Berlusconi attacca i pacifisti e la sinistra: "Cercano
di rovesciare il governo con le manifestazioni di piazza"
Eppure la sinistra in queste ore sta appoggiando il piano Mirage per evitare la guerra in Iraq.
Sono sempre piu' convinto che il presidente imprenditore abbia qualche affare segreto con gli americani, se si ostina a portare l'italia in guerra, se si ostina e persiste in una guerra di massacro, qualcosa ci deve essere sotto che mi sfugge. Come puo' un presidente ostinarsi a condurre una battaglia a favore dell'america e dei suoi interessi, una guerra che senz'altro indebolirà l'europa e farà diminuire il turismo nel nostro paese.
Isoliamo il Presidente, ....
domenica 9 febbraio 2003
Fermiamo la guerra del petrolio, fermiamo con tutte le nostre forze questa guerra voluta dagli americani per stabilire chi sarà il padrone del petrolio nei prossimi 50 anni. Una guerra voluta a tutti i costi, per indebolire l'Europa. Eppure il nostro presidente non l'ha capita e continua a fare il lecchino di Bush.
Isoliamo Berlusconi, lasciamolo solo, facciamo di tutto per mostrare il nostro dissenso ad una guerra senza senso che come tutte le guerre mieterà vittime tra civili indifesi, uomini donne e bambini.
Una guerra che come tutte le guerre impoverirà le risorse del nostro pianeta. Una guerra che come sempre serve pèer eliminare le scorie radioattive delle centrali nucleari americane, serve ai trafficanti d'armi per incrementare il loro business.
sabato 8 febbraio 2003
ãÞÊØÝÇÊ ãä ÎØÇÈ ÇáÑÆíÓ ÇáÃãÑíßí ÌæÑÌ ÈæÔ ÈÊÇÑíÎ 24 ÍÒíÑÇä íæäíæ 2002:
"íÓÊÏÚí ÊÍÞíÞ ÇáÓáÇã ÞíÇÏÉ ÝáÓØíäíÉ ÌÏíÏÉ æãÎÊáÝÉ
ÃÏÚæ ÇáÔÚÈ ÇáÝáÓØíäí áÇäÊÎÇÈ ÞÇÏÉ ÌÏÏ¡....¡ ÃÏÚæåã áÈäÇÁ ÏíãÞÑÇØíÉ ÝÚÇáÉ ÞÇÆãÉ Úáì ãÈÇÏÆ ÇáÊÓÇãÍ æÇáÍÑíÉ.
...... ÇáÞæÉ (Ýí ÝáÓØíä) åí Ýí ÞÈÖÉ ÞáÉ ÛíÑ ãÓÄæáÉ.
Çáíæã¡ íÚíÔ ÇáÔÚÈ ÇáÝáÓØíäí Ýí ÖíÞ ÇÞÊÕÇÏí¡ íÒíÏå ÓæÁÇ ÇáÝÓÇÏ ÇáÍßæãí¡ ÊÍÊÇÌ ÇáÏæáÉ ÇáÝáÓØíäíÉ ÇÞÊÕÇÏÇ ãÊÝÇÚáÇ¡ ÍíË Êßæä ÇáÊÌÇÑÉ ÇáÕÇÏÞÉ ãÔÌÚÉ ãä ÞÈá ÍßæãÉ ÕÇÏÞÉ."
*ÇáÑÆíÓ ÌæÑÌ ÈæÔ åæ ÇáÑÆíÓ 43 ááæáÇíÇÊ ÇáãÊÍÏÉ (æåäÇß ÇÍÊãÇá æÇÑÏ ÈÃäå ÇáÃÎíÑ)¡ æÕá ÌæÑÌ ÈæÔ Çáì ãäÕÈ ÇáÑÆÇÓÉ ÚÞÈ ÇäÊÎÇÈÇÊ ÚÇã 2000¡ ÇÔÊåÑÊ åÐå ÇáÇäÊÎÇÈÇÊ ÈÝÖíÍÉ ÃÓÇÁÊ Ãáì ÕÍÉ ÇáäÊÇÆÌ ( åäÇß ãä íÔßß ÈÃÍÞíÉ ÌæÑÌ ÈÇáÑÆÇÓÉ)¡ ßÇäÊ ÍßæãÉ ÇÍÊá ãäÇÕÈ ÚáíÇ ÝíåÇ ÃÔÎÇÕ Úáì ÚáÇÞÇÊ ÍãíãÉ ÈßÈÇÑ ÇáÔÑßÇÊ ÇáÃãÑíßíÉ¡ Ýí ÚåÏ ÌæÑÌ ÊÚÑÖÊ ÇãÑíßÇ áÇÔÑÓ åÌæã Ýí ÊÇÑíÎåÇ¡ ßÇä ÑÏ ÍßæãÊå åæ ÊÞííÏ ÇáÍÑíÇÊ ÇáÔÎÕíÉ æÇäÊåÇß ÍÞæÞ ÇáÇäÓÇä¡ Ýí ÚåÏ ÌæÑÌ ÊÚÑÖ ÇáÇÞÊÕÇÏ ÇáÃãÑíßí áÃßÈÑ ÇäÊßÇÓÉ æÑßæÏ Ýí ËãÇäíä ÚÇãÇ¡ æÙåÑÊ ÇáÚÏíÏ ãä ÇáÝÖÇÆÍ ÇáãÇáíÉ áßÈÇÑ ÇáÔÑßÇÊ æËÈÊ ÊæÑØ ÇáÚÏíÏ ãä ÇáãÓÄáíä Ýí ÍßæãÊå¡ æäåÇíÉ åÏÏ ãÓÄæáæä ÃãÑíßíæä ÈÇÓÊÚãÇá ÇáÃÓáÍÉ ÇáäææíÉ ÖÏ ÑæÓíÇ¡ ÇáÕíä¡ ÃíÑÇä¡ ÇáÚÑÇÞ¡ ßæÑíÇ¡ ÇáÎ...
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LA ESSO VA ALLA GUERRA
Mentre il Mondo intero è in trepidante attesa di vedere come finirà il braccio di ferro tra USA e resto del mondo sul minacciato intervento militare in Iraq, c'è chi inizia a prepararsi. E' della fine di settembre, infatti, la stipula di accordo tra Exxon Mobil, la più grande multinazionale petrolifera ed il Dipartimento di Stato della Difesa statunitense di Donald Rumsfeld . Ad un prezzo fissato a poco meno di 48 milioni di euro, la Exxon, che in Europa è proprietaria del marchio Esso, fornirà carburanti e oli lubrificanti per la marina, l'esercito, il corpo dei marines, l'aviazione, le basi NATO e tutte le agenzie afferenti al Dipartimento. La Esso rifornirà anche le basi militari americane e della NATO presenti sia sul territorio italiano. Il contratto non è vincolato all'attuale anno finanziario e si esaurirà solo alla fine di settembre del 2005, data entro la quale, evidentemente, Bush pensa di aver finito il suo lavoro in Medio Oriente. La commessa e rappresenta un'ulteriore prova di quanto stretto sia il legame tra G.W Bush e la multinazionale del petrolio che, per i suoi impegno a sostegno del candidato repubblicano alla ultime presidenziali, aveva già incassato il diniego da parte statunitense di aderire al trattato di Kyoto sul taglio delle emissioni di gas serra e l'emanazione di un piano energetico nazionale che punta al rilancio delle attività estrattive e ad un aumento nell'uso di combustibili fossili che porterà gli USA ad incrementare le emissioni di gas serra di circa il 26% rispetto agli scorsi anni. Di fronte a tanta ostentata arroganza c'è chi ha deciso da fare guerra alla Esso usando il terreno di scontro più consono alla multinazionale: il mercato. Da oltre un anno, infatti, è in piedi una campagna di boicottaggio dei prodotti petroliferi a marchio Esso, lanciata in Gran Bretagna e presto estesasi , tra l'altro, in USA, Francia, Austria, Germania, e Australia. Che la strategia di azione diretta sul mercato iniziasse ad affaticare le politiche irresponsabili della compagnia statunitense, lo si era capito già nel corso dell'ultima riunione degli azionisti, allorquando, su suggerimento di accreditate agenzia di consulenza finanziaria, circa il 20% dei proprietari di azioni della Exxon aveva richiesto formalmente che l'azienda fosse più presente sul mercato delle energie alternative e la smettesse di spendere soldi in pubbliche relazioni dirette a convincere la pubblica opinione dell'inesistenza dell'effetto serra e del suo legame con i combustibili fossili. Secondo un recente sondaggio dell'agenzia MORI, nell'arco di una anno, il numero degli inglesi che dichiarano di rifornirsi periodicamente nelle stazioni Esso è sceso di un quarto e circa un milione di guidatori hanno dichiarato di boicottare la compagnia per la sua politica in merito ai cambiamenti climatici. Dalla ricerca emerge che, alla domanda su dove si riforniscono regolarmente di carburanti, nel 2001 il 26% aveva risposto Esso contro il 19% dell'ultimo sondaggio. Che una politica più attenta alle esigenze di tutela ambientale siano orami una strategia anche per il mercato, è dimostrato dal dato, rilevato dalla stessa agenzia, che la BP, che al contrario ha deciso di non disconoscere le proprie responsabilità sui cambiamenti climatici e sta investendo molte risorse nella ricerca su fonti rinnovabili, è passata da 18% al 21% nelle preferenze dei guidatori.
E i risultati di questa campagna si stanno facendo vedere anche altrove. Dopo poco che fossero stati pubblicati i risultati della ricerca di mercato della MORI, la Deutsche Bank ha prodotto un rapporto sulla Exxon destinato agli specialisti in investimenti in cui si dipingeva la compagnia statunitense come un investimento rischioso a seguito della campagna di boicottaggio inglese. Secondo gli analisti del settore, infatti, essere considerati nemici dell'ambiente N°1 da Greenpeace ed altre organizzazione mette il marchio Esso a forte rischio, rinforzato anche dall'assenza di una politica aziendale sullo sviluppo di altri settori energetici che non riguardino i combustibili fossili .
Mentre il Mondo intero è in trepidante attesa di vedere come finirà il braccio di ferro tra USA e resto del mondo sul minacciato intervento militare in Iraq, c'è chi inizia a prepararsi. E' della fine di settembre, infatti, la stipula di accordo tra Exxon Mobil, la più grande multinazionale petrolifera ed il Dipartimento di Stato della Difesa statunitense di Donald Rumsfeld . Ad un prezzo fissato a poco meno di 48 milioni di euro, la Exxon, che in Europa è proprietaria del marchio Esso, fornirà carburanti e oli lubrificanti per la marina, l'esercito, il corpo dei marines, l'aviazione, le basi NATO e tutte le agenzie afferenti al Dipartimento. La Esso rifornirà anche le basi militari americane e della NATO presenti sia sul territorio italiano. Il contratto non è vincolato all'attuale anno finanziario e si esaurirà solo alla fine di settembre del 2005, data entro la quale, evidentemente, Bush pensa di aver finito il suo lavoro in Medio Oriente. La commessa e rappresenta un'ulteriore prova di quanto stretto sia il legame tra G.W Bush e la multinazionale del petrolio che, per i suoi impegno a sostegno del candidato repubblicano alla ultime presidenziali, aveva già incassato il diniego da parte statunitense di aderire al trattato di Kyoto sul taglio delle emissioni di gas serra e l'emanazione di un piano energetico nazionale che punta al rilancio delle attività estrattive e ad un aumento nell'uso di combustibili fossili che porterà gli USA ad incrementare le emissioni di gas serra di circa il 26% rispetto agli scorsi anni. Di fronte a tanta ostentata arroganza c'è chi ha deciso da fare guerra alla Esso usando il terreno di scontro più consono alla multinazionale: il mercato. Da oltre un anno, infatti, è in piedi una campagna di boicottaggio dei prodotti petroliferi a marchio Esso, lanciata in Gran Bretagna e presto estesasi , tra l'altro, in USA, Francia, Austria, Germania, e Australia. Che la strategia di azione diretta sul mercato iniziasse ad affaticare le politiche irresponsabili della compagnia statunitense, lo si era capito già nel corso dell'ultima riunione degli azionisti, allorquando, su suggerimento di accreditate agenzia di consulenza finanziaria, circa il 20% dei proprietari di azioni della Exxon aveva richiesto formalmente che l'azienda fosse più presente sul mercato delle energie alternative e la smettesse di spendere soldi in pubbliche relazioni dirette a convincere la pubblica opinione dell'inesistenza dell'effetto serra e del suo legame con i combustibili fossili. Secondo un recente sondaggio dell'agenzia MORI, nell'arco di una anno, il numero degli inglesi che dichiarano di rifornirsi periodicamente nelle stazioni Esso è sceso di un quarto e circa un milione di guidatori hanno dichiarato di boicottare la compagnia per la sua politica in merito ai cambiamenti climatici. Dalla ricerca emerge che, alla domanda su dove si riforniscono regolarmente di carburanti, nel 2001 il 26% aveva risposto Esso contro il 19% dell'ultimo sondaggio. Che una politica più attenta alle esigenze di tutela ambientale siano orami una strategia anche per il mercato, è dimostrato dal dato, rilevato dalla stessa agenzia, che la BP, che al contrario ha deciso di non disconoscere le proprie responsabilità sui cambiamenti climatici e sta investendo molte risorse nella ricerca su fonti rinnovabili, è passata da 18% al 21% nelle preferenze dei guidatori.
E i risultati di questa campagna si stanno facendo vedere anche altrove. Dopo poco che fossero stati pubblicati i risultati della ricerca di mercato della MORI, la Deutsche Bank ha prodotto un rapporto sulla Exxon destinato agli specialisti in investimenti in cui si dipingeva la compagnia statunitense come un investimento rischioso a seguito della campagna di boicottaggio inglese. Secondo gli analisti del settore, infatti, essere considerati nemici dell'ambiente N°1 da Greenpeace ed altre organizzazione mette il marchio Esso a forte rischio, rinforzato anche dall'assenza di una politica aziendale sullo sviluppo di altri settori energetici che non riguardino i combustibili fossili .
Al dottor Francesco Sciortino
Console Generale d'Italia
a San Francisco
Si comunica che nell'ambito delle iniziative di mobilitazione internazionale contro la guerra che si terranno nei giorni 15-16 Febbraio 2003, un comitato di Italiani residenti nella circoscrizione consolare di San Francisco ha organizzato una manifestazione pacifica e non violenta di protesta contro il governo Berlusconi ed il suo appoggio alla campagna bellica statunitense contro l'Irak. Tale manifestazione inizierà alle ore 10:00 del 16 Febbraio 2003, presso la sede del Consolato Generale d'Italia al 2590 di Webster Street a San Francisco. Alla fine della manifestazione i partecipanti si uniranno alla marcia per la pace che si snoderà per le vie della città e al rally che si terrà al Civic Center di San Francisco. Vorremmo che in tale giorno, il Signor Console Generale d'Italia o un suo delegato ricevesse personalmente una nostra delegazione e che trasmettesse al Governo e al Parlamento italiani il seguente comunicato: Noi italiani residenti all'estero nella circoscrizione consolare di San Francisco ci uniamo a tutti coloro i quali oppongono la guerra contro l'Irak. In particolare ci uniamo all'organizzazione umanitaria italiana Emergency nel gridare FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA e nel ribadire che : "Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime."
Comitato italiani residenti all'estero contro la guerra Per ulteriori informazioni si prega di contattare Giulia Centineo gckg@cats.ucsc.edu
casa: (831) 761-8199
ufficio: (831) 459-2039
Console Generale d'Italia
a San Francisco
Si comunica che nell'ambito delle iniziative di mobilitazione internazionale contro la guerra che si terranno nei giorni 15-16 Febbraio 2003, un comitato di Italiani residenti nella circoscrizione consolare di San Francisco ha organizzato una manifestazione pacifica e non violenta di protesta contro il governo Berlusconi ed il suo appoggio alla campagna bellica statunitense contro l'Irak. Tale manifestazione inizierà alle ore 10:00 del 16 Febbraio 2003, presso la sede del Consolato Generale d'Italia al 2590 di Webster Street a San Francisco. Alla fine della manifestazione i partecipanti si uniranno alla marcia per la pace che si snoderà per le vie della città e al rally che si terrà al Civic Center di San Francisco. Vorremmo che in tale giorno, il Signor Console Generale d'Italia o un suo delegato ricevesse personalmente una nostra delegazione e che trasmettesse al Governo e al Parlamento italiani il seguente comunicato: Noi italiani residenti all'estero nella circoscrizione consolare di San Francisco ci uniamo a tutti coloro i quali oppongono la guerra contro l'Irak. In particolare ci uniamo all'organizzazione umanitaria italiana Emergency nel gridare FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA e nel ribadire che : "Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime."
Comitato italiani residenti all'estero contro la guerra Per ulteriori informazioni si prega di contattare Giulia Centineo gckg@cats.ucsc.edu
casa: (831) 761-8199
ufficio: (831) 459-2039
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