domenica 1 maggio 2005

un incidente nessun colpevole

Lo schiaffo degli Usa all'Italia
'Un incidente, nessun colpevole'
Eppure NOI ITALIANI ce lo prendiamo nel culo volentieri. All'inversosimile potrebbero i soldati americani sparare contro tutti i soldati italiani in guerra in Iraq e dopo raccontarci che è stato un tragico errore del Fuoco Amico. Noi staremo sempre li, in quel posto ormai super radioattivo. Perchè noi ce l'abbiamo duro !!!





Un Patrimonio Politico

Un patrimonio politico
di ALESSANDRO ROBECCHI
In questi tempi di crisi, di ridicoli balletti, di «teatrino della politica», col capocomico in primo piano, riemergono prepotenti le famose Tre I di Silvio Berlusconi: I soldi, I soldi, I soldi. In consiglio dei ministri, mentre la frana già scendeva sulla sua capoccia, Silvio sbottava: «Uno come me, con un patrimonio di ventimila miliardi, deve perdere tempo con voi...». Non so se la frase, riportata da alcuni giornali, sia vera o soltanto verosimile. Ho atteso una smentita: se oltre a ventimila miliardi hai anche un cervello, una frase così la smentisci, perché è di quelle che ti rendono odioso a ventimila miliardi di distanza. Niente smentita: Silvio aveva da fare. Spedito Letta al Quirinale, in piena crisi di governo, si recava a comprargli un regalo di compleanno (auguri, dottor Letta!), passeggiando per via dei Coronari, tra le botteghe degli antiquari romani. Inutile dire che quando compare all'orizzonte un uomo con un patrimonio di ventimila miliardi, gli antiquari fanno la òla. Non è la prima volta. Fu ancora più diventente quando, cacciato malamente dai suoi amici leghisti e dagli avvisi di garanzia, si lamentò con Scalfaro di aver speso un sacco di soldi per ristrutturare gli appartamenti di Palazzo Chigi. Insomma, talmente cercava una scusa per restare, Silvio, che si aggrappava alla tappezzeria, e avendo pagato alcuni faraonici lavori non voleva lasciare l'appartamento.


C'è, in queste cronachette minori dei tempi del colera, qualcosa di incredibilmente lineare, di spaventosamente coerente. I soldi.


I soldi, sapete, non danno la felicità, ma comprano un sacco di altre cose. Per esempio il lusso di una doppia personalità. Così, mentre il Silvio premier sta talmente aggrappato alla poltrona che bisognerà scarteggiarlo via con l'acquaragia, il Silvio imprenditore passa all'incasso. Vende azioni Mediaset per quattromila miliardi di lire, mantiene intatto il controllo sull'impero mediatico, monetizza la sua attività di governo e la legge Gasparri in primis. Non ci vuole un genio della finanza per annusare l'affarone: basta andare a vedere come stava il titolo Mediaset un anno fa e come stava al momento del realizzo. Bel colpo, e si torna sempre lì, ai soldi.
Ma la frase che resta illuminante è sempre quella: «Uno come me, con un patrimonio di ventimila miliardi...». C'è dentro tutto lo stupore e l'amarezza che in questi luridi tempi moderni e comunisti uno ricco possa contare, in certe cose, come uno povero, o perlomeno come uno normale. C'è incredulità... ma come! E i soldi, allora, non contano niente? Ecco che il problema si fa politico. No, non quella politica lì, quella dei Follini e dei De Michelis che se ne vanno, dei Giovanardi che piangono, dei Fini indecisi a tutto. Ma la politica vera, quella futura del paese. Perché uno che ha in tasca ventimila miliardi, e che ne incassa altri quattromila con l'ultimo barbatrucco finanziario, è pericoloso a prescindere, anche se non fosse presidente del consiglio, anche se non fosse padrone dei media, anche se non fosse unto dal Signore. Uno così ricco è un problema, più che una risorsa, è una minaccia e un pericolo per la democrazia. Questo un comunista lo capisce al volo. Ma anche i signori liberali, sotto sotto, lo sanno. E la prova provata è l'allarme di questi giorni, in cui tutto il mondo padronale si chiede struggendosi: e mo' che ci farà Silvio di tutti quei soldi? Comprerà Telecom? O addirittura una rete Rai? Oppure il Corriere della Sera? Una massa così impressionante di soldi il capitalismo italiano se la sogna di notte e quando si avvicina, la teme parecchio. Ecco perché su una cosa almeno Silvio ha ragione: «Non vi libererete tanto presto di me....». Vero. Anche quando sarà cacciato a furor di popolo dal governo, avrà messo da parte un tale groviglio di interessi lubrificati con i soldi che sarà impossibile scioglierlo per decenni. Stava fallendo di brutto, ha passato dieci anni sul tram della politica, e quando lo costringeranno a scendere sarà il più ricco e potente di tutti. I soldi, appunto. Ed è per quello che, senza nemmeno smentire, o schermirsi, o vergognarsi un po', Silvio può dire frasi come quella: «Uno come me con un parimonio di ventimila miliardi, deve perder tempo con voi...». Che è l'esatta, perfetta, cristallina riproduzione di quel che Alberto Sordi /Marchese Del Grillo dice al popolino romano: «Io so' io, e voi nun siete un cazzo!». Ah, i soldi! 

MayDay May Day

Uno striscione con la scritta MayDay MayDay, compare sul Teatro della Scala (Milano)
foto disponibile su Indymedia Italy

1°maggio come vedere il concerto in Tv o via internet


Sarà possibile seguire in diretta su Raitre, Radiodue e su internet da Rainet, il Concerto del Primo Maggio, diventato ormai un appuntamento fisso per migliaia di giovani che si radunano ogni anno, dal 1990, nella grande piazza romana:
 Raitre trasmetterà in diretta il concerto dalle 16.00 alle 18.55; dalle 19.58 alle 23.00; dalle 23.25 a dopo mezzanotte.
 Radiodue seguirà l'evento con Catersport alle 16.00 alle 17.00 (interventi da piazza San Giovanni all'interno della trasmissione) e proseguirà con Stradafacendo dalle 17.00 fino alle 24.00. 
 Gli utenti della rete potranno seguire per intero il concerto di piazza San Giovanni, collegandosi con Rai.it a partire dalle ore 16.00 fino alle 24.15


sabato 30 aprile 2005

Energia

In un articolo su La Repubblica del 27 aprile 2005, Vittorio Mincato, Amministratore Delegato dell'ENI, ha rilanciato l'utilizzo del gas naturale come fonte di energia per alimentare le centrali elettriche. In risposta alla posizione di Paolo Scaroni, Amministratore Delegato dell'ENEL, basata sull'utilizzo del carbone come fonte di energia, Mincato ha detto: "La strada maestra da percorrere per andare verso il rispetto dei limiti previsti dall'accordo di Kyoto... è la sostituzione del carbone e dell'olio combustibile con il gas naturale" ..."Ogni volta che si parla di questo argomento si grida allo scandalo, ma quella del gas è l'unica strada. Non è una strada politica o di opinione, ma è la strada che insegna la fisica: a parità di energia prodotta con il gas si immette meno CO2 nell'atmosfera".


I sostenitori del carbone affermano che sia il combustibile più economico (per chi?) e che il costo dell’energia elettrica italiana sia il più alto d’Europa. Eppure non sembra così guardando la tabella, dove l'Italia viene dopo Portogallo, Austria, Germania, Olanda e Danimarca.


carbone.gif


Fonte: International Energy Agency



 


Per estrarre il carbone muoiono 10 mila cinesi all’anno (sarà per questo che è così economico?) e la sua combustione nelle centrali porta ad un aumento delle emissioni di anidride carbonica, non permettendoci di rispettare gli obiettivi del Protocollo di Kyoto: dovremo pagare salate multe attraverso le tasse anziché attraverso le bollette (come sarebbe più giusto).


Lo Stato Italiano, cioè noi, sta comprando le famose "emission tradings" da Stati che inquinano meno, che ce le vendono a prezzi carissimi, per consentire all'ENEL e alle altre aziende italiane di inquinare di più.


Quello che non viene detto è che in realtà non sarebbero necessarie nuove centrali se si attuassero politiche serie di risparmio energetico (con tecnologie di politica energetica negli usi finali si potrebbe risparmiare il 45% del consumo di energia) e si utilizzassero fonti di energia alternative (eolico, fotovoltaico, biomassa, ecc).
dal blog di beppe grillo

venerdì 29 aprile 2005

stralci...della politica berlusconiana

da un articolo di Andrea Colombo, riporto...


come capo della destra unificata Silvio Berlusconi vede bene un solo leader, lui stesso. Ma non è affatto escluso che di qui al maggio 2006 il padrone della destra decida di riservarsi il ruolo di impresario e proprietario del partito prossimo venturo, delegando al suo posto un prestanome, magari illustre, come candidato alle elezioni. L'estremo colpo di teatro otterrebbe il risultato di sottrarre all'Unione il nemico principale e l'argomento di gran lunga più forte. E Berlusconi potrebbe persino accettare di fare formalmente un passo indietro, purché nella sostanza il potere resti nelle sue mani.


 

I prodotti per bambini pieni di sostanze nocive

Barbie tossica, allarme di Greenpeace: «Prodotti per bambini pieni di sostanze nocive»
di 
Cristiana Pulcinelli

Spiderman e Barbie, le magliette stampate, il bagnoschiuma per bambini. Tutti pieni di sostanze tossiche. Sembra assurdo, ma i prodotti creati specificamente per i bambini sono quelli che contengono i livelli più elevati di alcuni composti pericolosi per la salute.

 


Un rapporto di Greenpeace Italia presentato venerdì 29 aprile a Roma ha messo in evidenza questo paradosso. L’associazione ambientalista ha commissionato a marzo scorso una ricerca a un laboratorio indipendente olandese (TNO). L’obiettivo era quello di vedere se 12 prodotti acquistati sul mercato italiano contenessero alcune sostanze chimiche che sono ritenute dannose. Tra gli oggetti da analizzare c’erano 2 prodotti per la pulizia della casa, 4 giocattoli, 2 T-shirt sportive, 2 lettori Dvd e 2 prodotti per lavare i neonati. In ognuno di questi oggetti si è andati a cercare la presenza di sostanze che potessero rientrare in uno di questi cinque gruppi dai nomi impossibili: alchifenoli, ritardanti di fiamma bromurati, composti organostannici, ftalati e muschi sintetici. Ognuna di queste sostanze viene utilizzata per uno scopo: gli ftalati ad esempio servono ad ammorbidire la plastica, i ritardanti di fiamma a prevenire la propagazione del fuoco, i muschi intetici sono fragranze che si aggiungono ai detersivi e via dicendo. Ognuna di esse però ha anche effetti potenzialmente dannosi per la salute: qualcuna interferisce con lo sviluppo del sistema nervoso, qualcuna agisce come se fosse un ormone, qualcun’altra provoca danni a reni e fegato.


I rischi connessi a queste sostanze chimiche sono noti. Tuttavia, i produttori della «maglia bielastica Beba Girl» per bambine di 5 anni non si sono curati di evitarne l’impiego, né i produttori del bagnoschiuma «Mustela baby gel», e tantomeno chi ha messo sul mercato i giocattoli «Barbie Fashion Fever» e «Spiderman Flip ‘n zip». Le concentrazione delle sostanze incriminate in questi prodotti, infatti, è risultata dall’indagine di Greenpeace molto più elevata di quello che dovrebbe essere.


Eppure, le alternative esistono, dicono gli esperti, ma costano di più. E l’industria spesso preferisce investire in innovazione tecnologica o in pubblicità piuttosto che in sicurezza: meglio una Barbie con la gamba più snodabile che una Barbie innocua.


Gli ftalati, per la verità, sono banditi a livello europeo nei giocattoli per i bambini fino a 3 anni d’età. «Sappiamo che danneggiano organi come i polmoni, il fegato, l'apparato digerente, ma soprattutto il sistema riproduttivo maschile – ha spiegato Giuseppe Latini, direttore di neonatologia all'ospedale Perrino di Brindisi - Il problema è che queste sostanze, non chimicamente stabili, si rilasciano con il tempo e l'uso, vanno a finire nell'ambiente e negli alimenti e perfino nel latte materno. Li abbiamo trovati nel sangue dell'88,1% dei neonati di Brindisi. Il fatto che sia stato proibito l'uso di ftalati nei giocattoli per i bambini al di sotto dei tre anni non basta. Chi ci dice che i pericoli cessino per i maggiori di tre anni?».


Inoltre, i bambini piccoli non vivono isolati: sono in contatto con adulti e spesso hanno fratelli più grandi. E i loro giochi spesso sono i giochi dei grandi. Nelle parole di Beppe Grillo, intervenuto alla conferenza stampa: «Ho sei figli, di cui due piccoli e il più piccolo ciuccia uomini ragno a tutto spiano... mi preoccupo».


Rimediare a questa situazione si può. Una prima soluzione potrebbe essere l'approvazione della nuova regolamentazione europea sulle sostanze chimiche chiamata Reach (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) che garantirebbe un maggiore controllo sulle sostanze chimiche immesse sul mercato e contribuirebbe allo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale.

Ma di soluzioni se ne possono trovare molte altre, a cominciare da quella proposta da Beppe: «Basterebbe far pagare tasse elevatissime agli imprenditori che fanno porcherie. Smetterebbero. Ma questo è un discorso che dovrebbe fare la politica, non i ragazzi di Greenpeace».


fonte: www.unita.it