altre bugie. Non c'è nessun elemento di novità sul piano della ricerca né dell'innovazione rispetto al nucleare che ha portato all'incidente di Chernobyl. Il nucleare attuale presenta letteralmente gli stessi identici rischi. Dunque, punto primo: non si può parlare di sicurezza. Per quanto riguarda la competitività. Si continua a dire che il nucleare produrrebbe energia a basso costo. Anche questa è una vera bugia perché nel calcolo del kw finale non si tiene conto di altri parametri indispensabili per quantificare il vero costo. Vale a dire bisogna considerare la filiera che sta dietro la costruzione di una centrale per parlare di un costo vero. E questa è fatta da costi di progettazione oltre che di smaltimento dei rifiuti. Se Scajola considerasse il tutto uscirebbe fuori che il costo energetico sulla collettività sarebbe analogo o addirittura leggermente superiore rispetto al solare. Quindi il nucleare non è affatto competitivo. In più, a margine, vengono dette altre falsità.

Quali?
Per esempio si continua a dire che il nucleare è pulito. Su questo ultimo punto potrei essere d'accordo se si va ad escludere però tutta la filiera che sta dietro la costruzione di una centrale che produce e come C02 e in quantitativi allarmanti. Inoltre vorrei aggiungere un'altra riflessione.

Prego...
Marcegaglia ieri ha affermato che il nucleare elimenerebbe la dipendenza dall'estero. Ci chiediamo: ma Marcegaglia conosce depositi di uranio in Italia che a noi non risultano? Senza considerare che quando si parla di uranio si parla si riserve che si prevede possano avere dai 35 ai 70 anni di sopravvivenza. Una risorsa limitatissima per il pianeta, come lo è attualmente il petrolio. Altro elemento di analisi che pongo all'attenzione di tutti è il seguente: per costruire una centrale ci vogliono almeno 10 anni. Il primo, e fino ad oggi, unico reattore nucleare commissionato in Europa occidentale dopo Chernobyl è quello finlandese sull'isola di Olkiluoto che ha già sforato il budget di spesa previsto del 35%. In Italia, conoscendo la situazione, si finirebbe per sfiorare costi superiori al 45-50%. E' ora di dire a questo governo di smetterla di lanciare spot solo ideologici e molto gravi perché depotenziano tutte quelle iniziative per il rilancio di vere energie pulite. Concludo dicendo che la Spagna ha raggiunto il 29% di produzione energetica dal rinnovabile eolico superando di gran lunga la quota che produrrebbe il nucleare che non supera il 12%. Forse bisognerebbe prendere esempio da questo paese.


Liberazione, 23 Maggio 2008

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