sabato 3 giugno 2006

Andreotti VOTA NO AL REFERNUM
















Andreotti: «Voterò contro la devolution»
«Ho firmato per la richiesta del referendum istituzionale sulla devolution e, per quel poco che può rappresentare il mio impegno, cercherò di contribuire a cancellare questo cambiamento della Costituzione». È l'impegno che il senatore a vita Giulio Andreotti annuncia da un posto insolito come la Rotonda del carcere romano di Regina Coeli -alla presenza fra gli altri del ministro della Giustizia Clemente Mastella - in occasione della giornata di celebrazione del 60° anniversario della Repubblica italiana. «È importante pensare alla Costituzione come all'atto fondamentale con il quale si è impostata la vita democratica del Paese», sottolinea Andreotti elogiando «lo spirito con cui si creò la Costituzione, dopo un periodo in cui gli animi erano davvero molto tesi, dopo il periodo della dittatura fascista e dell'occupazione tedesca. Ma se la nostra Costituzione dopo 60 anni ha ancora valore e resta un punto fermo -osserva- è proprio perchè ci si riunì tutti insieme, pur tra forti contrasti politici e altrettanto forti influenze internazionali, in un mondo diviso in due campi contrapposti». Per Andreotti, «anche oggi dobbiamo spingere per recuperare quel modo di dialogare, di discutere, di prendere il buono accantonando quello che buono, in quel momento, non appariva. Nella Costituzione non vi sono articoli riconoscibili come democristiani o comunisti, come socialisti o liberali: vi sono articoli che tutti hanno riconosciuto e sentito come propri».

domenica 28 maggio 2006

La Spagna non dimentica il Berluska

La Spagna non dimentica Berlusconi
Telecinco. La magistratura iberica chiede la ripresa del processo ''All Iberian'' a carico dell'ex premier e di Dell'Utri. L'immunità politica che lo aveva interrotto è infatti finita

sabato 20 maggio 2006

Pochi gli ingredienti per far felice un forzaitaliota

Non ci vuole molto per far contento un idiota .... (ops forzaitaliota):


1) telefonino ultimo modello
2) donne nude in tv
3) un patetico "condottiero" che li rassicura che tutto vada bene
4) raccontare che l'italia è impegnata in una missione di pace facendo credere che non è in guerra
5) garantire la sicurezza di non far pagare le tasse ai ricchi
6) far credere che la televisione del futuro si basi sul digitale terrestre


 



venerdì 19 maggio 2006

Il SI dei Senatori a Vita e gli insulti del vero coglione

«Immorale» che i senatori a vita votino la fiducia a un governo? La Costituzione non lo dice di certo. E tanto meno la prassi.


Nel 1994, quando il Senato votò la fiducia al primo governo Berlusconi, i senatori a vita erano 11. Berlusconi ottenne una maggioranza risicata 159 voti, contro i 153 dell'opposizione. Tre voti a favore del governo vennero dai senatori a vita: Giovanni Leone, Francesco Cossiga e Giovanni Agnelli si schierarono con la nuova maggioranza. Tre anche i contrari, Giulio Andreotti, Francesco De Martino e Leo Valiani, mentre Giovanni Spadolini e Paolo Emilio Taviani si astennero e altri tre (Carlo Bo, Norberto Bobbio e Amintore Fanfani) erano assenti per problemi di salute.


Del resto, in quasi sessant´anni di vita parlamentare, mai i senatori a vita hanno rinunciato ad esercitare il loro diritto ad esprimersi nell´aula di palazzo Madama. E non lo hanno fatto neanche stavolta. Il regolamento del Senato, tra l´altro, equipara il voto di astensione ad un voto contrario. Dunque per non incidere sulla fiducia a un nuovo governo, i senatori a vita dovrebbero rinunciare a partecipare alla seduta. Andarsene, scomparire, rinunciando di fatto ai loro diritti di senatori.



Eppure il vero coglione d'Italia non si smentisce mai:


«Immorale, corrotto e parassita» - fischi e insulti dalla Cdl e Berlusconi


Dieci voti di scarto: il governo Prodi incassa la fiducia del Senato con 165 favorevoli e 155 contrari. Nelle dichiarazioni di voto sì compatto dei senatori a vita. La destra li fischia e insulta, Berlusconi attacca: «Immorali». Ciampi incluso. Marini: giudizi inaccettabili. Prodi: mancanza di rispetto. Fassino: non hanno senso dello Stato.


 

Il vero coglione


Tanti coglioni non ti hanno votato.
Tanti coglioni non hanno creduto
Tanti coglioni si sono rotti delle tue pagliacciate
Il vero coglione sei tu, che da ex presidente hai la
faccia tosta di dire che non pagherai le tasse
perchè non sei rappresentato in parlamento.
Noi sappiamo invece che tu le tasse non le hai
mai pagate fino in fondo, hai sempre pagato quel che ti
faceva comodo denunciare. Ti sei avvalso dei condoni e
dei falsi in bilancio per nasconderci quanto ti sei
arricchito alle nostre spalle.


Ti sei costruito una super mega fortezza
devastando le coste della bellissa Sardegna.
Ti credi tanto furbo, ma tutti i nodi verranno al pettine.
Tempo al tempo, aspetteremo nel vederti passare
nel fiume.
E dato che tu l'hai detto a tutti, credo possa dire anche io
senza nessun rispetto: Guardate in faccia il vero coglione e ricordatevi di lui

venerdì 12 maggio 2006

Felicità

Felicità non é avere tutto ciò che si desidera, ma desiderare tutto ciò che si ha.


Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.


Felicità sta nel conoscere i propri limiti ed amarli.


Il divertimento è la felicità di chi non sa pensare.


Il piacere può fondarsi sull'illusione, ma la felicità riposa sulla verità.


Il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no.


La felicità è come un gatto che corre dietro alla sua coda. Più la rincorre e più gli sfugge. Ma quando s'impegna in altre cose, la coda gli viene dietro ovunque lui vada.


La felicità e l'infelicità degli uomini dipende tanto dalla loro buona sorte quanto dal loro umore.


La felicità è nascosta dappertutto. Basta scovarla.


La felicità è un gioire quieto duraturo per piccoli eventi.


La felicità è una condizione di equilibrio perfetto tra la realizzazione delle nostre aspirazioni e quanto gli altri ci chiedono.


La felicità non consiste nell'acquistare e nel godere, ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell'essere liberi


La felicità non è un traguardo, ma un metodo di vita.


La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.


La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta.


La felicità non è nelle cose, è in noi.


La vera felicità è la pace con se stessi. E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.


Le persone più felici sembrano essere quelle che non hanno motivi particolari per essere felici se non quello stesso di esserlo.


Non volendo pensare a quello che mi porterà il domani, mi sento libero come un uccello.


Non è felice chi non pensa di esserlo.


Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perchè la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo.









Sii sempre sordo !!!

Sii sempre sordo
quando qualcuno ti dice
che non puoi
realizzare i tuoi sogni.