domenica 28 maggio 2006
La Spagna non dimentica il Berluska
Telecinco. La magistratura iberica chiede la ripresa del processo ''All Iberian'' a carico dell'ex premier e di Dell'Utri. L'immunità politica che lo aveva interrotto è infatti finita
sabato 20 maggio 2006
Pochi gli ingredienti per far felice un forzaitaliota
Non ci vuole molto per far contento un idiota .... (ops forzaitaliota):
1) telefonino ultimo modello
2) donne nude in tv
3) un patetico "condottiero" che li rassicura che tutto vada bene
4) raccontare che l'italia è impegnata in una missione di pace facendo credere che non è in guerra
5) garantire la sicurezza di non far pagare le tasse ai ricchi
6) far credere che la televisione del futuro si basi sul digitale terrestre
venerdì 19 maggio 2006
Il SI dei Senatori a Vita e gli insulti del vero coglione
«Immorale» che i senatori a vita votino la fiducia a un governo? La Costituzione non lo dice di certo. E tanto meno la prassi.
Nel 1994, quando il Senato votò la fiducia al primo governo Berlusconi, i senatori a vita erano 11. Berlusconi ottenne una maggioranza risicata 159 voti, contro i 153 dell'opposizione. Tre voti a favore del governo vennero dai senatori a vita: Giovanni Leone, Francesco Cossiga e Giovanni Agnelli si schierarono con la nuova maggioranza. Tre anche i contrari, Giulio Andreotti, Francesco De Martino e Leo Valiani, mentre Giovanni Spadolini e Paolo Emilio Taviani si astennero e altri tre (Carlo Bo, Norberto Bobbio e Amintore Fanfani) erano assenti per problemi di salute.
Del resto, in quasi sessant´anni di vita parlamentare, mai i senatori a vita hanno rinunciato ad esercitare il loro diritto ad esprimersi nell´aula di palazzo Madama. E non lo hanno fatto neanche stavolta. Il regolamento del Senato, tra l´altro, equipara il voto di astensione ad un voto contrario. Dunque per non incidere sulla fiducia a un nuovo governo, i senatori a vita dovrebbero rinunciare a partecipare alla seduta. Andarsene, scomparire, rinunciando di fatto ai loro diritti di senatori.
Eppure il vero coglione d'Italia non si smentisce mai:
«Immorale, corrotto e parassita» - fischi e insulti dalla Cdl e Berlusconi
Dieci voti di scarto: il governo Prodi incassa la fiducia del Senato con 165 favorevoli e 155 contrari. Nelle dichiarazioni di voto sì compatto dei senatori a vita. La destra li fischia e insulta, Berlusconi attacca: «Immorali». Ciampi incluso. Marini: giudizi inaccettabili. Prodi: mancanza di rispetto. Fassino: non hanno senso dello Stato.
Il vero coglione
Tanti coglioni non ti hanno votato.
Tanti coglioni non hanno creduto
Tanti coglioni si sono rotti delle tue pagliacciate
Il vero coglione sei tu, che da ex presidente hai la
faccia tosta di dire che non pagherai le tasse
perchè non sei rappresentato in parlamento.
Noi sappiamo invece che tu le tasse non le hai
mai pagate fino in fondo, hai sempre pagato quel che ti
faceva comodo denunciare. Ti sei avvalso dei condoni e
dei falsi in bilancio per nasconderci quanto ti sei
arricchito alle nostre spalle.
Ti sei costruito una super mega fortezza
devastando le coste della bellissa Sardegna.
Ti credi tanto furbo, ma tutti i nodi verranno al pettine.
Tempo al tempo, aspetteremo nel vederti passare
nel fiume.
E dato che tu l'hai detto a tutti, credo possa dire anche io
senza nessun rispetto: Guardate in faccia il vero coglione e ricordatevi di lui
venerdì 12 maggio 2006
Felicità
Felicità non é avere tutto ciò che si desidera, ma desiderare tutto ciò che si ha.
Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.
Felicità sta nel conoscere i propri limiti ed amarli.
Il divertimento è la felicità di chi non sa pensare.
Il piacere può fondarsi sull'illusione, ma la felicità riposa sulla verità.
Il segreto per essere infelici è di avere il tempo di chiedersi continuamente se si è felici o no.
La felicità è come un gatto che corre dietro alla sua coda. Più la rincorre e più gli sfugge. Ma quando s'impegna in altre cose, la coda gli viene dietro ovunque lui vada.
La felicità e l'infelicità degli uomini dipende tanto dalla loro buona sorte quanto dal loro umore.
La felicità è nascosta dappertutto. Basta scovarla.
La felicità è un gioire quieto duraturo per piccoli eventi.
La felicità è una condizione di equilibrio perfetto tra la realizzazione delle nostre aspirazioni e quanto gli altri ci chiedono.
La felicità non consiste nell'acquistare e nel godere, ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell'essere liberi
La felicità non è un traguardo, ma un metodo di vita.
La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.
La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta.
La felicità non è nelle cose, è in noi.
La vera felicità è la pace con se stessi. E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.
Le persone più felici sembrano essere quelle che non hanno motivi particolari per essere felici se non quello stesso di esserlo.
Non volendo pensare a quello che mi porterà il domani, mi sento libero come un uccello.
Non è felice chi non pensa di esserlo.
Se vogliamo essere felici, possiamo esserlo adesso, perchè la chiave della felicità è nascosta dentro di noi. Essa non dipende dagli avvenimenti che ci capitano ma dal modo in cui li percepiamo e li affrontiamo.
mercoledì 10 maggio 2006
Berlusconi tra neofascismo e disobbedienza
Berlusconi tra neofascismo e disobbedienza
Eduardo Rina: fonte www.centomovimenti.com
Le dichiarazioni e gli atteggiamenti degli esponenti del centrodestra, alla vigilia e subito dopo il voto per l'elezione del Presidente della Repubblica, sono preoccupanti e, per diversi aspetti, addirittura inquietanti.
Scontate e archiviate le dichiarazioni "anticomuniste" di Berlusconi, ripetutamente rilanciate dal "ventriloquo" Bondi. Ma la cosa che inquieta, proprio in questi minuti successivi alla fresca elezione di Giorgio Napolitano, sono le dichiarazioni rancorose e minacciose di Berlusconi, Calderoli e, udite udite, anche del Ministro Pisanu.
Bellachioma continua a ribadire che ha la "maggioranza" del paese e che ricorrerà all'incitamento alla "disobbedienza fiscale". Calderoli dichiara che "non riconosce l'elezione e, quindi, la legittimità, del nuovo Presidente". Pisanu sostiene che "la sinistra non ha tenuto conto della divisione del Paese" e quindi ciò non può non avere conseguenze sugli scenari della politica.
Vedremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane cosa ci "riserveranno" nel Parlamento e nel Paese questi nuovi "disobbedienti" della politica italiana.
Intanto non sottovaluterei queste minacciose affermazioni e, subito dopo la formazione del nuovo governo Prodi, comincerei a porre mano a provvedimenti legislativi che "ripristino" le necessarie condizioni di "democrazia" nell'uso dei potentissimi mezzi di comunicazione televisivi al servizio del grande imbonitore.
Minimizzare o sottovalutare questo aspetto fondamentale dell'"anomalia italiana" significherebbe prepararsi a intonare il "de profundis" di Prodi, del centrosinistra e della democrazia italiana.
L'opera primaria a cui porre mano è convincersi che solo "la partecipazione attiva dei cittadini" e la rivitalizzazione degli strumenti democratici può accompagnare questi primi difficilissimi mesi di ricostruzione di un Paese imbonito dal linguaggio eversivo di questi nuovi fascisti!
Ricominciando a chiamarli proprio per nome!